di Pietro Baragiola
Un successo straordinario sia al botteghino che a teatro dove ha vinto più di 100 premi internazionali, Wicked è ricco di riferimenti e immagini ebraiche che mettono in guardia gli spettatori dal giudicare gli altri per le loro diversità e li invitano a combattere per ciò che è giusto anche quando risulta difficile.
Cultura e Società
Giorno della Memoria: due libri per ragazzi
di Nathan Greppi
In occasione del 27 gennaio, segnaliamo due libri di recente pubblicazione destinati ai ragazzi dai 12 anni: uno dedicato alle Pietre d’Inciampo, e l’altro alle storie di internati di Auschwitz.
Ruth Foà: «Mi è rimasta la paura dell’uomo che può denunciarmi e farmi portare via…»
di Ilaria Myr
27 gennaio: la testimonianza di Ruth Hauben Foà. Di madre ungherese e padre polacco, nata nella Saar franco-tedesca, si trasferisce nel ’37 a Milano. Poi l’internamento a Ferramonti, poi in Abruzzo. Ma arriva l’8 settembre 1943 e l’occupazione nazista, la fuga, la paura…
Al Teatro Menotti il 13 gennaio va in scena lo spettacolo “Ferramonti, Serata Colorata”
di Anna Coen
Lo spettacolo alterna i testi di Sofia Weck a degli intermezzi storici a cura di Laura Vergallo Levi alla musica. Violoncello, tromba, voce, pianoforte e fisarmonica intrecciano melodie struggenti, canti, sonate che sono nati a Ferramonti, perché lì, con i piedi in un acquitrino paludoso, tra le anofele, la fame e il filo spinato, la musica ha fatto sentire i prigionieri ancora parte del consesso umano.
Marcel Proust, Theodor Herzl e la Francia di Dreyfus. Quando l’antisemitismo lascia il posto al filosemitismo…
di Cyril Aslanov
[Ebraica. Letteratura come vita] Nella ricchissima galleria di ritratti della Ricerca del tempo perduto (1913-1927), Proust, che non si sentiva formalmente ebreo nonostante la sua origine ebraica da parte materna, dipinge il protagonista ebreo Albert Bloch
Il codice di Ruben, un segreto per sopravvivere
di Fiona Diwan
Liberamente ispirato alla sua storia famigliare, l’avvincente romanzo di Daniel Sher narra le avventure di un geniale matematico-crittografo tra l’Europa in guerra e la Palestina mandataria
Al Museo del Risorgimento a Milano una mostra dedicata ad Anna Kuliscioff a cento anni dalla scomparsa
di Redazione
Promossa dalla Fondazione Anna Kuliscioff e dal Comitato Promotore per le Celebrazioni del Centenario della morte di Anna Kuliscioff (1925-2025), la mostra – aperta dal 9 gennaio al 15 marzo – ripercorre la straordinaria vita di una donna che ha segnato profondamente le vicende politiche e sociali del nostro Paese.
Un gennaio decisamente “ebraico” al cinema, con due importanti biopic da Dylan a Simone Veil
Quando la storia si fa letteratura
di Fiona Diwan
Le colpe e la memoria: una storia di famiglia nella Torino fascista. «Vi ricordate le uova di legno che servivano per rammendare? Ecco il mio mestiere è il rammendo, mettere una toppa ai buchi della memoria».
Golden Globes 2025: vince “The Brutalist” con Adrien Brody nel ruolo di un architetto sopravvissuto alla Shoah
di Pietro Baragiola
Nonostante il regista sostenga che The Brutalist sia un film incentrato sull’architettura e non sull’ebraismo, il suo copione è pervaso di temi ricorrenti nel mondo ebraico: la Shoah, l’antisemitismo, i rischi affrontati dagli ebrei immigrati negli Stati Uniti, l’esclusione dalla società d’élite e il sionismo.
Persino il personaggio di Buren, apparentemente amico di Tóth, con il susseguirsi della trama si rivela come emblema di un antisemitismo brutale e violento.
Lutto nel mondo dell’arte, muore a 81 anni Joseph Tarrab critico ebreo libanese definito dalla stampa “l’ultimo umanista”
Personalità estremamente raffinata, aperta e erudita, il critico d’arte ebreo libanese Joseph Tarrab è scomparso a 81 anni il primo giorno di questo 2025 accompagnato per l’estremo saluto da un gruppo di amici che ne hanno seguito la salma fino al cimitero ebraico della capitale libanese Beirut di Ras El Nabeh.
Moshe Idel: alla ricerca dei tesori nascosti del pensiero ebraico. Il ruolo metafisico del Femminile nella Qabbalah
di Ugo Volli
[Scintille. Letture e riletture] È passato poco più di un secolo dalle prime ricerche di Gershom Scholem che rivalutavano la Qabbalah come fenomeno centrale del pensiero ebraico e nel frattempo non è affatto diminuito l’interesse scientifico per questa grande corrente di pensiero, che un po’ riduttivamente viene definita mistica ebraica.














