di Angelo Pezzana
[La domanda scomoda] Quando il Papa lancia certe accuse contro Israele l’Italia si dimentica di essere un Paese laico. Non è un sospetto, è proprio un’accusa: Israele ha commesso un “genocidio” ha detto. E in questo caso nessuno, salvo gli ebrei, pare avere nulla da ridire.
Il Papa sta diventando star dei musulmani?
Cultura e Società
Il male dentro: i disturbi mentali nel mondo ebraico
di Nathan Greppi
Il disagio psichico: un tema difficile da affrontare. C’è la paura di essere derisi perché ritenuti deboli o “difettosi”; oppure quella di essere compatiti, che può essere vissuto come un’umiliazione. Ma come si affronta la malattia psicologica e psichiatrica in ambito ebraico?
Grammy Awards 2025: i vincitori ebrei e il sostegno alla città di Los Angeles
di Pietro Baragiola
La notte dei Grammy di quest’anno è stata una grande serata per molti grandi talenti dell’industria musicale ebraica come il leggendario compositore Hans Zimmer, che ha vinto il premio alla Miglior colonna sonora per Media Visivi con Dune: Part Two ed è stato nominato nella categoria Miglior Canzone per Media Visivi con il brano “Love Will Survive”, utilizzato nella serie Sky Original ‘Il tatuatore di Auschwitz’.
Memoria, Shoah e Generazione Z: una riflessione a più voci sul futuro del ricordo
di Ugo Volli
[Scintille. Letture e riletture] Dalla fine del nazismo e dall’apertura dei Lager sono passati ormai ottant’anni. Ma se qualcuno dubitava della necessità di tener viva la memoria della Shoah, il pogrom del 7 ottobre 2023 e soprattutto le reazioni antisemite lo hanno purtroppo smentito.
Ma Marianne Faithfull era ebrea? Le origini ebraiche ungheresi dell’icona anni Sessanta che stregò Mick Jagger
Nota come Musa ispiratrice del leggendario cantante dei Rolling Stones Mick Jagger, Marianne Faithfull è scomparsa venerdì 31 gennaio, a 78 anni. Su di lei è stato scritto di tutto, ma pochi sanno che la cantante e attrice londinese avesse origini ebraiche da parte di madre.
Memoria e Shoah, una riflessione tra ieri e oggi, partendo da Primo Levi
di Michael Soncin
Liliana Segre ha più volte detto che col passare del tempo, della Shoah resterà soltanto una riga nei libri di storia e poi neanche quella. Dubbi che anche Primo Levi aveva già nel 1955, appena dieci anni dal termine della Seconda Guerra Mondiale.
Parte il Master in Holocaust and Memory Studies. Disponibili 10 Borse di studio a copertura totale
di Redazione
Parte il Master in Holocaust and Memory studies attivato dall’Università di Roma Tor Vergata (nella foto), erede dell’iniziativa decennale di Roma3, che ha formato studiosi, educatori e formatori in questo campo. Per rispondere alle esigenze nel campo della ricerca e della didattica della Shoah il Master ha un’impostazione interdisciplinare che spazia dalla storia alla psicologia, dalla letteratura all’arte, dalla sociologia alla storia delle idee.
Dire e interdire: la censura come esercizio di potere
di Claudio Vercelli
[Storia e controstorie] Nel discorso pubblico decidere cosa sia accettabile, e cosa invece vada rifiutato, è anche – e soprattutto – un esercizio di potere. In quanto è fondamentale comprendere chi abbia la reale facoltà di definire quali siano i confini entro i quali sia lecito per tutti dire (ed eventualmente fare) qualcosa.
Israele? Una grande pergamena bianca su cui scrivere
di Fiona Diwan
Isaac B. Singer: esce in volume il suo “Viaggio in Israele”. Il reportage srotola sotto i nostri occhi la rude freschezza di una realtà appena nata e già così ricolma di promesse e incertezze. Qui, i cieli del Neghev e di Zfat sono pieni di spiritelli polacchi.
A Gerusalemme la ricerca delle radici perdute
di Nathan Greppi
Una storia ricca di spunti di riflessione sul rapporto che si può avere con le proprie radici, che non sono solo il nostro passato, ma possono influenzare anche il nostro futuro. Il nuovo romanzo di Niram Ferretti.
Maestri nomadici ed erranti, da Chagall a Chouchani, da Levinas a Haim Baharier
di Fiona Diwan
L’enigma di Hillel Perelman. Una vita avvolta nel mistero, una erudizione senza limiti, una vocazione faustiana per la conoscenza delle vette e degli abissi. Ma anche un’anima sfuggente e nomade, quella di un qabbalista vagabondo che percorre le strade del mondo alla ricerca delle scintille divine da restituire alla fiamma originaria
La via del ricordo, la via del rifugio. Le due vite di Franco. Il 6 febbraio in Sala Buzzati la presentazione
di Fiona Diwan
Il 6 febbraio alle ore 18 alla Sala Buzzati della Fondazione Corriere della Sera (via Balzan 6) ci sarà la presentazione del memoir ‘Due lingue due vite – I miei anni svizzeri 1943-1945’ di Franco Debenedetti. Interverranno Franco Debenedetti, Ferruccio de Bortoli, Fiona Diwan, Antonio Foglia, Claudio Giunta. Ingresso libero con prenotazione.














