di Marina Gersony
Israele ha conferito a Robert Kraft il Premio Genesis. L’imprenditore americano proprietario della squadra di football New England Patriots devolve 1 milione di dollari alla lotta contro l’antisemitismo e paga un megaspot pubblicitario al SuperBowl
Personaggi e Storie
A pochi passi dalla Columbia University: Palestina e Israele a pochi metri. Il racconto di due ristoranti a Manhattan
di Nina Deutsch
La catena palestinese Ayat e il marchio israeliano Miznon stanno per aprire a pochi isolati l’uno dall’altro. Tra memoria, politica e cultura, il loro incontro imprevisto racconta molto più di un menu: una New York in cui il cibo diventa spazio simbolico e sociale. Nonostante le accuse e le critiche, che hanno portato a episodi di vandalismo, pressioni e boicottaggi, anche il cibo mostra come nulla sia neutro. Eppure, in un clima sempre più polarizzato, qualche segnale di reciproca apertura e tolleranza emerge.
“Rabbi Goldman”: il rabbino creato dall’AI per diffondere l’antisemitismo online
di Pietro Baragiola
Attivo da anni, l’account è esploso all’inizio del 2026 presentandosi come un rabbino di New York e sfruttando l’autorevolezza associata alla carica religiosa per legittimare contenuti basati su stereotpi e teorie complottiste. Nei suoi video questo avatar sosteneva che gli ebrei conoscessero “tutti i segreti del mondo da migliaia di anni”, collegando l’idea a una serie di narrazioni infondate. Prima della rimozione su Instagram il profilo aveva già superato 1,5 milioni di follower.
«Durante la prigionia a Gaza cantavo a squarciagola l’Hatikva. Voleva dire “non mi piegherete”»
di Ilaria Myr
Sono parole importanti e dense quelle qui riportate, e lo sono ancora di più se a pronunciarle è Gadi Moses, oggi 82 anni, rapito dal Kibbutz Nir Oz il 7 ottobre 2023 è rimasto ostaggio della Jihad Islamica per 482 giorni, e l’unico israeliano di età superiore ai 75 anni, su dieci presi in ostaggio, a sopravvivere alla prigionia. Lui che, fra i costruttori del suo kibbutz, oggi ha la forza di ricostruirlo. «Ma per ricostruire la società fertita c’è anche bisogno dell’aiuto di tutti gli ebrei e gli amanti di Israele».
Videogiochi e odio online, la nuova classifica dell’ADL: “Fortnite è il più sicuro contro antisemitismo ed estremismo”
di Pietro Baragiola
In cima alla classifica si piazza Fortnite, seguito da Call of Duty, Minecraft e Grand Theft Auto Online. In fondo, invece, si trovano i giochi con sistemi di protezione giudicati più deboli come Roblox, Madden NFL, Valorant, Clash Royale, Counter-Strike 2 e PUBG: Battlegrounds. Ma anche i giochi meglio classificati, non sono immuni da critiche.
«È impossibile avere successo fuori da Israele»: artisti e atleti raccontano il dopo 7 ottobre»
di Nina Deutsch
Dalle parole della cantante Eden Golan alle esperienze della pop star internazionale Noa Kirel e del portiere Daniel Peretz, un ritratto delle difficoltà crescenti per gli israeliani sulla scena globale. Ciò nonostante la sfida è di andare avanti, di non mollare mai. Anche se dimenticare è impossibile.
Poesia persiana per i Montefiore: un’Haggadah ottocentesca riscoperta alla National Library
di Anna Balestrieri
Il volume unisce un’edizione stampata delle leggi e consuetudini pasquali (Pesach Me’uvin) a istruzioni manoscritte in giudeo-persiano per la celebrazione del Seder. Al termine, una poesia loda la coppia Montefiore, usando la tecnica della melitzah: un dispositivo letterario ebraico che intreccia frasi bibliche, rabbiniche e liturgiche in nuovi significati.
Mashhad 1839: la memoria dei cripto-ebrei persiani nell’anniversario del pogrom
di Anna Balestrieri
Il 26 marzo 1839, nella città santa sciita di Mashhad, nell’Iran nord-orientale, una falsa accusa scatenò una violenta ondata di odio antiebraico. La comunità ebraica locale, già marginalizzata, fu travolta da un pogrom: decine di persone furono uccise, case e negozi saccheggiati e incendiati, giovani ragazze costrette a matrimoni forzati.
Due anni nei tunnel di Hamas: la storia di Nimrod Cohen, dalla cattività alla libertà
di Anna Balestrieri
Un racconto che non cerca ordine, ma restituisce esperienza. Si passa dall’alba del 7 ottobre – il risveglio, il carro armato, l’illusione della normalità – al caos immediato dell’attacco. E poi i 738 giorni di prigionia a Gaza, con le violenze fisiche e psicologiche, fame, buio, spostamenti continui, paura dei bombardamenti e – paradossalmente – anche tentativi per resistere: giochi mentali, traduzioni di canzoni, alfabeti ripassati per non perdere lucidità.
Mojtaba Khamenei, il leader che sfuggì ai missili: vivo per pochi secondi
di Nina Prenda
L’audio trapelato ottenuto da The Telegraph rivela che Mojtaba Khamenei è stato preso di mira nello stesso attacco che ha ucciso suo padre e altri membri della leadership della Repubblica islamica. Ma era uscito “per fare qualcosa” pochi istanti prima che i missili balistici israeliani Blue Sparrow colpissero la sua residenza alle 9:32 ora locale del 28 febbraio 2026.
Lo stilista John Galliano firma la partnership con Zara. Un rilancio di immagine dopo gli insulti antisemiti?
di Pietro Baragiola
Dopo aver iniziato la sua carriera da Givenchy, nel 1996 Galliano è stato nominato direttore creativo di Christian Dior, ruolo che ha mantenuto per i 15 anni successivi finché non è stato licenziato a causa dei suoi gravi commenti antisemiti, molti dei quali inneggiavano Adolf Hitler e la persecuzione degli ebrei.
Un museo nel vuoto: in Lituania lo shtetl perduto torna a parlare
di Anna Balestrieri
È un tentativo dichiarato di ricostruire un mondo, quello degli shtetl dell’Europa orientale: piccoli centri né urbani né rurali, dove per generazioni ebrei e non ebrei hanno condiviso spazi, mercati, strade. Prima della Shoah, questa “civiltà degli shtetl” si estendeva tra Lituania, Polonia, Bielorussia, Ucraina e Lettonia. Oggi è scomparsa quasi del tutto.














