«Hamas aveva pianificato di tenere in ostaggio gli israeliani per 10 anni»

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di Nina Deutsch
Il coordinatore israeliano per i rapiti e i dispersi ricostruisce la strategia di lungo periodo di Hamas, la gestione della crisi degli ostaggi, le operazioni di salvataggio e il ruolo delle mediazioni internazionali. Emergono inoltre il coinvolgimento di Stati Uniti, Qatar ed Egitto, la conclusione del caso Ran Gvili e l’impatto umano, morale e politico di una delle crisi più complesse nella storia recente di Israele. Le sue dichiarazioni hanno però suscitato critiche e difese.

Dal Pakistan a Gaza: il possibile asse tra Hamas e Lashkar-e-Taiba

Mondo

di Davide Cucciati
Se il legame fra le due organizzazioni avesse ulteriori riscontri, per Israle qualsiasi rafforzamento esterno di Hamas inciderebbe sulla già fragile prospettiva di demilitarizzazione e di ricostruzione. Mentre per l’Europa è un problema di sicurezza e di politica estera.

Iran International: oltre 36.500 morti nel massacro più mortale dell’Iran, rivelano i documenti

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di Nina Prenda
I numeri rendono il fatto il “massacro più sanguinoso di civili durante le proteste di strada, per un periodo di due giorni, della storia”. Oltre agli omicidi di massa durante le proteste, il sito dice di aver ricevuto prove, comprese foto, che alcune persone sono state giustiziate dalle forze di sicurezza mentre ricevevano cure per lesioni negli ospedali.

 

Abu Mazen

Abbas firma un decreto per vietare a Hamas di partecipare alle elezioni locali

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di Nina Prenda
L’emendamento alla legge elettorale annunciato dal comitato elettorale centrale dell’AP richiederà a tutti i candidati di firmare una dichiarazione che accetta il “programma nazionale” dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina, che include il riconoscimento di Israele, la rinuncia al terrorismo e la ricerca di una soluzione a due Stati.

Il Guinness World Record fa marcia indietro: riaperte le candidature da Israele

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di Pietro Baragiola
L’associazione di avvocati britannici UK Lawyers for Israel aveva duramente contestato la politica della giuria, definendola “discriminatoria e potenzialmente nociva”, convincendo così i suoi membri a ritrattare la decisione. La giuria partire dal 15 gennaio riaccetterà le candidature provenienti da Israele.

screenshot di contenuti antisemiti sui social

Quando l’odio diventa business: l’antisemitismo nell’economia dell’attenzione

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di Anna Balestrieri
Nel cuore dell’economia digitale, l’odio antiebraico è diventato contenuto monetizzabile, sostenuto da algoritmi che li premiano. Ma se l’antisemitismo diventa una fonte di reddito, è il funzionamento stesso dello spazio digitale a essere in discussione. E quando tutto è in vendita, anche la democrazia diventa fragile.

Una scuola UNRWA in Cisgiordania sarà chiusa da Israele entro pochi giorni, dice l’agenzia

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di Nina Prenda
Il Qalandiya Training Center potrebbe essere chiuso. Ma la collusisone dell’agenzia con il terrorismo è ormai emersa in molti report, nonchè dalle testimonianze di alcuni ostaggi israeliani a Gaza. E poi, perché continua a conferire lo status di rifugiato ai palestinesi piuttosto che reinsediarli, come fa invece l’UNHCR, l’agenzia Onu per tutti gli altri?

Disarmo in cambio di legittimazione? Le indiscrezioni su un piano USA – Hamas

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di Davide Cucciati
Hamas accetterebbe di disarmare e di consegnare le mappe dettagliate dell’infrastruttura sotterranea, ottenendo in cambio “legittimazione internazionale” come forza politica. La stessa fonte sostiene che l’intesa includerebbe anche la possibilità, per componenti della leadership politica e militare che lo desiderino, di lasciare Gaza, con un impegno americano perché Israele non li colpisca in futuro. Mentre si parla di integrazione di alcuni ex funzionari nella nuova amministrazione.