Acquario editore presenta ‘L’estate di Aviha’ di Gila Almagor

di Redazione
Mercoledì 3 febbraio, alle ore 18.00 ITA  (19.00 ISR) la casa editrice Acquario presenta su Zoom
L’estate di Aviha di Gila Almagor: un grande libro e un piccolo editore indipendente
Aperikucha Letterario in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Tel Aviv

Tavola rotonda con:

Fabio Ruggirello, Direttore IIC Tel Aviv

Anna Foà e Marco Sodano: editori di Acquario

Maya Katzir: storica e attaché culturale dell’Ambasciata d’Israele in Italia

Fiammetta Martegani: corrispondente da Israele per il quotidiano Avvenire

Coordina: Rebecca Treves (Aperikucha)

Qui il link per collegarsi e seguire  la diretta zoom: LINK

Acquario editore

«Si chiama Acquario, siamo un gruppo di soci molto motivati e facciamo libri di carta. Si tratta di uno spin off, ossia di una derivazione di Tiqqun Edizioni. Dopo le prime uscite è arrivata la pandemia che ha rallentato i tempi di produzione, ma ora siamo usciti con delle novità». Così Anna Foà – editor con una vasta esperienza editoriale legata all’Adelphi e a Tiqqun Edizioni – ha raccontato a Mosaico, a metà gennaio, la nascita di questa nuova casa editrice da lei definita «minuscola», creata nel marzo 2019 insieme a Marco Sodano, giornalista di lungo corso de La Stampa.

Ad oggi sono usciti vari titoli, tra i quali una raccolta di storie sul libro e l’editoria cui hanno contribuito tra gli altri Stefano Bartezzaghi, Marco Belpoliti, Edoardo Camurri. A seguire Il Poeta delle pantegane di Alessandro Mezzena Lona, la storia vera di Federico Tavan, poeta matto per forza che ha costretto la letteratura «a sedersi in silenzio ad ascoltare la vita»; l’ebook Fase 1, una raccolta di 64 voci dal mondo della scrittura, cinema, editoria, giornalismo che racconta in presa diretta l’istante in cui la pandemia ha cambiato la nostra percezione del mondo. E non ultimo Fuga, di Roberto Carretta, un viaggio tra i canti dei popoli in fuga alla ricerca della musica, già insita nelle cose.

Il libro L’estate di Aviha 

Il libro di Gila Almagor, figura di spicco del teatro e del cinema israeliano, racconta l’unica estate di una bambina di dieci anni con la madre negli anni ’50 in un villaggio di immigrati arrivati da poco dall’Europa in Israele. Gila Almagor ha scritto questa vicenda nel 1985 ispirandosi alla propria autobiografia. Tradotto in venti lingue, il libro ebbe grande risonanza e oggi fa parte del programma scolastico in Israele. «Questa è la prima edizione italiana, tradotta da Paola M. Rubini che firma anche una biografia dell’autrice – conclude Anna Foà –. La parte ebraica è una componente importante della nostra casa editrice. Siamo sensibili a questi temi di cui continueremo a occuparci».