Coraggiosa e originale Rachele, giornalista indimenticabile

di Fiona Diwan

La scomparsa di Rachele Enriquez: una grande giornalista, abitata da una profonda identità ebraica

Gli esordi in Mondadori, giornalista di punta di Panorama ai tempi in cui Lamberto Sechi e Carlo Rognoni dirigevano il newsmagazine più agguerrito e prestigioso d’Italia. L’amicizia affettuosa con Mariuccia Mandelli in arte Krizia, con Gianfranco Ferrè, con Giorgio Armani, fin dai tempi della giovinezza, la frequentazione disinvolta con il mondo della moda e con quel fashion system dalla creatività dirompente che negli anni Ottanta lei stessa aveva contribuito a rendere mediaticamente celebre. L’amicizia con le sorelle Fendi, con Laura Biagiotti…

E poi il suo carattere: aperto, deciso, solare. Lo spirito critico, l’arguzia e soprattutto l’ottimismo. «Io porto fortuna a chi mi sta vicino», mi diceva senza un grammo di compiacimento. Alle sfilate di moda, mi ha insegnato come cogliere i dettagli innovativi, il mood delle collezioni che sfilavano in passerella. Ai concerti o alle conferenze, nel teatro di Krizia, in via Manin, manifestava genuino entusiasmo, trasporto e ammirazione – cosa rara in un mondo milanese così understatement e avaro di complimenti – per i successi dell’amica Mariuccia.

E ancora: l’identità ebraica, le origini turche (la famiglia era originaria di Smirne, il papà era parnas dell’Oratorio sefardita di via Guastalla, il Tempio di sotto), l’amore per la lettura, l’arte e la cultura, la folgorante carriera giornalistica che porterà Rachele Enriquez a Madrid, per fondare e dirigere l’edizione di Vogue Spagna. Una vera queen-maker dell’immagine del fashion system italiano nel mondo, una ambasciatrice del made in Italy nell’informazione internazionale, una protagonista del boom della moda italiana tra gli anni Ottanta e Novanta. Ma anche una cronista culturale, lettrice onnivora e accanita, inviato speciale nel cuore degli affari italiani.

Una professionista eclettica, a tutto tondo, che ha lasciato molti discepoli, tra cui la sottoscritta che qui scrive. Amata e stimata da tutti i colleghi, unita da una sorellanza di ferro alle amiche Natalia Aspesi, Anna Riva, Carla Vanni, sempre partecipe alla vita dell’amatissima sorella Emilia, dei nipoti e dei figli Maurizio e Davide Ortelli, Rachele aiutava tutti, non c’era aspirante giornalista che lei lasciasse senza un consiglio o una dritta. Cara Rachele, lasci un vuoto che sarà difficilmente colmabile.

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