Vera Vigevani, “una militante della memoria”

Vera Vigevani Jarach ha 83 anni ed è una donna che combatte, tutti i giorni – e non ha nessuna voglia di smettere. Vera Vigevani è una delle madri di “Plaza de Mayo” che da quasi 40 anni combatte perchè quel che è stata l’Argentina della dittatura militare, quel che è accaduto in Argentina sotto la dittatura dei militari, non venga dimenticato.
Nata a Milano nel 1928, Vera aveva solo dieci anni quando la sua famiglia decise di lasciare l’Italia delle leggi razziali per emigrare in Argentina.
A Buenos Aires Vera cresce, studia, si sposa con Giorgio Jarach, lavora come corrispondente dell’Ansa ed ha una figlia, Franca. Sfuggita alla persecuzione fascista, Vera negli anni ’70 non riesce a sfuggire ad un’altra persecuzione, quella dei militari argentini: il destino a cui lei e la sua famiglia erano scampati, non risparmia la famiglia che si è costruita a Buenos Aires.  Il 26 giugno del 1976 infatti, la figlia di Vera, Franca, viene rapita; da quel giorno di lei non si saprà più nulla. Solo che è scomparsa nel nulla. Forse rinchiusa in un campo di concentramento, forse uccisa poco dopo, forse gettata in mare dopo essere stata uccisa. Un mare di forse contro cui Vera comincia a lottare giorno dopo giorno. Sin dalla sua fondazione entra a far parte dell’associazione  delle madri di Plaza de Mayo e come tante altre madri, cerca la verità sulla sorte della propria figlia. Ma per Vera la ricerca della verità si trasforma ben presto in un incessante testimonianza di quel che è accaduto a lei, alla sua famiglia, a Franca, all’Argentina degli anni della dittatura. Racconta ovunque la sua storia, perchè tutti sappiano quel che è accaduto a lei e alle tante madri che da un giorno all’altro hanno visto svanire nel nulla i loro figli.
Per questa battaglia, in nome della verità, in nome della memoria, il prossimo 7 dicembre Vera Vigevani verrà insignita della più alta onorificenza milanese, l’Ambrogino d’Oro.
Un riconoscimento alla sua quotidiana battaglia contro il dolore per la perdita di Franca, e per la memoria di tutti coloro che, sottratti con la violenza alle loro famiglie (e alle loro vite) non sono più tornati. Vera ha testimoniato ai processi di Roma contro i militari argentini per crimini contro l’umanità commessi durante il periodo della dittatura, in cui fu uccisa sua figlia Franca.
Raccontare, testimoniare, condividere la propria storia è il modo che Vera ha trovato per far continuare a far vivere Franca; ciò che a lei stessa ha dato la forza di continuare a vivere.

Insieme a Vera Vigevani, mercoledì 7 dicembre riceverà l’Ambrogino d’oro anche l’Associazione Figli della Shoah, per l’impegno profuso in questi 13 anni di attività a favore della conservazione della memoria della Shoah.

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