Alessandro Haber

Alessandro Haber, da Tel Aviv a Cinecittà

Libri

di Nathan Greppi
Quando da piccolo si divertiva ad improvvisare spettacoli e diceva di voler fare l’attore, i suoi genitori pensavano che fosse un sogno infantile che nel lungo periodo sarebbe finito. Ma per Alessandro Haber si è rivelato molto più di questo: dagli anni ’60 ad oggi, ha recitato in oltre 160 film e serie tv, che gli sono valsi numerosi premi, tra cui un David di Donatello e 4 Nastri D’Argento, i più importanti per il cinema in Italia. Una carriera lunga e intensa, che solo di recente ha raccontato per la prima volta nell’autobiografia Volevo essere Marlon Brando, scritta a 4 mani con il regista Mirko Capozzoli.

La copertina dell’autobiografia di Alessandro Haber

Il libro parte dalle sue radici: nato a Bologna nel 1947, di padre ebreo rumeno, visse fino ai 9 anni a Tel Aviv, per poi rientrare in Italia e trascorrere l’adolescenza a Verona. Proprio della metropoli israeliana ha sempre conservato ricordi molto felici tanto che, quando ha deciso di tornarci diversi anni dopo, rimase sconvolto perché il quartiere dove viveva durante l’infanzia era molto cambiato. In seguito, passa a parlare della sua carriera a cominciare dalle origini; si parte dai primi provini a teatro per poi arrivare al grande schermo. In particolare, il titolo della sua autobiografia deriva dal fatto che si è appassionato alla settima arte avendo come modello di riferimento lo stile di Marlon Brando.

Haber non cerca di apparire come una figura da idealizzare, anzi: si racconta in maniera sincera, come un uomo che ha commesso anche degli errori; ad esempio, quando da bambino uccise quasi per sbaglio dei coniglietti, o quando da adolescente spezzò il cuore ad una ragazza innamorata di lui. Non mancano i dettagli più intimi sulla sua vita privata, che oggi lo vede interpretare due ruoli impegnativi: quelli di padre e marito.

Il libro di Haber e Capozzoli restituisce al lettore l’immagine di un uomo che ha avuto una carriera eccezionale nel mondo dello spettacolo, ma è comunque rimasto consapevole delle proprie imperfezioni, che non cerca mai di nascondere.

Alessandro Haber e Mirko Capozzoli, Volevo essere Marlon Brando (ma soprattutto Gigi Baggini), Baldini+Castoldi, pp. 436, 19,00 euro.

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