Cultura e Società

L’amore mio non può

Libri

il nuovo romanzo di Lia Levi sarà presentato a Roma in occasione delle celebrazioni del 16 ottobre.
racconta una vicenda che parte dal 1938, con il licenziamento, a seguito delle leggi razziali, di Andrea, il marito della protagonista, che un anno dopo attuerà un clamoroso suicidio. Elisa, la vedova, dovrà lottare da sola per provvedere alla sua bambina. Dopo provvisori lavori “in nero” e una drammatica esperienza nell’ufficio del suo datore di lavoro, attraverserà un’altra e per motivi diversi umiliante esperienza lavorativa, come domestica nella casa di una ricchissima famiglia ebrea, dove però alla fine, in quel 16 ottobre 1943, giorno della grande retata degli ebrei romani, proprio quella umiliante esperienza diventerà la ragione della sua salvezza. Di questo libro vi offriamo in anticipazione due brani.

La canzone dimenticata

Libri

tenera e struggente, ecco l’impressione di fondo che rimane dopo la lettura di questi brevi, intensissimi racconti. Scritti da uno degli ultimi autori che ancora oggi, ai nostri giorni, continua a scrivere (e direi a pensare, in senso pregnante) in yiddish. La sua scelta, di perpetuare attraverso la lingua il mondo scomparso della yiddishkeit, quando avrebbe potuto usare il russo, il tedesco, o il romeno, non è stata nostalgia (come dice W. Goldkorn nella sua introduzione), o perlomeno non è stata solo nostalgia, ma “è un modo per resistere”

Lettera all’amico Dino Levi

Personaggi e Storie


Caro amico, lo confesso: da quando ho letto il Suo intervento su Mosaico (Disinnescare, pubblicato il 18 settembre), non sto più nella pelle dalla voglia di conoscerLa. Lei è sicuramente un genio. Con modestia pari alla sua genialità Lei ha trovato la Soluzione (sì, con la Esse maiuscola) al conflitto arabo-israeliano

Torino Spiritualità

Libri

seconda edizione della più importante manifestazione italiana dedicata al pensiero e all’esperienza religiosa; particolarmente significativa non solo per il numero e l’autorevolezza dei conferenzieri coinvolti, ma anche per l’ispirazione verso il dialogo delle religioni e la reciproca accettazione. L’ebraismo, che era già stato partecipante attivo in misura notevole alla prima edizione, quest’anno è stato presente solo a parte della manifestazione

Via Unione, storia di un’esperienza straordinaria

Spettacolo

della Cultura ebraica, a Milano si è svolta una tavola rotonda su Via Unione, luogo di transito nel dopoguerra , con la partecipazione di Gualtiero Morpurgo, Mario Pavia, Aron Tennenbaum. Paola Sereni ha presentato gli ospiti e introdotto il tema con una panoramica sulla storia della Comunità ebraica nel momento della ricostruzione dalle macerie fisiche e psicologiche lasciate dagli anni di persecuzioni, guerra e lager. Via Unione rappresentò in quel contesto un porto sicuro, un rifugio per chi aveva perso tutto, per quel flusso ininterrotto di profughi, superstiti, sopravissuti che arrivavano dai campi a Milano, dopo soggiorni in campi di raccolta organizzati dagli alleati in Germania e Austria, a volte dopo lunghi, tortuosi viaggi, o passaggi, soli e sbandati, attraverso le Alpi.

Disinnescare

Opinioni


come tutti i fenomeni complessi e di lunga durata, ha molte cause e tra loro intrecciate. Distinguerle ed analizzarle non rientra nelle intenzioni del presente documento che si preoccupa di fornire un contributo alla costruzione della pace.

Il ritorno di Walter Wolff

Personaggi e Storie


classe 1917, entrando venerdì in Sinagoga
a Casale dopo 61 anni. Il saluto è il ricordo dei tanti termini
monferrini rimastigli nella mente grazie al suo soggiorno casalese dal
1943 al 1945. Una lunga storia. Nato ad Aachen (Aquisgrana) nel 1917 e
vissuto a Francoforte

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