violini provenienti dalla Shoah

Lo strumento di Gualtiero Morpurgo fra i Violini della speranza in mostra a Richmond

di Ilaria Ester Ramazzotti
Storie e speranze raccontate da note di violino. A raccogliere in una mostra a più tappe, che metterà sotto le luci le straordinarie esperienze di musicisti ebrei che hanno suonato i loro violini durante la Shoah, saranno il Virginia Holocaust Museum, il Virginia Museum of History & Culture e il Black History Museum & Cultural Center of Virginia. L’appuntamento nei tre musei di Richmond con Violins of Hope sarà dal 4 agosto al 4 ottobre 2021. L’esposizione, già presentata negli Stati Uniti nelle città di Birmingham, Charlotte, Cleveland, Los Angeles, Nashville e Phoenix, celebrerà fra gli altri anche il violino appartenuto a Gualtiero Morpurgo, ingegnere navale nato ad Ancona e fuggito in Svizzera a piedi nel 1943 con il suo amato strumento musicale chiuso nello zaino.

“Virginia Museum of History & Culture” – VirginiaHistory.org

 

I tre musei esporranno complessivamente sessanta violini, alcuni dei quali verranno suonati in concerti ed eventi culturali. Si tratta di strumenti recuperati e restaurati nel tempo dal maestro liutaio israeliano Amnon Weinstein, che durante la Shoah aveva perso 400 membri della sua famiglia. “Mio padre era determinato a reclamare la sua eredità perduta – ha reso noto per la mostra suo figlio, Avshalom ‘Avshi’ Weinstein -. Aveva iniziato a raccogliere i violini suonati dagli ebrei nei campi e nei ghetti, rimettendoli insieme meticolosamente in modo che potessero essere riportati in vita sul palcoscenico, come simbolo di speranza. Sebbene la maggior parte dei musicisti che suonavano questi strumenti siano stati resi silenti dall’Olocausto, le loro voci e i loro spiriti sopravvivono attraverso i violini che mio padre ha amorevolmente restaurato”.

Il liutaio Amnon Weinstein ha recuperato molti violini appartenuti a vittime della Shoah
                             Il liutaio Amnon Weinstein ha recuperato molti violini appartenuti a vittime della Shoah

 

Samuel Asher, direttore esecutivo del Virginia Holocaust Museum, aveva avviato le trattative per portare Violins of Hope a Richmond dopo aver conosciuto Avshi Weinstein nel 2017. Fra gli obiettivi, diffondere la memoria della Shoah e promuovere tolleranza e la giustizia sociale. “Se le persone capissero di più le cause e le conseguenze dell’Olocausto, avrebbero meno probabilità di unirsi a gruppi di odio o sostenere l’antisemitismo nella nostra società – ha affermato Asher -. Attraverso concerti da camera, programmi didattici e altre attività pianificate durante le dodici settimane della mostra, Violins of Hope a Richmond sarà un potente strumento di conoscenza” e “darà nuova vita a questi violini”.

Andrew Talkov, senior director dei curatori del Virginia Museum of History & Culture, ha aggiunto: “Ogni violino ha la sua storia unica e stimolante, che viene raccontata in un modo profondamente personale ed emotivo. Siamo onorati di far parte di un progetto che trascende la religione e innesca un dialogo significativo che ci ricorda che, nonostante le nostre differenze, condividiamo tutti il ​​desiderio comune di vivere con dignità ed essere trattati in modo equo e rispettoso”.

“La musica ha avuto una forte influenza sugli individui e sui movimenti nazionali – ha sottolineato Monroe Harris, presidente del Black History Museum & Cultural Center della Virginia -. Fornisce una condivisione che può avere un profondo impatto sulla comprensione di noi stessi e degli altri. Consideriamo i ‘violini della speranza’ un’altra opportunità per riunire le nostre comunità, per imparare, ascoltare e condividere un’esperienza”.

“Virginia Museum of History & Culture” – VirginiaHistory.org

 

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