di Anna Balestrieri
Grazie a finanziamenti pubblici e privati, la Stadttempel è tornata ad accogliere la comunità ebraica. La sinagoga, inaugurata nel 1826, è l’unica delle 26 sinagoghe viennesi esistenti prima della Shoah a essere sopravvissuta ai pogrom nazisti del novembre 1938. Qualche giorno prima, circa 450 persone avevano accompagnato una nuova Torah nel suo ingresso nella sinagoga restaurata, passando per Judenplatz, nel luogo in cui sorgeva la sinagoga medievale di Vienna.
Attualità e news
Uno studio svela i pregiudizi antisraeliani del New York Times
di Nathan Greppi
Secondo lo studio di Pinker, Israele è stato rappresentato come “l’unico aggressore” dopo l’attacco di Hamas e “apparentemente non ha alcun costo nel condurre la guerra se non la perdita di sostegno internazionale e simpatia pubblica”, mentre “i palestinesi vengono rappresentati come vittime passive la cui sofferenza cresce ogni giorno mentre vengono attaccati senza sosta dall’esercito israeliano”.
Attacco vicino a Neveh Tzuf, un israeliano ucciso: preso l’attentatore
di Anna Balestrieri
Un uomo israeliano sulla trentina è rimasto ucciso in un attacco nei pressi di Neveh Tzuf, a nord di Ramallah. Secondo le prime informazioni, l’aggressore avrebbe aperto il fuoco contro alcuni israeliani che si trovavano presso una sorgente, prima di fuggire. È stato poi preso dall’esercito.
Gaza, i giornalisti e il rapporto con Hamas: il caso Al Jazeera riapre il dossier sulla stampa nell’enclave
di Anna Balestrieri
Ventiquattro dipendenti di Al Jazeera che lavoravano nella Striscia di Gaza sono stati licenziati mentre è in corso negli Stati Uniti una causa che accusa il network qatariota di avere fornito sostegno a Hamas e alla Jihad islamica palestinese. La vicenda riporta al centro del dibattito una questione rimasta controversa dall’inizio della guerra: dove finisce il lavoro giornalistico in un territorio governato da un’organizzazione armata e dove comincia il rapporto con le sue strutture?
Antisemitismo, quando l’odio rischia di diventare normalità
di Nina Deutsch
Dalle aggressioni alle minacce, la paura di mostrarsi ebrei si fa sempre più concreta. Ma il mondo ebraico dice «basta»: a Berlino la risposta è stata «Berlin trägt Davidstern», con la Stella di David indossata pubblicamente in segno di solidarietà; il 22 settembre sarà la volta di «Milano indossa la Kippà», una mobilitazione civile per affermare che nessuno deve nascondere la propria identità per paura.
Da Ferrara a New York, all’asta machzorim dell’Italia ebraica tra Medioevo e Rinascimento
di Davide Cucciati
Tra i pezzi di maggior rilievo emerge un nucleo italiano particolarmente interessante, composto da due machzorim: uno realizzato intorno al 1475 e attribuito al celebre scriba e artista Joel ben Simeon; l’altro, di rito romano, prodotto a Ferrara intorno al 1500 e caratterizzato, tra l’altro, da una singolare rappresentazione grafica dei suoni dello shofar.
Quasi il 50% dei palestinesi della Giudea e Samaria crede che Israele non abbia il diritto di esistere, secondo un sondaggio
di Nina Prenda
Il sondaggio ha anche rilevato che il 42% credeva che fosse possibile portare alla fine dell’esistenza di Israele, mentre solo il 32% ha affermato che era impossibile. Più di un quarto (27%) ha dichiarato di favorire una soluzione a due Stati per risolvere il conflitto israelo-palestinese, mentre il 22% ha affermato di sostenere un singolo Stato binazionale con piena parità di diritti, e il 26% ha espresso una preferenza per un singolo Stato palestinese senza una presenza ebraica.
Durban, 25 anni dopo: la memoria contesa della conferenza ONU contro il razzismo
di Anna Balestrieri
Il 28 settembre le Nazioni Unite torneranno a celebrare a New York la Dichiarazione e il Programma d’azione di Durban, adottati nel 2001. Una ricorrenza che per l’ONU rappresenta un’occasione per rilanciare la lotta globale contro razzismo, discriminazione e xenofobia, ma che per Israele e numerose organizzazioni ebraiche riapre una ferita legata agli episodi di antisemitismo verificatisi durante la conferenza originaria.
Il nuovo dossier di Israele contro l’Onu: così il governo contesta la “neutralità” delle Nazioni Unite su Gaza
di Anna Balestrieri
Il portale, pubblicato sulla piattaforma digitale del governo israeliano GovExtra, porta un titolo esplicito: “UN Bias in the Gaza War”. La struttura è quella di un vero e proprio centro documentale, organizzato per capitoli e corredato da rapporti, fonti primarie e materiali esterni.
Sei anni di Accordi di Abramo: la tenuta delle intese e la sfida dell’allargamento
di Davide Cucciati
Sei anni dopo la firma degli Accordi di Abramo, torna al centro del dibattito il loro possibile allargamento. L’ambasciatore israeliano negli Emirati Arabi Uniti, Yossi Shelley, ha prospettato l’ingresso di un altro Paese entro quattro-sei mesi, indicando il Kuwait tra le possibilità. Da Kuwait City non è arrivata conferma.
«Erano orgogliosi di quello che mi stavano facendo, mentre nessuno è intervenuto». Parla il rabbino aggredito a Milano
di Pietro Baragiola
«Non si nascondono i volti e non hanno neppure cercato di farmi cancellare il video», racconta a Mosaico Bet Magazine. E lancia un messaggio: «pur continuando la mia vita è giusto stare sempre in guardia ma penso che se troviamo uno squilibrato in mezzo alla strada dobbiamo trovare un modo di rimuovere lui e non di nascondere chi siamo».
Accordo fra Israele e Marocco per aprire ambasciate
di Maia Principe
Potenziare la loro rappresentanza diplomatica, nominando ambasciatori e trasformando le rispettive missioni diplomatiche in vere e proprie ambasciate: questo è quanto è stato concordato mercoledì 16 settembre a New York dal ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar e il suo omologo marocchino Nasser Bourita il giorno dopo il sesto anniversario degli Accordi di Abramo,














