di Marina Gersony
Nata in Germania da una famiglia rabbinica, visse l’ascesa del nazismo e fuggì a 16 anni nella Palestina mandataria. In Israele contribuì alla fondazione di un kibbutz vicino a Gaza, diventandone il punto di riferimento come infermiera. Sopravvissuta alla Shoah, alle guerre israeliane e all’attacco del 7 ottobre 2023, è morta a 102 anni.
Personaggi e Storie
L’Encyclopaedia britannica corregge le pagine online per bambini in cui Israele era cancellata
di Maia Principe
L’Encyclopaedia Britannica sembra aver modificato una serie di voci sul suo sito web per bambini dopo che un’organizzazione britannica filoisraeliana ha sollevato preoccupazioni la scorsa settimana riguardo alla cancellazione di Israele dalle mappe e dagli articoli. “Esamineremo queste richieste degli avvocati britannici per Israele e, se necessario, apporteremo modifiche ai nostri contenuti”, ha dichiarato il direttore esecutivo.
Olimpiadi 2026: scoppiano le polemiche per la presenza di Ghali alla cerimonia di apertura
di Pietro Baragiola
La decisione di farlo salire sul palco olimpico arriva in un periodo storico in cui il nostro Paese è considerata uno dei principali poli europei dell’attivismo propalestinese. L’artista capirà le possibili riprercussioni sull’Italia nel caso si esprimesse su Gaza davanti al mondo, oppure approfitterà della visibilità?
Gaza: medico che ha scritto sul New York Times era un colonnello di Hamas
di Nathan Greppi
Trovata una foto del 2016 del medico Hussam Abu Safiya che indossava un uniforme militare di Hamas durante una cerimonia per l’inaugurazione di un ospedale nella Striscia di Gaza. La foto di Abu Safiya è apparsa sulla pagina Facebook dei Servizi Medici di Gaza, che opera sotto il Ministero della Salute gestito da Hamas.
Karoline Preisler: «Non tollero l’antisemitismo mascherato da odio per Israele. E nessuno dovrebbe accettarlo»
di Marina Gersony
Non è né ebrea né israeliana, ed è proprio questo a rendere la sua voce ancora più potente: non parla per appartenenza, ma per principio. Alle manifestazioni pro-palestinesi a Berlino si presenta da sola, elegante, con i suoi fiori e i cartelli: Rape is not Resistance, Believe Israeli Women, Bring the Hostages Home
Crans-Montana, oltre il dolore: chi sono i volontari di ZAKA e perché il loro intervento non conosce confini religiosi
di Anna Balestrieri
Gli interventi di ZAKA spaziano da operazioni in risposta a attentati terroristici, incidenti stradali, disastri naturali e altre calamità, con squadre specializzate in ricerca e soccorso, unità subacquee, unità cinofile e mezzi di primo intervento. La missione di onorare la dignità di ogni persona deceduta, senza distinzione di credo, nasce dall’idea che ogni vita e ogni persona meritano rispetto pieno e guida l’intervento dei volontari anche nelle situazioni più drammatiche.
1000 chilometri per scrivere il più grande “Never Again” della storia: l’impresa del ciclista ceco Lukáš Klement
di Pietro Baragiola
Quarantasette ore di fatica ininterrotta, neve, vento e temperature sotto zero. È così che il ciclista Lukáš Klement ha completato un viaggio di 1.000 chilometri attraverso la Polonia, trasformando la sua traccia GPS nella più grande scritta “Never Again” della storia.
Gli ebrei scomparsi nel 2025, che hanno lasciato un’impronta: da Marion Wiesel a Leonard Lauder
di Pietro Baragiola
Un’eredità che resta, anche oltre la cronaca degli addii: da Marion Wiesel a Tom Stoppard, da Ruth Posner fino a Leonard Lauder. Queste scomparse segnano la fine di una generazione che ha inciso in modo decisivo sulla cultura contemporanea
Yoel Levy, un Batman che corre per ricordare Ariel e Kfir Bibas
di David Zebuloni
Il giorno dopo essersi iscritto alla maratona di Gerusalemme, Yoel Levy è venuto a sapere che Hamas avrebbe restituito a Israele i corpi di Shiri Bibas e dei suoi due figli Ariel e Kfir. “La notizia mi ha sconvolto”, ricorda. “Ho sentito che dovevo commemorare la loro memoria e ho deciso che alla maratona successiva avrei corso travestito da Batman”, il supereroe preferito da Ariel.
«Nei tunnel ho pensato di morire»: David Cunio racconta l’inferno di Gaza
di Nina Deutsch
Dalla casa in fiamme di Nir Oz ai tunnel sotterranei di Hamas: l’ex ostaggio rompe il silenzio in una lunga intervista televisiva e parla di fame, torture psicologiche, pensieri suicidi e del ritorno difficile alla vita con le figlie gemelle.
Dopo Maduro, la diaspora venezuelana ebraica in Italia tra speranza, cautele e paure
di Davide Cucciati
In Italia, la vicenda venezuelana si è trasformata subito in un terreno di scontro identitario: Trump, il diritto internazionale, il petrolio e le tifoserie. Qui le interviste a due donne, due generazioni, una stessa frattura: la diaspora ebraica venezuelana in Italia che guarda a Caracas e a Washington con l’incognita del futuro.
“Felice come un ebreo in Francia”: a 11 anni dagli attentati alla redazione e all’Hyper Cacher, Charlie Hebdo dedica un numero all’antisemitismo
di Anna Balestrieri
Un numero intero dedicato all’odio contro gli ebrei in Francia e alle sue diverse facce e mutazioni: da quello di sinistra, mascherato da antisionismo, molto forte nel partito de La France insoumise, a quello di destra, sempre presente, passando per quello islamico. Il tutto trattato con il tipico stile del settimanale, dove la satira porta il lettore a riconoscersi nel problema.














