Il dirigente scolastico della scuola ebraica di Milano Agostino Miele

Agostino Miele: “Quattro anni intensi e pieni di soddisfazioni. Al mio successore dico: ‘sei tu a crearti la tua strada’”

Scuola

di Ilaria Myr
«Penso di avere fatto, in questi quattro anni, il mio dovere nell’interesse della scuola ebraica e della comunità: perché una comunità senza scuola non è una comunità». Parla con soddisfazione (mista a un po’ di inevitabile stanchezza) Agostino Miele, dirigente scolastico della Scuola della Comunità ebraica di Milano che, come annunciato da Mosaico, a gennaio lascerà l’incarico a Marco Camerini, proveniente dalla scuola ebraica di Torino.

Sono stati quattro anni intensi, con gli ultimi due particolarmente difficili e sfidanti a causa della pandemia che fin dal suo inizio, però, è stata gestita con prontezza ed efficacia, per garantire ai ragazzi e ai genitori un rapporto continuo con la scuola. «Non abbiamo mai abbandonato i ragazzi – continua Miele -. Già con il primo lockdown eravamo pronti alla didattica a distanza, perché ci eravamo preparati con un progetto ad hoc. Durante tutti questi mesi siamo riusciti a fare sentire la scuola vicina a loro, anche nei momenti più bui, e questo è certamente positivo. Certo, è stato faticoso, anche perché le disposizioni ministeriali uscivano il venerdì sera e quindi potevamo programmare il lavoro solo la domenica, un giorno prima che ripartisse l’attività didattica…».

Ciò nonostante, grazie a un intenso lavoro svolto in tandem con il corpo docente, tutti gli studenti sono stati accompagnati in questi difficili mesi e, in particolare, quelli di terza media e quinta liceo agli esami di fine ciclo, ottenendo ottimi risultati: e i diversi 100 e lode delle due ultime maturità lo testimoniano.

Un bilancio positivo

Il bilancio di questi quattro anni è dunque molto positivo sia sul fronte dei risultati scolastici che su quello dei rapporti umani: traguardi importanti, con cui Miele celebra le sue nozze d’oro lavorative. «Ho stretto belle relazioni con molti genitori e con gli studenti, con cui spero che rimarrà un buon rapporto – continua -. Come è stato il contatto con il mondo ebraico? Fin dall’inizio ho cercato di immedesimarmi nel nuovo ambiente, perché sono convinto che se si viene a fare parte di una nuova realtà, se ne devono condividere i principi per portarne avanti i valori, e così è stato per me.».

L’emergenza sanitaria, però, non è ancora finita. «Sto già lavorando per aprire il nuovo anno scolastico, perché purtroppo temo che saremo punto e a capo – commenta amaro Miele -. Ad oggi, però, le aule sono già pronte per accogliere gli studenti in sicurezza e tranquillità, e questa per noi è la cosa più importante».

Il passaggio di testimone

Dalla riapertura Miele sarà ancora al timone della scuola, fino al 31 dicembre 2021, quando arriverà Marco Camerini, in carica dal 1°gennaio 2022, accompagnandolo nell’inserimento nel ruolo con particolare riguardo alle scadenze più delicate, come per esempio gli esami di maturità. «Al mio successore voglio solo dire una cosa: come diceva il poeta spagnolo Antonio Machado nella sua poesia Caminante: “viandante, non c’è cammino, il cammino si fa andando”. Non c’è un unico cammino, perché ognuno crea il suo, andando. Quindi, auguro a Marco di ‘farsi’ la sua strada in questa scuola».

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