Addio a Rav Hillel Sermoneta, punto di riferimento del Tempio Italiano di Gerusalemme

Necrologi
di Roberto Zadik
Giovedì 5 novembre è scomparso,  improvvisamente,  Rav Hillel Sermoneta, una figura di spicco fra gli italkim, ebrei italiani residenti in Israele, e molto apprezzato al tempio italiano di Gerusalemme. Nato a Gerusalemme, da genitori italiani, il rav era conosciuto sia come grande studioso, esperto di Halakhà, sia per la sua personalità piacevole e cordiale anche se  estremamente modesta e riservata.
Sempre pronto ad aiutare il prossimo e ad avvicinarlo alla Torah, egli studiava costantemente con una sete di conoscenza e una curiosità intellettuale davvero notevoli. Subito dopo la sua scomparsa, cordoglio e sgomento hanno attraversato il mondo ebraico italiano sia in Israele sia presso la comunità ebraica milanese.
Qui alcune testimonianze,  partendo dalla comunità ebraica milanese. A cominciare dal Rabbino Capo Rav Alfonso che ha ricordato “Conoscevo Rav Hillel da molti anni: è stato un punto di riferimento per il tempio italiano. Per molto tempo egli è stato vice rabbino della comunità torinese e dopo aver fatto yeshiva in Israele è venuto a viverci ed  insegnava al collegio rabbinico. Era una persona con grandi qualità, era un Talmid chacham ma non voleva mostrarlo, essendo estremamente umile ma nella maniera più naturale”. Il Rav nella sua testimonianza ha proseguito “Nonostante fosse israeliano è rimasto molto legato all’Italia, faceva parte dell’assemblea rabbinica italiana ed è un esempio abbastanza classico di un israeliano italiano, ha mantenuto la doppia identità. Era un amico, era una brava persona su cui si poteva contare e la sua mancanza mi ha colpito in modo inaspettato, lo avevo visto qualche mese fa e non me lo aspettavo. Una grande perdita come ebrei italiani, di un Rav e di un chacham e di una persona perbene”.
Successivamente Rav David Sciunnach, assistente del Rabbino Capo di Milano, che lo ha descritto così “Rav Hillel era una persona estremamente disponibile, molto preparato e grande studioso che ha insegnato i precetti dell’ebraismo a tante persone sia a Gerusalemme che in Italia”. Israeliano di nascita, figlio dell’eminente professore ebreo romano Baruch Sermoneta e di madre ferrarese, era specializzato in filosofia ebraica italiana del Medioevo che,  dal 1962,  insegnava presso la prestigiosa Hebrew University. Rav Sermoneta era sempre attento alle esigenze del suo prossimo, tenendo lezioni assiduamente, soprattutto a coloro che andavano in Israele per un periodo di approfondimento dell’ebraismo. Rav Sciunnach ha poi aggiunto  “in gioventù eravamo molto amici e ci siamo incontrati quando,  a diciott’anni, decisi di andare in Israele frequentandoci,  per tutto il periodo della mia permanenza, fino a quando, nel 2000, tornai in Italia  mantenendo l’amicizia, anche in seguito,  nei miei successivi soggiorni in Israele”.
Rav Sciunnach ha anche ricordato l’atmosfera gioiosa dei vari Shabbat a casa Sermoneta in cui, spesso, era invitato, le loro conversazioni, le grandi risate e il clima conviviale che si respirava assieme a lui e alla sua famiglia. Nella sua testimonianza un episodio particolarmente toccante. “Una volta io e Rav Hillel andammo in Galilea, ad Amuka, località molto spirituale vicino a Tzfat, sulla tomba di Rabbi Jonathan Ben Uzziel, conosciuta oltre che per essere la tomba di uno dei più grandi saggi di tutti i tempi, autore del Targum Yonatan, importante traduzione in aramaico dei Profeti, soprattutto per un miracolo in particolare. A quanto pare chi va a pregare, sulla sua tomba, e sta cercando di sposarsi, entro un anno, dovrebbe trovare moglie o marito. Questo fu quanto accadde a entrambi. Dopo circa un mese io ho incontrato la mia futura moglie e, in uno degli Shabbat, presso la sua famiglia, ne parlai con lui e sua madre che mi chiese come stava andando con quella ragazza. A un certo punto Hillel disse che era la terza volta che andava sulla tomba di questo grande personaggio e che le persone continuavano a sposarsi dopo che ci erano state. Così feci una battuta e gli dissi di andarci da solo e tutti scoppiammo a ridere. Così Rav Hillel mi prese in parola e dopo qualche tempo, seguendo il mio consiglio, andò da solo sulla tomba di questo saggio e dopo un anno anche lui incontrò sua moglie”. In conclusione Rav Sciunnach lo ricorda come una persona “molto generosa e attenta sia ai rapporti umani che allo studio della Torah con una preparazione molto vasta, dall’Halachà al Talmud. La sua scomparsa ci ha lasciato sgomenti”.
Molto sentito anche il ricordo di Rav Raffaele Misul, rabbino a Londra: “Ho avuto il privilegio di essere allievo del Rabbino Hillel Sermoneta z’l al Collegio Rabbinico Margulies-Di Segni di Torino, dove ho avuto modo di imparare da lui, da Rav Colombo e da Rav Artom z’l. Di Rav Sermoneta conservo un ricordo particolarmente caro: quello di una persona dall’animo gentile, capace di trasmettere serenità e di accogliere gli altri con il suo caloroso sorriso.  Ricordo anche la sua profonda conoscenza dei testi, che suscitava rispetto e ammirazione. Nei suoi insegnamenti si percepivano la serietà dello studio e l’amore per la tradizione; queste qualità  hanno lasciato un segno in chi ha avuto la fortuna di ascoltarlo e di imparare da lui. La notizia della sua scomparsa mi ha profondamente addolorato, Mi unisco con affetto al cordoglio di tutti coloro che gli hanno voluto bene e conserverò con gratitudine la memoria dei suoi insegnamenti, della sua gentilezza e del suo sorriso. Che il suo ricordo sia di benedizione”.

