I giovani ebrei e cristiani all'incontro a Camaldoli

A Camaldoli, giovani ebrei e cristiani alle radici del dialogo

Giovani

di Nathan Greppi
Già quando ne venne iniziata la costruzione, nel XI secolo, era un luogo che serviva non solo per pregare, ma anche ad offrire accoglienza a quei viaggiatori che si incamminavano tra le colline del Casentino, al confine tra la Toscana e la Romagna; un ruolo che, seppur con modalità diverse rispetto al passato, ha mantenuto sino ad oggi. Anche per questo la Foresteria del Monastero di Camaldoli, frazione del comune di Poppi (provincia di Arezzo), ha ospitato dall’8 al 10 luglio un evento sul dialogo interreligioso organizzato dall’AECG (Amicizia Ebraico-Cristiana Giovani), dal titolo La Bibbia. Alle radici dei testi, alle radici del dialogo.

L’evento, giunto alla seconda edizione, ha visto giungere una ventina di ragazzi ebrei, cattolici e protestanti, nella fascia d’età 18-35 anni, provenienti da tutta Italia. Sarebbero stati anche di più, ma nei giorni precedenti diversi iscritti hanno dovuto rinunciare perché positivi al Covid. La città di provenienza più rappresentata era Padova, mentre erano presenti anche alcuni stranieri residenti in Italia, provenienti da Betlemme e dal Pakistan. L’evento è stato organizzato con il supporto della Comunità di Camaldoli e dell’UGEI (Unione Giovani Ebrei d’Italia), oltre ad accogliere anche alcuni attivisti della FUCI (Federazione Universitaria Cattolica Italiana).

Venerdì 8 si è cominciato con una visita guidata del Monastero, dove si potevano ammirare dipinti di pittori come Giorgio Vasari raffiguranti scene bibliche. Dopodiché, è iniziato un incontro per discutere del dialogo tra ebrei e cristiani nell’Italia di oggi. Durante l’incontro sono intervenuti due accademici ebrei toscani residenti all’estero: il pisano Alexander Rofé, docente di Bibbia all’Università Ebraica di Gerusalemme e a suo tempo tra gli ultimi allievi di Rav Umberto Cassuto, che ha mandato un video-intervento preregistrato; e il fiorentino Gabriele Boccaccini, studioso del giudaismo del Secondo Tempio e professore all’Università del Michigan. In particolare, Boccaccini ha parlato dell’importanza di mettersi in pace a vicenda come “due fratelli che un giorno dovranno seppellire insieme i genitori”.

Il sabato mattina, ci sono stati commenti alle letture del giorno da parte di giovani di quattro confessioni diverse: due ebrei e due cristiani, un cattolico e un’anglicana. Nel pomeriggio, invece, sono state presentate interpretazioni delle scritture da parte di tre rappresentanti adulti di tre fedi: un’ebrea, una cattolica e un avventista. E, in generale, tutti avevano la possibilità di partecipare sia alla Kabbalat Shabbat che alla Havdalah della sera dopo, così come di ascoltare i Vespri.

Non sono mancate attività ricreative: la mattina era possibile fare lunghe camminate in montagna, mentre la notte si andava in mezzo ai boschi per vedere le lucciole. E il venerdì sera, dopo cena, si allestivano giochi di gruppo, quali ad esempio rappresentazioni teatrali di storie del Tanakh.

La domenica mattina è iniziata con i lavori istituzionali dell’AECG, e in particolare il bilancio delle cose fatte nel primo anno dalla nascita dell’associazione, avvenuta proprio a Camaldoli nel luglio 2021. Alla fine dei lavori è stato eletto il nuovo consiglio: tra i giovani ebrei affiliati anche all’UGEI, ha concluso il suo mandato di vicepresidente AECG il romano David Morselli, mentre è stata eletta consigliere la veronese Valentina Cognini.

Dopo pranzo, ognuno ha ripreso la strada di casa, arricchito di un’esperienza unica di convivenza tra ragazzi capaci di scambiare pareri e dialogare pacificamente con coetanei di fedi diverse, e allo stesso tempo di rimanere fedeli ai propri valori.

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