di Davide Cucciati
Il segretario generale del comitato esecutivo dell’OLP ha respinto come “inaccettabile” ogni richiesta di disarmo di Hamas e ha aggiunto che l’OLP “non l’ha mai considerata un’organizzazione terroristica”, definendola “parte del tessuto nazionale palestinese”. Ma secondo un alto funzionario palestinese, le parole di Al Ahmad non rifletterebbero la linea dell’OLP o dell’Autorità Palestinese. In ogni caso, la società palestinese si conferma eterogenea.
Attualità e news
Legge sull’antisemitismo? Magari sì, magari no… Va in scena la (sconcertante) bagarre politica
di Davide Cucciati
Che cos’è davvero il nuovo antisemitismo di oggi? Quale forma mutante sta prendendo? Come contrastare un fenomeno in crescita? La politica si interroga: tra proposte di legge e dibattito aperto. Ma non mancano opposizioni interne alla sinistra, per esempio contro il DDL Delrio giudicato troppo filo-Israele. Le opinioni di Sergio Della Pergola e Iuri Maria Prado. Un tema caldissimo
Missili russi, petrolio cinese: la rete di sicurezza della Repubblica islamica
di Davide Cucciati
Russia e Cina offrono al regime ossigeno militare, politico e finanziario, rendendo più difficile trasformare le proteste in un reale cambio di equilibrio. Per questo la coerenza occidentale conta, se si vuole colpire i Pasdaran bisogna anche guardare a Mosca e a Pechino.
Notte di fuoco su Israele. Dai raid su Teheran alla strage di Beit Shemesh: l’escalation che scuote il Medio Oriente
di Anna Balestrieri
Nel giro di meno di 48 ore, il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran è passato da un’offensiva militare mirata a uno scontro aperto con vittime civili, missili sulle città e un terremoto politico ai vertici della Repubblica Islamica.
Non solo elettori: il ruolo (e i problemi) degli immigrati dell’Est e l’alyiah di guerra di Israele
di Anna Lesnevskaya
Il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. L’aliyah di guerra tra difficoltà di integrazione, discriminazione e costruzione di una nuova identità. Il dramma dei giovani immigrati in cerca di una patria. Come russi e ucraini in Israele sono visti dalla politica: un serbatoio di voti difficile da gestire
Il giorno più felice: gli iraniani a Milano in piazza festeggiano la morte del loro dittatore
di Sofia Tranchina
MILANO – Piazza Duomo si riempie di leoni gialli, stelle blu e strisce rosse. Gli iraniani festeggiano la morte del loro dittatore. Khamenei, “forse”, è morto. I primi lanci d’agenzia iniziano a circolare nel primo pomeriggio di sabato 28 febbraio. Le redazioni parlano al condizionale, i social esplodono. Nelle chat Telegram e WhatsApp degli iraniani in diaspora rimbalza la stessa domanda: «È vero?».
“I won’t give up. With my murals, I engage in civil resistance. I tell the story of our wounded times.” Exclusive interview with aleXsandro Palombo
di Ilaria Myr
aleXsandro Palombo, street artist and creator of memorable, unconventional murals, speaks out. His are painful images inspired by current events, uncomfortable works that are periodically vandalized and erased by fanatical extremists. His themes? The Shoah and Memory, the victims of October 7, but also disability, illness, abuse, and femicide… Art that bears witness. Because “memory is the only bulwark against indifference, and indifference is always the first step towards the worst.
«Non mi arrendo, con i murales faccio resistenza civile. E racconto il nostro tempo ferito». Intervista esclusiva a aleXsandro Palombo
di Ilaria Myr
Parla aleXsandro Palombo, street artist autore di murales memorabili e controcorrente. Le sue sono immagini dolenti che prendono spunto dall’attualità, opere scomode, periodicamente vandalizzate e cancellate da fanatici estremisti. I suoi temi? Shoah e Memoria, le vittime del 7 ottobre, ma anche la disabilità, la malattia, gli abusi e femminicidi… Un’arte che si fa testimonianza. Perché «la memoria è l’unico argine contro l’indifferenza, e l’indifferenza è sempre il primo passo verso il peggio»
Tempesta sul Medio Oriente: arrivano la tanto attesa operazione congiunta USA-Israele contro l’Iran e la risposta missilistica di Teheran
Il 28 febbraio 2026 segna una svolta drammatica nella crisi tra Israele, Stati Uniti e Repubblica Islamica dell’Iran. Dopo settimane di tensioni crescenti e negoziati nucleari formalmente ancora in corso, Washington e Gerusalemme hanno lanciato un’offensiva. In serata arriva la conferma della morte di Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran e diretto responsabile della morte di decine di migliaia di dissidenti Iraniani
L’Iran visto da Milano, la voce degli ebrei persiani
di Davide Cucciati
Ricordi famigliari, per chi ci ha vissuto; storie raccontate in casa dai genitori, per chi è nato già in Italia. Quello con l’Iran è per molti ebrei persiani di Milano un legame di sangue, che ognuno vive in modo diverso. Sperando però che il regime cada e che si possa tornare, anche solo una volta, a visitare il Paese delle loro origini.
La stella proibita: decodificare la bandiera che sfida il regime
di Sofia Tranchina
«Se per liberare l’Iran dovessero colpire il mio villaggio, chiamerei io stesso Netanyahu e gli direi: fatelo.»
La presenza di bandiere israeliane alle proteste contro il regime iraniano – presenza che sorprende, disorienta e talvolta perfino indigna i passanti che la notano – sembra essere, per chi è cresciuto sotto il regime islamico, la cosa più naturale del mondo.
David Parenzo: “Una parte dell’Occidente odia se stesso”
di Nathan Greppi
«Chi non la pensa come il mainstream, chi non dice esattamente quello che alcuni vorrebbero che si dicesse, viene automaticamente iscritto tra gli “ebrei cattivi”». Così il giornalista a Mosaico, dopo che ha dovuto spostare la location per la presentazione del suo libro su Israele per la protesta di 150 persone.













