Lechaim, Joshua Shapiro!

Libri

di Ester Moscati

Come è riuscito Joshua Shapiro, figlio di un pugile sempre in bilico sulla corda della (il)legalità e di una madre nota per la sua bellezza e per gli spogliarelli, a diventare un famoso e stimato scrittore? E perché indossa mutandine di pizzo (che però sono di Seymour)? E soprattutto, con quali armi ha conquistato la splendida Pauline, l’amore della sua vita, figlia niente-di-meno-che di un senatore? Ah, grande personaggio Joshua! Caparbio, insolente, pieno di amore. Ma anche generoso, vendicativo e sentimentale. Fatto, dai piedi ai capelli, della materia che fa esplodere la primavera: la Vita!

Chi ha amato Barney Panofsky adorerà Joshua Shapiro, ma anche suo padre Reuben, e ritroverà tra queste pagine i ragazzacci di St. Urbain Street, l’odore dell’alcol di contrabbando di Gursky, i bar del quartiere ebraico di Montreal. Perché, come disse Paul Valery «un autore scrive sempre lo stesso libro». Perché se è uno scrittore vero, di quelli che la penna gli brucia le dita, scriverà sempre di se stesso, della sua vita, con la sua verità.

E infatti Joshua Shapiro, come Mordecai Richler, è nato a Montreal da genitori ebrei di modesta condizione, lotta per diventare uno scrittore, appena può scappa in Europa. Parigi e poi la Spagna, e Londra. Lo stesso itinerario. E anche gli stessi lavori per la radio CBS, gli articoli per i più importanti giornali canadesi, e i romanzi.

Insomma, un alter ego in cui travasare sogni e rimpianti, con una visione spietatamente sincera ma anche indulgente. Tutto per amore.

Pieno d’amore è infatti questo libro, in cui i salti temporali sono costanti, avanti e indietro attraverso decenni di vita. Joshua allora e oggi. In un letto d’ospedale (perché, che gli è successo? aspettate 200 pagine per saperlo!). Alle celebrazioni della più folle società ad memoriam che un branco di studenti potesse immaginare (ma quando crescerete? Mai). Oppure, ragazzino, quando chiacchiera con suo padre dei comandamenti e dei personaggi della Bibbia. E al suo indimenticabile Bar Mitzvà…

Ma Joshua non è l’unico personaggio a tutto tondo, in questo strepitoso romanzo. La banda di compagni, gli ex ragazzini del ghetto che si sono fatti strada, non sono comparse nella sua vita. Ci sono “gli andati, i rassegnati, i soddisfatti”, come direbbe Guccini. Ognuno ha avuto la sua storia, il suo momento, e sono dipinti con tratti precisi e vividi, e colori brillanti. Seymour, che non sa resistere all’eterno femminino; Murdoch, compagno di sbronze e di sotterfugi letterari che alla fine gli saranno fatali; Peabody, strumento del destino. Ma anche il lato chic, Pauline e i suoi amici “del Lago” sono tutt’altro che stereotipi, capaci di azioni tremende che non resteranno nell’ombra.

Insomma, si ride, si soffre, si pensa, si spera. E si ride ancora. (Ester Moscati)

Mordecai Richler, Joshua allora e oggi, Adelphi, Collana Fabula, pp. 384, € 20,00


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