I promotori di Witz non hanno avuto paura del confronto e si può dire che lo abbiano vinto. Come nelle antiche dispute teologiche, il compito era difficile e rischioso per la corposità del tomo e per le qualifiche degli autori.
I promotori di Witz non hanno avuto paura del confronto e si può dire che lo abbiano vinto. Come nelle antiche dispute teologiche, il compito era difficile e rischioso per la corposità del tomo e per le qualifiche degli autori.
Shimon Peres, allinizio di novembre ha parlato in ebraico (è la prima volta) al Parlamento turco, davanti a 550 deputati che alla fine si sono alzati in piedi per applaudirlo. La novità non è però solo la lingua utilizzata (segnale pur importante) ma anche due punti in particolare del suo discorso; la conferenza di Annapolis e l’ospitalità storica della Turchia verso gli ebrei. Questo gesto di Peres nella Turchia ordierna è una mano tesa con realismo e amicizia. In attesa che uno spirito di collaborazione analogo possa varcare altri confini dellarea.
del futuro di Gerusalemme, dopo le affermazioni rilasciate alla stampa da alcuni esponenti del governo israeliano
con delusione e preoccupazione hanno visto le immagini e hanno letto le parole pronunciate da Francesco Storace durante la Costituente de La Destra svoltasi a Roma negli scorsi giorni.
Alla tavola rotonda su questo tema, l11 novembre a Firenze, il direttore di Bollettino e Mosaico, Annie Sacerdoti, sedeva tra gli oratori. Loccasione era legata ai 20 anni di pubblicazione del bimestrale Firenze ebraica edizione Toscana, rappresentata dal suo direttore Hulda Brawer Liberanome, con in platea rappresentanti delle comunità toscane di Livorno, Pisa e Siena. Intorno al tavolo cerano anche Giacomo Khan, direttore di Shalom, David Sorani, direttore di Ha Keillah, ed Emanuele Ascarelli, direttore di Sorgente di vita. Moderava il dibattito, con il suo garbato accento straniero, Wlodek Goldkorn dellEspresso
dell’immagine e ritengo oggi più urgente che mai puntare su strutture di comunicazione e fluidificazione delle informazioni che leghino le comunità italiane, tra loro, con l’estero
egiziani e ottantamila palestinesi sarebbero oggi sposati con donne israeliane. Questi dati rappresentano solo una stima di fonte egiziana
dimenticato riaffiora da una ricerca storica che doveva avere tutt’altro tenore. Invece del materiale per una agiografia sulla famiglia Thyssen Bornemisza e il suo amore per l’arte, lo storico David R. L. Litchfield ha trovato testimonianza di un inconfessabile segreto