Addio Amy

Amy Winehouse è morta. I medici l’hanno trovata oggi pomeriggio priva di vita nel suo appartamento di Londra, in Cambden Square. Le cause del decesso non sono ancora accertate, ma si sospetta che ad ucciderla sia stato un micidiale cocktail di farmaci e droghe. La notizia è stata diffusa da Sky News e in breve ha fatto il giro del mondo.
27 anni, un talento musicale ed una voce straordinari, e al contempo una vita disordinata, eccessiva, sempre al limite, fra depressione, violenza e problemi mentali. I tabloid spesso sembravano interessati più a quella vita che non all’originale mix di soul, jazz e rhythm’n’blues che l’avevano resa nota in tutto il mondo.

Figlia di un tassista e di una farmacista, entrambi ebrei di origine russa, Amy si è avvicinata alla musica sin da piccola, influenzata dalla passione dei genitori per il jazz. All’età di 9 anni, grazie alla nonna, riesce ad essere ammessa alla prestigiosa Susi Earnshow Theatre School  di Londra, e a 13 entra alla Silvia Young Theatre School dalla quale però viene espulsa l’anno dopo per cattiva condotta.
Scoperta dal musicista jazz Tyler James, incide il suo primo album da solista nel 2003, dal titolo “Frank”. Tre anni dopo con “Back to Black”, vince cinque Grammy Awards e  viene indicata come la nuova regina del soul.
Rehab“, il singolo con cui ha raggiunto le vette di tutte le classifiche di vendita, contiene una frase che suona oggi quasi come una triste premonizione – “They tried to make me go to rehab. I said ‘no, no, no…'”.

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