Passando agli italkim, ebrei italiani residenti in Israele Davide Nizza ex preside della scuola ebraica di Milano, ha detto a Mosaico: “Rav Hillel era una essere umano tanto grande quanto modesto; eravamo profondamente legati perché era l’ultimo dei figli della mia prima morà quando era all’asilo della scuola ebraica di Genova. Quando più di vent’anni fa abbiamo fatto l’alyah e siamo tornati a frequentarci, ci vedevamo sempre e ha aiutato nostro figlio Michel dandogli lezioni per la Maturità. Col tempo è diventato mio consulente di Halakhà e per tutte le questioni pratiche, dalla mezuzà ai tefillin e mi rivolgevo a lui che era sempre molto gentile. Aveva grande rispetto per il prossimo, si arrabbiava raramente ed era un grande studioso. Andavamo molto d’accordo”.

Molto toccante anche la testimonianza di Tamara Cesana, membro della comunità italiana di Gerusalemme: “Ci sono persone che, pur senza cercare mai di mettersi in evidenza, lasciano un segno   nella vita di chi ha avuto la fortuna di incontrarle. Rav Hillel Sermoneta era una di queste. È stato molto.importante per la nostra comunità, ma per me è stato qualcosa di più. Era la persona alla quale mi rivolgevo quando avevo bisogno di un consiglio o di un chiarimento per risolvere una questione halachica. Sapevo di trovare in lui disponibilità, competenza e soprattutto gentilezza. Il nostro rapporto aveva anche radici più personali. Ero amica di sua madre, che un giorno mi chiese un parere quando Hillel si era fidanzato. E, in un curioso intreccio di storie familiari, fu proprio lui a essere consultato dai genitori della futura sposa di mio figlio, che desideravano  qualche informazione sulla  nostra famiglia. Piccoli episodi che oggi assumono un significato  speciale. Ricorderò Hillel come un uomo gentile, disponibile, discreto, schivo, mai invadente. Una persona che non aveva bisogno di imporsi per farsi apprezzare. Aveva quella rara qualità di chi sa esserci, con semplicità e senza clamore. Un’anima buona, una presenza preziosa per la nostra comunità e per quanti hanno avuto il privilegio di conoscerlo. La sua scomparsa lascia un vuoto e un ricordo colmo di affetto”.

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