di Nina Deutsch
Il diplomatico Akiva Tor, ex ambasciatore israeliano in Corea del Sud e responsabile del progetto dell’INSS dedicato al recupero dell’immagine internazionale di Israele, lancia l’allarme: la perdita di consenso internazionale non è più soltanto una questione di comunicazione, ma un problema che riguarda direttamente la sicurezza nazionale. Tra le proposte indicate, la creazione di fondi per la cooperazione tra università israeliane e occidentali e una campagna internazionale per affrontare le accuse rivolte a Israele nei tribunali internazionali.
Attualità e news
Napoli Pride, Keshet Italia denuncia insulti ed esclusione: «Siamo stati discriminati perché ebrei»
di Anna Balestrieri
Gli episodi sarebbero iniziati al termine della parata, quando un gruppo di manifestanti avrebbe bloccato il carro sul quale si trovavano alcuni attivisti di Keshet Italia, gridando loro «assassini». L’associazione sottolinea come i propri rappresentanti non esponessero bandiere né simboli politici, ma indossassero esclusivamente una kippah rainbow, simbolo che unisce identità ebraica e appartenenza alla comunità LGBTQIA+.
Francia: lo storico Marc Bloch e la moglie entrano nel Pantheon
di Maia Principe
Le bare, drappeggiate con il tricolore francese, non contenevano resti mortali, bensì un inventario di medaglie, manoscritti e fotografie che la coppia aveva lasciato in eredità ai figli. Questo perché la famiglia aveva espressamente richiesto che le ceneri di Bloch rimanessero nel piccolo cimitero rurale della Francia centrale dove era stato originariamente sepolto, mentre i resti di Vidal, che aveva anch’egli sostenuto attivamente il controspionaggio clandestino, non poterono mai essere recuperati dopo la guerra.
Mamdani non riconosce israele come “Stato ebraico”
di Maia Principe
Interrogato sul suo sostegno a Israele come Stato ebraico, così come definito nella Dichiarazione d’Indipendenza e nei documenti fondativi, Mamdani ha evitato di dare una risposta definitiva. “Sostengo lo Stato di Israele come Stato che garantisce pari diritti a tutti i suoi cittadini”, ha dichiarato ad ABC, aggiungendo però di non poter sostenere “uno Stato che privilegia una religione rispetto a un’altra”.
Noam Shazeer, il visionario dell’intelligenza artificiale che lascia Google per OpenAI
di Nina Deutsch
Nipote di sopravvissuti alla Shoah, coautore della tecnologia che ha rivoluzionato l’IA generativa e protagonista della nascita dei chatbot moderni, Shazeer è considerato una delle figure più influenti nel panorama mondiale dell’intelligenza artificiale. Nel 2023 Time lo ha inserito tra le 100 personalità più importanti del settore.
Israele riconosce il genocidio armeno
di Nina Prenda
“Una decisione storica: il governo israeliano ha approvato all’unanimità la proposta del ministro degli Esteri Gideon Saar di riconoscere il genocidio armeno”, ha detto il Ministero degli Affari Esteri. La decisione del gabinetto deve ancora essere ratificata dal parlamento. La Turchia ha duramente criticato il riconoscimento da parte di Israele del genocidio armeno, etichettandolo come una decisione “politica” per coprire i propri crimini.
La Colombia ha un nuovo presidente pro-Israele
di Nina Prenda
Avvocato 47enne e outsider politico soprannominato “El Tigre” (“La Tigre”), de la Espriella aveva promesso durante la campagna elettorale di aprire un’ambasciata a Gerusalemme e di rinnovare un’alleanza strategica con Israele.
L’ultima luce ebraica di Lubiana
di Anna Balestrieri
Il Jewish Cultural Center di Lubiana tiene insieme ciò che altrove sarebbe diviso in edifici e funzioni diverse: una sinagoga, un museo, un centro culturale, un luogo di studio, di teatro, di preghiera e di accoglienza. Ma mancano i fondi, e dopo i massacri del 7 ottobre è diventato un bersaglio. la sua vita è in pericolo, e insieme a esso la memoria di una comunità ebraica.
Israele, Libano e Stati Uniti firmano un accordo quadro: primi ritiri dell’IDF, ma la fascia di sicurezza resterà fino al disarmo di Hezbollah
di Anna Balestrieri
L’intesa, mediata dall’amministrazione americana, rappresenta il primo risultato concreto del dialogo trilaterale avviato in aprile con l’obiettivo di stabilizzare il confine settentrionale di Israele dopo mesi di guerra contro Hezbollah. Il ritiro israeliano interesserà tuttavia soltanto due aree situate oltre i confini originari della fascia di sicurezza istituita da Israele. La zona cuscinetto principale resterà invece sotto il controllo dell’IDF.
“No Time to Wait: la raccolta fondi della World Jewish Relief per sostenere la salute mentale delle vittime di guerra
di Pietro Baragiola
L’iniziativa, della durata di 36 ore, sostiene servizi di assistenza, percorsi terapeutici e la formazione di medici specialisti in risposta alla crescente emergenza sanitaria provocata dai conflitti degli ultimi anni.
Sharaa esclude l’intervento della Siria in Libano
di Nina Prenda
Sharaa ha inoltre precisato che Damasco sta esplorando possibili canali di cooperazione economica con Beirut, escludendo qualsiasi opzione militare. “La soluzione non passerà attraverso la guerra”, ha dichiarato, aggiungendo che il rafforzamento delle istituzioni libanesi rappresenta la via prioritaria per la stabilizzazione del Paese.
A Gaza prevista per oggi una grande protesta contro Hamas
di Maia Principe
Dall’inizio di giugno, account anonimi sui social media, operanti sotto la bandiera della “Rivoluzione del 26 giugno” e apparentemente organizzati da palestinesi a Gaza e all’estero, hanno invitato gli abitanti di Gaza a scendere in piazza venerdì 26 giugno, cercando di creare un movimento di protesta dal basso.














