L’arte per la memoria. Alla Permanente le opere di Sabina Schkolnik Saad

Arte

di Ilaria Ester Ramazzotti
Sinonimi di Memoria. Arte per la consapevolezza’ è un’iniziativa artistica e didattica in mostra al Museo della Permanente a Milano dal 18 gennaio al 6 febbraio 2022. Coniugando arte ed educazione, è un progetto intergenerazionale che coinvolge il mondo dell’arte e quello della formazione e impiega più linguaggi espressivi: arti visive, interviste, letture, riprese audio e video, docufilm, testi narrativi, reading. Obiettivo, elaborare riflessioni sui temi della libertà e della memoria.

La mostra si incentra sulla rassegna personale intitolata ‘La stella gialla. Dialogo con un simbolo dell’artista italo-israeliana Sabina Schkolnik Saad, ex studentessa della scuola ebraica di Milano, e sui contributi degli artisti della Permanente, del regista Alberto Nacci, dei due scrittori Emanuele Fiano e Nicola Reale e di duecentoventi studenti dei licei artistico di Brera e scientifico Primo Levi di San Donato Milanese. Il consolato israeliano di Milano ha dato il suo patrocinio all’iniziativa.

I giovani che partecipano al progetto hanno conosciuto Sabina Schkolnik Saad in videoconferenza, che si è raccontata presentando le sue opere, oltre a trarre spunti di riflessione dalla lettura dei libri ‘Il profumo di mio padre’ di Emanuele Fiano e ‘Ricordare il futuro. Per una storia non epurata della Shoah’ di Nicola Reale.

La rassegna ‘La Stella Gialla. Dialogo con un simbolo’ di Sabina Schkolnik Saad

Le 46 opere esposte da Sabina Schkolnik Saad costituiscono una parte dei cento lavori realizzati nell’arco di un decennio, a partire dal 2008, con diversi materiali e tecniche, in cui l’artista intesse con la sua arte un dialogo profondo con il simbolo della Stella Gialla. Un simbolo che rappresenta lo sterminio di massa degli ebrei, ma è anche associato alle usanze ebraiche del lutto, oltre che essere un elemento decorativo. Multimediale e concettuale, nata in Italia da genitori sopravvissuti alla Shoah, attraverso il nucleo significativo di opere esposte in mostra l’artista intende dar vita a interpretazioni e emozioni che generino un senso di identificazione con il dolore di coloro che furono trucidati e di coloro che sopravvissero all’inferno dei campi di concentramento.

Il progetto della mostra in corso alla Permanete “è stato ideato da Sara Montani, non ebrea e mia compagna del liceo artistico che ho frequentato a Brera negli anni ’60 – spiega a Mosaico Sabina Schkolnik Saad -. Sono nata a Milano nel ‘50 e ho studiato alla scuola ebraica prima in via Eupili poi in via Sally Mayer. Mia madre aveva lasciato la Germania con la famiglia nel 1934 a causa dell’antisemitismo e si era rifugiata in Italia. Nei primi anni della guerra abitava a Milano, poi suo nonno è stato arrestato come ebreo e rinchiuso a san Vittore. In seguito, mia madre, i suoi genitori e suo fratello, dopo l’occupazione del Nord Italia da parte dei tedeschi, sono scappati nel Veneto, per rifugiarsi da un parroco del santuario della Madonna del Caravaggio a Fanzolo, di nome don Giuseppe Gasparin, che li ha fatti nascondere in una soffitta dagli agricoltori del posto. Mio papà invece è nato in Ucraina nel 1918 – prosegue -, ma in seguito al succedersi ai pogrom è partito per Berlino. Un luogo che inizialmente credeva migliore e dove è stato fino al 1934, quando ha deciso di andare in Italia. Poi ha anche combattuto con i partigiani”.

“Dopo aver terminato i miei studi a Milano, nel 1969 sono emigrata in Israele – continua l’artista -. Là mi sono sposata, ho avuto quattro figli e mi sono dedicata ad attività agricole di coltivazione. Abito in un moshav”. Ma dopo la frequentazione di un corso per istruttori d’arte al museo biennale di Israele, all’età di quarant’anni, è tornata a dedicarsi al mondo dell’arte. “Ho iniziato con arte ebraica, biblica, intagli di carta, poster e hagadà di Pesach”, ricorda. Le sue opere sono state poi presentate in molte mostre personali e collettive, sia in Italia che in Israele.

L’ispirazione per i lavori sulla Stella Gialle è venuta quando “mia mamma mi ha raggiunta in Israele nel 2008 e mi ha raccontato più di quello che già sapevo sui suoi ricordi della guerra – sottolinea -. Questo mi ha influenzato molto, inoltre mi avevano invitato a partecipare a una mostra collettiva sulla Shoah. Ricordo che avevo nel cassetto una prima illustrazione di una stella gialla, fatta anni prima per Yom Ha-Shoah”. Così, da quel primo disegno lasciato in un cassetto, ha preso il via un filone artistico e concettuale che ha caratterizzato tutto il successivo lavoro dell’artista. “Come posso rappresentare questo piccolo simbolo – si era chiesta -, così grande per noi”? E da questo pensiero sono nate due grande tele e una stella così grande da vedersi a malapena. Ma “anche avendolo così tanto ingrandito, non potevo esprimere l’enormità di questo simbolo. Ho deciso di ingrandirlo per 6 milioni di volte, come il numero delle vittime, ritrovandomi con due tele: una tutta gialla e una tutta nera, a seconda di dove l’ingrandimento era iniziato”. Un’idea dopo l’altra è arrivata a produrre cento opere sul tema della Stella Gialla.

I lavori di Sabina Schkolnik Saad sono stati presentati in numerose mostre personali e collettive, sia in Italia che in Israele. Alcuni sono esposti stabilmente presso il Museo dell’Olocausto di Haifa e al Museo Beit Wollin di Givataim, succursale del Museo della Shoah di Yad Vashem di Gerusalemme. Un Piatto decorativo con un suo disegno è stato donato all’allora primo ministro israeliano Rabin e al Re Hussein di Giordania nel 1994, in occasione della firma del trattato di Pace tra i due Paesi.

 

 

 

La mostra

Sinonimi di memoria. Arte per la consapevolezza

 

a cura della Commissione Artistica 2021/2022: Sara Montani/ Simonetta Chierici/ Vincenzo Pellitta

 

Apertura mostra: 18 gennaio – 6 febbraio 2022

orari: lunedì – venerdì 10.00-13.00; 14.30-18.30

sabato – domenica 11.00-13.00; 14.30-18.30

sede: Museo della Permanente via F. Turati 34 Milano

 

Ingresso libero

Obbligo di Super Green pass e mascherina Ffp2

Regole di accesso complete su www.lapermanente.it

 

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