La testimonianza di una sopravvissuta alla Shoah davanti a un pubblico arabo

Una testimonianza per la pace: l’incontro di una superstite con un gruppo di emiratini

di David Zebuloni
“Mi ritengo molto fortunata ad aver preso parte a questo evento storico. Vi abbraccio tutti, siete nel mio cuore. Salam Halekum“. Con queste toccanti parole e con la voce rotta dalla commozione, ha concluso la sua testimonianza Vera Grossman Krigel, sopravvissuta insieme alla sorella gemella agli esperimenti di Mengele nel campo di sterminio di Aushwitz-Birkenau. Una testimonianza senza precedenti, davvero singolare, quella di Vera, che in occasione del Giorno della Memoria si è incontrata virtualmente con un gruppo di duecento rappresentanti per la pace provenienti dagli Emirati Arabi, da Bahrein e dal Marocco. Tra loro anche quindici partecipanti dall’Arabia Saudita e persino un siriano. In un lontano Medio Oriente, nel quale il termine Shoah pare essere quasi sconosciuto, l’immagine di una superstite circondata da tanti nuovi amici risulta davvero strabiliante.

“Diffonderemo il ricordo della Shoah, in modo tale che la storia non si ripeta mai più”, ha dichiarato Majad El-Shaar, direttore di Sharaka, un’associazione che ha lo scopo di promuovere il processo di pace e unire il popolo israeliano a quello emiratino. “Non accetteremo più alcun tipo di odio, di discriminazione, di antisemitismo nel mondo. Ve lo prometto, nulla di tutto ciò riaccadrà mai più”. Anche Anud El-Iyashmi, di professione startappista, si è espressa a riguardo. “Grazie Vera, sei un eroe. L’eroe dell’umanità, l’eroe di tutti noi”, ha affermato Anud. “Non riesco ad esprimere il mio dolore, non riesco a trovare le parole giuste, è troppo difficile”, ha poi aggiunto scoppiando in lacrime, senza riuscire più a completare la frase.

In un’intervista rilasciata a N12, in seguito alla testimonianza virtuale, la scrittrice e ricercatrice universitaria Najed El-Said ha spiegato che fino a quel momento nessuno aveva mai sentito parlare di Shoah negli Emirati Arabi. “Qui il cittadino medio non ha idea di cosa abbia subito il popolo ebraico durante la Seconda Guerra Mondiale”, ha spiegato Najed. “Le parole pronunciate da Vera non si erano mai sentite prima da queste parti. L’approfondimento del capitolo storico chiamato Shoah, negli Emirati Arabi, non è altro che il frutto dell’accordo di pace tra i nostri paesi e i nostri popoli”.

Le iniziative, tuttavia, non finiscono qui. Dopo una prima visita a Yad Vashem, il Museo della Shoah a Gerusalemme, promossa dalla stessa associazione Sharaka, ve ne sono in progetto molte altre. L’obiettivo è quello di rendere ogni visitatore, un ambasciatore. Un ambasciatore della memoria e della pace: nei propri paesi e nel resto del mondo.

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