di Ghila Piattelli
Quando nella storia del popolo ebraico, tutto procede liscio, osserva Rav Soloveitchik, il progetto non raggiunge mai la piena realizzazione. Il compimento avviene soltanto quando il cammino è segnato da ostacoli e l’orizzonte è velato dalle nubi dell’incertezza. A 78 anni dalla fondazione d’Israele, queste parole sembrano raccontare il presente, perché la strada è ancora piena di ostacoli e le nubi dell’incertezza nascondono ancora l’orizzonte, eppure Israele non perde mai di vista la meta.
Cultura e Società
Shekel ai massimi dal 1995: crescita economica e timori per le esportazioni israeliane
di Pietro Baragiola
Questo rafforzamento significativo, oltre il 5% dall’inizio del 2026 e più del 20% nell’ultimo anno, è sostenuto dall’ottimismo dei mercati per un possibile allentamento delle tensioni geopolitiche, tra la tregua in Libano e le prospettive di fine del conflitto con l’Iran. Un segnale di fiducia nell’economia israeliana, nonostante i costi elevati delle operazioni militari. Eppure, quella che appare come una buona notizia rischia di trasformarsi in un problema per il panorama economico globale.
Sopravvivere dopo Auschwitz: memoria, immagini e responsabilità in una mostra a Tolosa
di Anna Balestrieri
La mostra, aperta dal 3 luglio al 31 ottobre, si inserisce nel filone più recente degli studi sulla Shoah che privilegia le microstorie e le esperienze individuali, senza rinunciare alla consapevolezza della dimensione sistemica dello sterminio. L’attenzione ai dettagli biografici, ai nomi, alle traiettorie personali non è un esercizio di empatia fine a sé stesso, ma una forma di resistenza alla massificazione della memoria.
Orde Wingate, il ritorno delle carte: archivio, mito e genealogia di una dottrina
di Anna Balestrieri
Il fondo, donato dal collezionista britannico Clive Lewis, comprende materiali finora inediti o poco noti: quaderni di studio dell’ebraico redatti di pugno da Wingate, un diario personale, fotografie rare, rapporti operativi, piani d’attacco, documenti d’intelligence e persino progetti dettagliati per la creazione di un esercito ebraico.
Libertà e autorevolezza: un equilibrio tra competenza e umanità
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Un problema del tempo che stiamo vivendo è la crisi del principio di autorità. Il rifiuto dell’autoritarismo, posto che quest’ultimo costituisce di per sé una patologia dei rapporti di potere, si è infatti progressivamente trasformato nel diniego di qualsiasi manifestazione di autorevolezza.
Domenica 19 aprile incontro della Fondazione CDEC su come rappresentare passato e presente nell’età digitale
di R.I.
Oggi, nuovi strumenti digitali ci permettono di fare passi avanti e agevolare la narrazione delle storie di ieri ma anche degli avvenimenti del presente. Un incontro speciale con il giornalista e autore Davide Lerner e gli studiosi Chiara Renzo e Giovanni Pietro Vitali. Condurrà l’evento Laura Brazzo, Vice Direttrice della Fondazione CDEC.
Nella notte sopra Berlino, la metamorfosi di una città
di Fiona Diwan
A imprigionare il cielo c’è la cupola della Grande sinagoga con, in cima, troneggiante e dorato, il suo Maghen David, a simbolo e riscatto dell’oscuro passato. E poi, ecco le giostre dei bambini spuntare sotto la neve, un fermo immagine metafisico e astratto che cattura l’innocenza dell’infanzia.
I migliori film ebraici di tutti i tempi: “Gli eletti”
Al Franco Parenti il 17 aprile Giovanna Rosadini presenta l’ultimo suo libro di poesie
Dopo i bilanci esistenziali dei libri precedenti, Giovanna Rosadini allarga lo sguardo sulla realtà e trova “nell’aperto orizzonte sgomberato” una via di fuga dalle ombre che ancora ingombrano il passato.
Premio Letterario ADEI WIZO Adelina Della Pergola: a Eli Sharabi e Vittorio Giardino la XXVI Edizione
di R.I.
L’ostaggio e I cugini Meyer conquistano le Giurie. Il 7 maggio la Cerimonia conclusiva a Ferrara. Il grande frastuono di Roy Chen (Giuntina) si è classificato al secondo posto. Per la Sezione Ragazzi, il secondo posto è invece quello di La vita invisibile di Mauro Di Castro (Albatros).
Una giornata diversa
di Luciano Assin
Ore 10.00. È appena finita di suonare la sirena di Yom haShoà, paradossalmente, in questo periodo è una sirena buona visto che non preannuncia l’arrivo di un missile o un allarme aereo. Resta comunque una situazione paradossale al limite dell’irreale: proprio nel giorno in cui si commemora la “giornata della Shoà e dell’eroismo”, questa è l’esatta definizione di Yom haShoà ve hagvurà, Israele si ritrova per l’ennesima volta in uno stato di guerra
L’Europa ha imparato dalla Shoah? E cosa significa oggi di fronte al male assoluto?
di Rabbi Abraham Cooper e Daniel Schuster
Ogni anno, in occasione di Yom HaShoah, lo Stato di Israele si ferma. Per due minuti risuonano le sirene e l’intero Paese rimane immobile – sulle autostrade, negli uffici, nelle case – per ricordare i sei milioni di ebrei assassinati nella Shoah. È un momento di silenzio che porta con sé il peso della storia.














