di Redazione
La Comunità Ebraica di Milano esprime la propria netta condanna per la pubblicazione dell’inserzione a pagamento uscita sul Corriere della Sera, sponsorizzata dall’associazione Ekō e diffusa su scala nazionale, che invita l’Italia a sostenere la sospensione degli accordi commerciali UE-Israele, collegando strumentalmente il prezzo del carburante al conflitto in Medio Oriente.
Questo tipo di comunicazione non è informazione: è propaganda. Addossare agli ebrei i costi per il popolo italiano di “una guerra che non ha iniziato” – ignorando deliberatamente le responsabilità di chi quella guerra l’ha scatenata il 7 ottobre 2023 – è un atto di disinformazione che alimenta ostilità nei confronti di Israele e, inevitabilmente, degli ebrei italiani.
Il meccanismo retorico è antico quanto l’antisemitismo stesso: identificare negli ebrei – o nello Stato ebraico – la causa dei mali quotidiani della gente comune. Oggi il capro espiatorio non è più “l’usuraio ebreo” dei secoli passati, ma “Israele che fa salire il prezzo della benzina”. La forma cambia. La sostanza no.
Colpisce, inoltre, l’assenza totale di qualsiasi riferimento ai reali attori della destabilizzazione regionale. Nessuna menzione di Hamas, che il 7 ottobre 2023 ha scatenato il più grave massacro di ebrei dalla Shoah. Nessuna menzione di Hezbollah, che per decenni ha tenuto in ostaggio il Libano e seminato terrore ai confini di Israele. Nessuna menzione del regime iraniano, che attraverso la minaccia sistematica allo Stretto di Hormuz condiziona i mercati energetici globali e finanzia ogni proxy armato della regione. Questa omissione non è distrazione o superficialità: è scelta ideologica. È il sintomo di un fanatismo cieco che seleziona i fatti in funzione del pregiudizio, e che trova nell’ebreo – individuale o collettivo – l’unico responsabile di tutto.
Non è un caso che questo clima di odio produca conseguenze concrete e immediate: proprio ieri, a Roma, un membro della nostra comunità é stato aggredito e picchiato selvaggiamente in strada. Non sono episodi isolati. Sono il frutto avvelenato di una narrazione che criminalizza Israele senza contesto, senza verità, senza rispetto per le vittime.
Chiediamo alle istituzioni, ai partiti politici e ai mezzi di informazione responsabilità e coerenza: la libertà di espressione non può trasformarsi in uno strumento per mettere a rischio la sicurezza fisica di una minoranza. Chiediamo altresì che vengano accertate le responsabilità degli aggressori di Roma e che i fatti siano perseguiti con tutta la forza della legge.
La Comunità Ebraica di Milano continuerà a difendere la verità storica e la sicurezza dei propri membri, con la stessa determinazione con cui lo ha sempre fatto.



