Un ponte sopra acque turbolente

di Andrea Finzi

La fibrosi cistica è una malattia relativamente frequente (circa 1 caso su 5000 persone) che colpisce soprattutto le vie aeree, il pancreas l’intestino e le ghiandole sudoripare, provoca una gravissima disabilità, speranza di vita ridotta – mediamente  40 anni – e complessi problemi  clinici e organizzativi. Il Dipartimento di Pediatria dell’ospedale Hadassah Ein Kerem di Gerusalemme è uno dei poli di eccellenza per lo studio e la cura di questa tremenda patologia. Il suo direttore,il  dottor Eitan Kerem,   è stato  protagonista di tre incontri organizzati a  Milano il 5 aprile dall’Università, nella persona  del pro-rettore  Alberto Mantovan, e dall’ AME, con la preziosa collaborazione del  professor Baroukh Assael, che da molti anni dirige un Centro  per la  fibrosi cistica a Verona.

Nell’affollata sala di rappresentanza dell’Università Statale, all’Istituto Clinico Humanitas ed infine alla NRA, il dottor Kerem ha  illustrato l’attività del suo Dipartimento che si caratterizza per lo straordinario clima di collaborazione e solidarietà, pur nella consapevolezza e nel rispetto  delle diversità,   fra medici, pazienti e famiglie israeliani e  palestinesi, talora anche giordani ed egiziani.

In questa atmosfera speciale,  nella quale “il solo vero nemico è la malattia” si è sviluppato il progetto volto a curare ed assistere i bambini di Gaza affetti da fibrosi cistica, superando i mille ostacoli che l’odio, la propaganda, le ragioni della sicurezza  e le diffidenze reciproche fra i due campi   hanno inevitabilmente frapposto.  In un primo tempo, come era stato fatto per i  pazienti che risiedono nei territori sotto il controllo dell’Autorità Palestinese, i piccoli malati di Gaza erano stati accolti e curati alla Hadassah, provvedendo anche alla formazione di medici ed infermieri. Con il peggiorare della situazione  politica e militare fra Israele e Gaza, vista l’impossibilità di  continuare su questa via, il dottor Kerem,  operando in modo audace e discreto,   è riuscito  ad ottenere il permesso- sia da parte israeliana ma anche e soprattutto da parte di Hamas – di accelerare la formazione dei medici e degli infermieri  provenienti da Gaza fino a metterli in grado di avviare un centro specialistico locale  al quale l’Hadassah  fornisce medicinali, aiuti di ogni genere, compresi i computer.  Inoltre, perfino nei periodi di tensione più forte sul confine, non sono mai cessati i viaggi dei medici da Gaza a Gerusalemme per discutere i casi con i colleghi israeliani  ed occasionalmente per trasferire   pazienti particolarmente complessi.

Con il suo stile amabile ed asciutto, tipicamente sabra, rispondendo  alle molte domande del pubblico, il dottor Kerem ha ricordato che il rapporto fra Israele e i suoi vicini è fatto anche di convivenza e collaborazione nella vita quotidiana che poco ha a che fare con la politica gridata lontano dai problemi della gente comune. Il  progetto da lui attuato è come un ponte sottile ma in fondo robusto fra due sponde bisognose di dialogare e aiutarsi reciprocamente a vivere, superando le acque turbolente della storia.

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