Vita Ebraica

Parashat Vayigash. Ogni giorno ci avviciniamo a D-o, come fecero Abramo, Giuda ed Elia

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
È nostra abitudine fare tre passi in avanti prima di iniziare l’Amidà. Questi passi simboleggiano un approccio formale alla presenza divina. È come se fossimo stati introdotti nella camera più interna del palazzo e ci “avviciniamo” per presentare la nostra petizione al supremo Re dei re. Rabbi Eleazar ben Jeudah (1165-1230), ha suggerito che questi tre passi corrispondono alle tre volte in cui nella Bibbia ebraica si usa la parola vayigash, “e si avvicinò”, in relazione alla preghiera.

Parashat Mikketz. Noi e Dio siamo coautori della storia umana

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Senza i nostri sforzi non possiamo ottenere nulla. Ma anche senza l’aiuto di Dio non possiamo ottenere nulla. L’ebraismo ha trovato un modo semplice per risolvere il paradosso. Per il male che facciamo, ci assumiamo la responsabilità. Per il bene che otteniamo, ringraziamo Dio.

Hanukkà e le donne

Parole di Torah

di Daniele Cohenca
Le fonti discutono il ruolo delle donne durante il periodo dei Maccabei, in particolare in relazione alla festa di Hanukkà. I Talmudisti obbligavano le donne a partecipare attivamente alla festa di Hanukkà perché anche loro avevano beneficiato della miracolosa liberazione operata dagli Asmonei.

Parashat Vayeshev. Il Dio di Abramo è il Dio dell’amore e della fiducia che non impone la sua volontà con la forza o la violenza

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Ciò che le storie dei patriarchi e delle matriarche ci dicono è che la fede non è proto-scienza o pseudo-scienza, una spiegazione del perché l’universo naturale è così com’è. È il linguaggio delle relazioni e la coreografia dell’amore. Si tratta dell’importanza del legame morale, in particolare per quanto riguarda le nostre relazioni più intime. La sessualità è importante per l’ebraismo, non perché sia puritana, ma perché rappresenta l’amore che porta nuova vita nel mondo.

Toscana ebraica: una meta ricca di storia e di bellezza. In amicizia

Kesher

di Kesher
Un viaggio ricco di spunti, suggestioni e memorie: le sinagoghe di Pisa, Livorno e Firenze; il cimitero storico di Pisa, il quartiere ebraico di Siena e quello di Monte San Savino, con il suo mikvé millenario. E poi, la magia di San Gimignano e della campagna toscana. Bella gente, guide preparate e le “perle” ebraiche di Alfonso Sassun

Parashat Vayishlach. La fede, un viaggio continuo

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Il messaggio di Giacobbe definisce l’esistenza ebraica. Il nostro destino è viaggiare. Siamo un popolo inquieto. Rare e brevi sono state le nostre parentesi di pace. Ma nel buio della notte ci siamo trovati sollevati da una forza di fede che non sapevamo di avere, circondati da angeli che non sapevamo esistessero.

Parashat Vayetzé. Giacobbe, eterno paradigma della capacità umana di sopravvivere all’odio degli altri

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Se Labano è l’eterno paradigma dell’odio verso le minoranze di successo, Giacobbe è l’eterno paradigma della capacità umana di sopravvivere all’odio degli altri. In questo strano modo Giacobbe diventa la voce della speranza nella conversazione dell’umanità, la prova vivente che l’odio non vince mai la vittoria finale, ma la libertà.

Kafka a Pisa, al Festival Nessiah il 15 dicembre

Appuntamenti
di Redazione
A proposito di  Kafka, a 100 anni dalla morte;  il giornalista e conduttore Roberto Zadik ne parlerà il prossimo 15 dicembre a Pisa al Festival Nessiah durante l’incontro  Kafka, non solo gigante letterario ma profeta laico dei tormenti del Novecento, dalle dittature comuniste al nazismo.