Lettera aperta della Lista Chai

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Perché le dimissioni.
Cari iscritti, quali rappresentanti del gruppo Chai in Consiglio, abbiamo deciso di lasciare definitivamente gli incarichi all’interno della Giunta (Assessorato ai Tributi, Servizi Socio-Sanitari e Vicepresidenza), nonché le deleghe esterne (Scuola, Comunicazione-Bollettino e coordinamento del Consiglio) che ricoprivamo dall’inizio del presente mandato.

La decisione è divenuta per noi non procrastinabile, nonostante i due anni e mezzo di attività svolta in collaborazione con la lista del Presidente Soued, Per Israele. Siamo fieri dei frutti di questa collaborazione che ha portato a buon fine vari progetti tra cui: la costruzione e l’avviamento della nuova RSA, la realizzazione di progetti di qualità dedicati alla scuola ed al corpo insegnante, la creazione di un poliambulatorio, il rilancio del Bollettino, la creazione del centro diurno per anziani, la ristrutturazione del giardino, il rinnovamento del settore amministrativo.

In questo periodo tuttavia, su tematiche che riteniamo più ideologiche e fondamentali per il futuro della nostra comunità, non abbiamo trovato da parte dei nostri alleati né reciprocità né adeguata attenzione. Su due temi in particolare è intervenuto il punto di rottura della collaborazione: la condivisone circa le scelte di orientamento della nostra scuola e la disponibilità da parte del Consiglio a formulare al Rabbinato una richiesta di chiarezza sul percorso di conversione. Fermo restando che l’argomento rimane di piena competenza del Rabbinato, la questione, ormai realtà di tutto l’ebraismo diasporico, è diventato tema fondamentale anche per la nostra Comunità; un Consiglio ha il dovere di avere una chiara comprensione delle dimensioni del fenomeno e delle modalità con cui viene affrontato dal Rabbinato. Al momento abbiamo ragione di credere che famiglie fortemente motivate ad un percorso di avvicinamento all’ebraismo dei propri figli, non vengano adeguatamente assistite per proseguire questo percorso di ingresso in una Comunità Ebraica.

Per questi motivi abbiamo addirittura proposto di lasciare tutti gli altri nostri incarichi per lavorare esclusivamente su questi due temi, proponendo un avvicendamento negli assessorati o almeno un programma di governo che tenendo conto delle nostre esigenze, garantisse una gestione che rappresentasse le varie “anime” della Comunità. Ci è stato negato.

Noi crediamo di rappresentare anche un elettorato che per scelta o per caso si trova ai margini della Comunità e che manifesta la propria insoddisfazione con la disaffezione e l’allontanamento. Ma non abbiamo trovato, nella Lista per Israele, la disponibilità ad avviare un confronto critico e costruttivo su questi temi per noi cruciali anche per contenere questi fenomeni. A fronte di questa chiusura abbiamo quindi preso la decisione di passare all’opposizione.
Resta inteso che ciascuno di noi non farà mancare il proprio contributo, laddove richiesto, per la gestione pratica del Bene Comune che la nostra Comunità rappresenta ed invitiamo tutti quanti a trarre beneficio da questa crisi quale spunto di riflessione su temi che sempre più saranno al centro del dibattito comunitario.

Lista Chai

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