di Pietro Baragiola
Come NAZA, anche il nuovo documentario porta gli intervistati sui tetti di Tel Aviv, ma sostituisce le testimonianze anonime raccolte nel primo film con quelle di comandanti dell’IDF, ufficiali dell’intelligence e soldati che affermano di avere partecipato direttamente alle operazioni nella Striscia. Il film è distribuito gratuitamente sul proprio sito con sottotitoli in inglese, in modo da “rendere la verità accessibile a tutti”.
Attualità e news
Tre anni dopo, Israele si ferma: una giornata di memoria da Gerusalemme al confine di Gaza
di Anna Balestrieri
Il cuore istituzionale della giornata di commemorazione della strage di Simcha Torà è Gerusalemme. Sul monte Herzl si sono concentrati i due principali appuntamenti di Stato: alle 11 la cerimonia per i caduti della guerra e per tutti coloro che sono morti dal 7 ottobre 2023, alla presenza delle massime autorità politiche e militari; alle 14 la commemorazione ufficiale delle vittime civili dell’attacco, nel memoriale dedicato ai caduti delle azioni ostili.
Corso Ordine giornalisti del Lazio: le repliche degli interessati e la risposta della redazione
di Paolo Salom
Abbiamo ricevuto le richieste di rettifica, rispetto a quanto riportato dalla nostra giornalista, da alcuni dei partecipanti alla giornata di approfondimento. Ludovica Jona, Matteo Pucciarelli, Nicola Perugini, Riccardo Cucchi, Anneliese Baldaccini, Nico Piro e Anna Cortimiglia (cliccando sui nomi andrete ai loro testi e alle risposte puntuali della nostra reporter) hanno ritenuto che le loro parole siano state travisate.
Il volo verso Ben Gurion che poteva trasformarsi in una strage
di Anna Balestrieri
Il piano non era quindi quello di provocare semplicemente un incidente in volo, ma di arrivare fino a Israele e colpire deliberatamente un obiettivo sul territorio israeliano. Ma già all’inizio dell’anno sembra che avesse operato un volo verso Tel Aviv e avesse pensato di dirottare e far precipitare anche quell’aereo.
I Verdi britannici dichiarano il sionismo «razzismo»: Israele vieta l’ingresso al leader Zack Polanski
di Anna Balestrieri
Il testo adottato dai Verdi definisce il sionismo un «progetto politico etnonazionalista» e stabilisce che debba essere «trattato come qualsiasi altra forma di razzismo». Ma soprattutto, il documento non si limita a criticare le politiche del governo israeliano: sostiene la creazione di «un unico Stato democratico palestinese» in tutta la Palestina storica, con Gerusalemme capitale e uguali diritti per tutti.
“Seppellite il mio cuore a Tel Aviv”: l’incontro a Milano tra Israele, dolore e identità ebraica
di Pietro Baragiola
Intitolato Seppellite il mio cuore a Tel Aviv, il testo di Luca Zevi è stato al centro dell’incontro organizzato giovedì 1° ottobre dalla Fondazione Corriere della Sera nella Sala Buzzati di Milano, dove Zevi lo ha letto insieme all’attore Olek Mincer. A confrontarsi sulle sue parole sono stati il giornalista Ferruccio de Bortoli, il sociologo Luigi Manconi, la senatrice Liliana Segre e il presidente della Cei, il cardinale Matteo Maria Zuppi, tutti coordinati da Milena Santerini.
Andrea Morigi lascia il sindacato dei giornalisti: “chiedevo una condanna netta ai cori pro-Hamas, ho ricevuto silenzi”
di Pietro Baragiola
La Fnsi si è limitata a parlare delle tensioni provocate da questi fatti, respingendo ogni genere di accuse dirette. Per Morigi, però, questa non è stata una presa di posizione sufficiente e ha proceduto ad inviare una lettera ai vertici del sindacato spiegando “di non poter stare un minuto di più in quest’organizzazione perché non è chiaro il rapporto che ha con il terrorismo islamico”.
«Per motivi di sicurezza»: escluso un fondatore israeliano da un hackathon a San Francisco
di Anna Balestrieri
La motivazione addotta per il rifiuto è stata la «sicurezza» dei partecipanti, ma nei messaggi scambiati con l’organizzatore il riferimento è esplicitamente alla vicenda dei cercapersone esplosi in Libano nel settembre 2024. La San Francisco Tech Week ha successivamente rimosso l’hackathon dal proprio calendario ufficiale, indicando una violazione dei propri termini di utilizzo.
Film “We will dance again” su Rete 4 il 5 ottobre 2026
Walker Meghnagi, presidente CEM
“We Will Dance Again” è un documentario del 2024 diretto da Yariv Mozer che racconta il massacro del Nova Music Festival, compiuto da Hamas il 7 ottobre 2023. Verrà trasmesso il 5 ottobre alle ore 23.25 su Rete 4 presentato da Tony Capuozzo, Paolo Mieli e da Nicola Porro.
“Distorto, fuorviante e insincero”: Tzahal pubblica la risposta completa al film “NAZA”
di Nina Prenda
Nella sua risposta, l’esercito ha detto che il film “presenta un quadro distorto, fuorviante e insincero della pianificazione degli obiettivi e del processo delle operazioni dell’IDF” e che la narrazione del film è “basata su sostanziali errori fattuali derivanti da false dichiarazioni manipolative della realtà”.
Rimpatriati due stranieri che aggredirono il rabbino di Milano. Meghnagi (CEM): “Bellissima notizia”
di Nina Prenda
«Non c’è spazio in Italia per odio, violenza e antisemitismo». «Sono stati rimpatriati due cittadini stranieri che, insieme a un terzo soggetto, avevano aggredito a Milano, presso la fermata di un autobus, il rabbino capo della Sinagoga di Via Soderini. Non c’è spazio nel nostro Paese per odio e violenza e nessun gesto di antisemitismo verrà mai tollerato». Lo scrive il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, su X.
Volo FlyDubai, copilota accoltella il pilota per far schiantare l’aereo. Ma i media parlano di «lite» e di «aspetti da chiarire»
di Ludovica Iacovacci
Non torna la minimizzazione dell’intervento degli eroi israeliani che hanno salvato la vita a circa 180 persone irrompendo nella cabina di pilotaggio per fermare il terrorista. Non torna il mancato riconoscimento del coraggio di Smit Machchhar, il pilota indiano che ha resistito alla ferocia del collega. Non torna, soprattutto, la sproporzione tra la gravità dei fatti e il linguaggio utilizzato per raccontarli, al limite del complottismo.














