Le lettere segrete di Giovanni Paolo II

di Marina Gersony

papa1L’amicizia tra Giovanni Paolo IIAnna-Teresa Tymieniecka è cosa nota e a lungo studiata.  Lo scorso 15 febbraio una documentario della Bbc – The Secret Letters of Pope John Paul II (https://www.youtube.com/watch?v=Wl-rbwxjfSM) – ha aggiunto tuttavia nuovo materiale sul legame profondo tra il Papa e la filosofa americana, una donna sposata di origini polacche. Con la premessa che – ci ha tenuto a puntualizzare la Bbc sul suo sito -, «non vi è alcun segno che il pontefice abbia violato il voto di castità».

La relazione fra i due, durata più di trent’anni, è iniziata quando il futuro pontefice era ancora cardinale e lei aveva quarantatré anni. Centinaia di lettere e di fotografie, custodite per anni presso la Biblioteca nazionale polacca, raccontano l’evolversi di quest’amicizia fatta di missive inizialmente formali e diventate via via sempre più intime e affettuose anche se, come ha affermato Edward Stourton, il giornalista autore del documentario, «direi che sono stati più che amici ma meno che amanti». Dalla fitta corrispondenza traspare ad ogni modo «una lotta per contenere ciò che è stato certamente un rapporto molto intenso», dove la passione cattolica, discreta e comprensiva di lei era frenata dalla dignità ecclesiatica di lui.

Va detto che sulle donne di questo Papa si è molto scritto, alluso e ricamato. I suoi biografi più importanti hanno sempre dato risalto alle presunte fidanzate del giovane Karol Wojtyla, Lolek per gli amici di gioventù. La prima sarebbe stata un’affascinante ragazza ebrea dai capelli scuri, di nome Ginka Beer, figlia dei vicini di casa dei Wojtyla a Wadowice. Ginka maggiore di due anni di Karol, fu lei ad avvicinarlo al teatro. In seguito Ginka emigrò in Israele. Quando lo scrittore Tad Szulc, che stava lavorando al libro Pope John Paul II, le chiese della sua relazione con Karol Wojtyla, lei preferì non parlarne anche se non negò. Karol aveva diversi amici ebrei, tra cui molti compagni di scuola, come Jerzy Kluger, grande amico di sempre; e poi Zygmunt Selinger, Leopold Zweig; e Poldek Goldberger, che giocava a pallone da portiere, come Wojtyla.  Un sito vaticano racconta come il futuro Papa avesse conosciuto l’ebraismo al suo interno. Avrebbe detto poi in futuro: «Ambedue i gruppi religiosi, cattolici ed ebrei, erano uniti, suppongo, dalla consapevolezza di pregare lo stesso Dio. Nonostante la diversità del linguaggio, le preghiere nella Chiesa e nella Sinagoga si basavano in considerevole misura sugli stessi testi». Parole che anticipavano un dialogo religioso che oggi assume sempre maggiore rilievo in un modo fatto di incomprensioni e conflitti.

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