di Anna Balestrieri
Due studi recenti rimettono sotto esame tre parole diventate centrali nel dibattito su Israele e pongono una questione che riguarda anche il modo in cui l’informazione contemporanea costruisce le proprie certezze. Il rischio, quando le categorie precedono i fatti, non è soltanto sbagliare la definizione di una guerra. È perdere progressivamente la capacità di distinguere fra ciò che sappiamo, ciò che inferiamo e ciò che, per quanto moralmente persuasivo, resta ancora da dimostrare.
Personaggi e Storie
Houellebecq aveva visto tutto. Tranne l’antisemitismo
di Davide Cucciati
Dopo il 7 ottobre 2023, lo scrittore francese aveva confessato a una radio israeliana di trovarsi davanti a “una specie di cosa mostruosa” che non riusciva a mettere pienamente a fuoco. Si era detto sorpreso soprattutto dalla reazione delle giovani generazioni e degli ambienti universitari. Poche settimane dopo era tornato sulla questione in termini ancora più espliciti: “Ho un vero problema di comprensione con l’antisemitismo”.
Gaza GenoLIE: la campagna internazionale contro l’accusa di genocidio a Israele
di Pietro Baragiola
La campagna, il cui nome unisce le parole inglesi “genocide” e “lie” (“genocidio” e “menzogna”), parte da una data precisa: l’8 ottobre 2023, quando, appena un giorno dopo il massacro compiuto da Hamas, l’accusa di genocidio allo Stato ebraico era già iniziata a comparire sui social network.
Da Mengele a Göring: le nuove leggi americane riaprono la battaglia per la restituzione dell’arte sottratta dai nazisti
di Pietro Baragiola
Nel settembre 2024 lo Stato della California ha stabilito che chi rivendica opere o altri beni perduti a causa di persecuzioni politiche può agire per recuperarli e che il passaggio dell’oggetto a successivi proprietari, anche se acquistato in buona fede, non cancella automaticamente i diritti del legittimo. La norma consente inoltre di riaprire, in determinate circostanze, controversie precedentemente respinte per ragioni procedurali o per il trascorrere del tempo.
“Nessuna resistenza giustifica il terrorismo”. Il discorso dimenticato di Kofi Annan all’ONU
di Nathan Greppi
In un discorso presso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il 12 dicembre 2006, l’allora segretario generale ONU Kofi Annan rivolgeva alla propria organizzazione le stesse critiche che oggi gli rivolgono molti difensori d’Israele. Denunciò per esempio il fatto che “parte della retorica usata in relazione alla questione implica un rifiuto di riconoscere la legittimità dell’esistenza stessa di Israele, per non parlare della validità delle sue preoccupazioni sulla sicurezza”.
Vienna riapre la sua sinagoga più antica: due secoli di storia e una memoria che torna a vivere
di Anna Balestrieri
Grazie a finanziamenti pubblici e privati, la Stadttempel è tornata ad accogliere la comunità ebraica. La sinagoga, inaugurata nel 1826, è l’unica delle 26 sinagoghe viennesi esistenti prima della Shoah a essere sopravvissuta ai pogrom nazisti del novembre 1938. Qualche giorno prima, circa 450 persone avevano accompagnato una nuova Torah nel suo ingresso nella sinagoga restaurata, passando per Judenplatz, nel luogo in cui sorgeva la sinagoga medievale di Vienna.
Da Ferrara a New York, all’asta machzorim dell’Italia ebraica tra Medioevo e Rinascimento
di Davide Cucciati
Tra i pezzi di maggior rilievo emerge un nucleo italiano particolarmente interessante, composto da due machzorim: uno realizzato intorno al 1475 e attribuito al celebre scriba e artista Joel ben Simeon; l’altro, di rito romano, prodotto a Ferrara intorno al 1500 e caratterizzato, tra l’altro, da una singolare rappresentazione grafica dei suoni dello shofar.
“I Love Jewish Girls”: la prima passerella della New York Fashion Week dedicata agli stilisti ebrei
di Pietro Baragiola
Ben 500 persone hanno presenziato alla serata, tenutasi al Léman Ballroom, per vedere con i propri occhi le collezioni dei 18 stilisti e marchi ebrei provenienti da Israele, Messico, Brasile e da diverse città degli Stati Uniti.
La cantante Pink: «difendere gli ebrei è stato “più solitario” di quanto mi aspettassi»
di Nina Prenda
Dopo avere postato delle storie su Instagram in cui criticava la recente performance pro-palestinese di Macklemore a un concerto di Ed Sheeran, in cui il rapper cantava contro Israele, la cantante americana ha perso 100.000 followers in pochi giorni.
La memoria del 7 ottobre entra alla Biblioteca nazionale d’Israele
di Anna Balestrieri
In occasione del terzo anniversario del 7 ottobre 2023, la National Library of Israel (NLI) presenterà “7.10 | Bound in Memory”, un’esposizione speciale di tre mesi dedicata alle pubblicazioni realizzate per ricordare le vittime del 7 ottobre e le persone uccise o cadute negli anni successivi. La Biblioteca ha lanciato un appello alle famiglie e agli amici delle vittime affinché depositino le pubblicazioni memoriali non ancora presenti nelle sue raccolte.
Adidas, bufera per la campagna con Shalev Biton: l’azienda si scusa ma le accuse sono infondate
di Pietro Baragiola
Biton ha perso la gamba sinistra nel 2021 durante un attacco subito lungo il confine israeliano e, nonostante la vicenda sia avvenuta anni prima del conflitto nella Striscia di Gaza, molti attivisti propal hanno trovato la sua presenza nello spot di Adidas “una mancanza di rispetto di cattivo gusto”. Alcuni manifestanti si sono spinti oltre la critica all’azienda e hanno inviato minacce direttamente a Biton, accusandolo di aver partecipato “al genocidio di Gaza”.
Addio a Emma Bonino, l’amica del popolo ebraico che denunciò il ritorno dell’antisemitismo
di Pietro Baragiola
Nel corso della sua lunga carriera internazionale, un capitolo speciale va dedicato al suo rapporto con il mondo ebraico e, in particolar modo, con Israele. Un legame che non va erroneamente confuso con un sostegno incondizionato, bensì accompagnato per decenni dalla difesa del diritto all’esistenza e alla sicurezza dello Stato ebraico e dalla denuncia dell’antisemitismo.














