Milena Santerini, commissario per l'antisemitismo

Nella mente di chi odia: per capire come nasce il pregiudizio

Libri

di Michael Soncin

Perché la nostra specie ha la tendenza a odiare? E in che modo lo fa? Un’analisi sulla “mente ostile” e le forme dell’odio contemporaneo

 

L’odio è un’emozione deleteria che pervade la nostra società. Non si tratta di un fenomeno che ha a che fare solo con l’attualità, basta vedere nella Torà dove il sentimento di aggressività prevale in Caino e sfocia con l’uccisione di suo fratello Abele. In pratica è sempre esistito, sin dagli albori della specie umana, mutando, adattandosi lungo il corso delle varie epoche storiche, variegandosi nei differenti contesti sociali.
È scritto nel nostro programma genetico che la mente, dinnanzi a ciò che percepisce come “diverso”, sviluppa un meccanismo di difesa, come del resto avviene in molte specie animali. Ovviamente questo non significa che per natura l’Homo sapiens sia razzista; tanto meno vale per le altre forme di vita con le quali condividiamo il globo. Anche per questo motivo, viene spontaneo chiedersi se non vi sia realmente una riposta scientifica a questa forma di emozione dai risvolti negativi. Effettivamente c’è e risiede nei meandri nei nostri circuiti cerebrali. Esistono emozioni di diverso tipo, positive e negative dalle più ampie sfaccettature. L’odio coinvolge nel cervello varie aree, che hanno a che vedere con la paura, la rabbia e la percezione del pericolo.
Ma, se oltre all’istinto, facciamo entrare in gioco nella scacchiera cerebrale il raziocinio, facoltà che ci contraddistingue, noi siamo in grado di elaborare l’innato pregiudizio, facendo prevalere il lato etico-morale, una facoltà che ci caratterizza nella sua interezza, dove a primeggiare è il sentimento di uguaglianza e i diritti degli esseri umani, senza distinzioni di etnia, genere, religione e appartenenza sociale.
Milena Santerini affronta il tema dell’odio andando al nucleo del problema, analizzando in primis la mente dell’odiatore. Questa parte nel suo saggio è da considerarsi una conditio sine qua non per comprendere attivamente gli altri punti da lei sviluppati e che cosa accade nella sfera della socialità quando l’odio, lo spirito di vendetta, la gelosia, il disprezzo, hanno la meglio e quando invece avviene l’opposto.
Vedremo che c’è sempre un “noi”, un gruppo interno nel quale ci riconosciamo, contrapposto ad un “loro”, un gruppo esterno percepito come il nemico e perciò visto con l’occhio intriso di pregiudizio discriminatorio: immigrati, stranieri, rom, musulmani, ebrei, donne, omosessuali, sono questi gli “altri”, i nemici temuti con tanta ostilità.
I sistemi totalitari sono stati un grande tragico esempio, hanno saputo manipolare abilmente le società, creando il “nemico inesistente”, sfruttando le cosiddette debolezze emotive, dove la frustrazione fa da complice; e il Nazifascismo ne è la più buia dimostrazione, sfociata poi con l’emanazione delle Leggi razziste antiebraiche e l’odio per il “diverso”.

Si evince da libro che l’antisemitismo subisce delle metamorfosi incistandosi come un parassita di pari passo con il nascere delle crisi economiche, sociali e politiche. Il pregiudizio, o per dirla meglio, la falsa accusa dell’ebreo untore, durante l’epoca medievale, riappare con il Covid-19. Tutto è un complotto e una cospirazione e il web si è rilevato un terreno più fertile che mai. Fake news e hate speech (i “discorsi di odio”) sono due fenomeni che pullulano sulla rete, utilizzati per fare propaganda neonazista con individui che credono ancora ai Protocolli dei savi Anziani di Sion. Le nuove generazioni manifestano l’odio antiebraico contro Israele (attribuendosi il ruolo dei “buoni” mentre “gli altri”, i sionisti, sono i “cattivi”), negandone lo stesso diritto ad esistere, un atto – forse di incoscienza e inconsapevolezza – che mette in pericolo i valori di democrazia che hanno sempre contraddistinto la società occidentale. Questo è uno dei volti dell’antisemitismo contemporaneo. “La violenza appare non più inevitabile, ma frutto di un disimpegno morale che siamo ancora in tempo a contrastare”. È urgente un ritorno all’introspezione e imparare a rapportarsi, oltre che con gli altri, anche con il Sé.

 

Milena Santerini, La mente ostile. Forme dell’odio contemporaneo, Raffaello Cortina Editore,
pp. XIII – 242, euro 19,00, ebook euro 13,99.

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