Eugenio Gentili Tedeschi: testimonianze

Libri

Architetto militante, partigiano, uomo di cultura e di fede laica, ebreo. Questo il ritratto di Eugenio Gentili Tedeschi, tratteggiato in Testimonianze, l’ultimo libro in suo ricordo pubblicato da Alinea, a cura di Giovanni Denti e Orsetta Ronchetti.
Una lettura che ci accompagna alla scoperta di uno dei più importanti progettisti della scena milanese dal dopoguerra ai giorni nostri, attraverso ricordi dei suoi allievi e collaboratori, interviste rilasciate da Gentili Tedeschi alla curatrice e racconti, nei quali l’architetto disegna la sua gioventù di partigiano.

E’ un autoritratto questo libro, dipinto con pennellate morbide, che non completano il quadro della poliedrica personalità di Gentili Tedeschi, ma compongono un affresco molto affascinante della condizione italiana degli anni quaranta, quando il giovane e già promettente architetto riesce a concludere l’università a Torino nonostante le leggi razziali e a iniziare la sua carriera tra Milano e Roma collaborando con personaggi come Gio Ponti, dando vita alla rivista “Metron” insieme a Luigi Piccinato, Mario Ridolfi e Bruno Zevi, partecipando alla formazione dell’APAO (Associazione per l’Architettura Organica).
La Milano del Dopoguerra accoglie Eugenio Gentili Tedeschi, con il progetto per la ricostruzione della Sinagoga di Via Guastalla, insieme a Manfredo D’Urbino. Questa è la prima occasione per il giovane architetto di confrontarsi con la propria cultura di ebreo laico e per iniziare un ragionamento sullo spazio come materia prima del progetto. La consapevolezza della propria cultura ebraica ha accompagnato Eugenio Gentili Tedeschi durante tutti gli anni in cui ha presieduto il Nuovo Convegno, come ricorda in un brano del libro, circolo che lo ha visto impegnato nella conferma di una possibilità laica dell’ebraismo.

Dallo studio di via Morone all’insegnamento universitario, all’impegno nella Comunità ebraica, sia come professionista (suo è il progetto delle scuole della Comunità e del suo studio il progetto per la Nuova residenza per anziani di Via Arzaga), sia come militante, Eugenio Gentili Tedeschi è sempre stato animato nella sua ricerca da uno spirito etico e libero. “Così, sentendomi leggero e vagamente esaltato, procedevo verso il paese ormai vicinissimo: entravo nella libertà fischiando Polvere di stelle, con tutta la forza dei miei giovani polmoni, e mi sembrava di essere la tromba di Armstrong”. (Eugenio Gentili Tedeschi, Polvere di stelle, racconto del 1998).

Eugenio Gentili Tedeschi, Testimonianze, a cura di Giovanni Denti e Orsetta Ronchetti, Alinea, Firenze 2007, pp.147, €20,00.