Terrorismi

Mondo

Il mondo non sembra trovare pace. Ogni giorno si sentono notizie di
tentativi – spesso riusciti – di attentati e attacchi terroristici che
causano vittime in ogni parte del pianeta. Gli ultimi tentativi in
Gran Bretagna. Mosaico ha chiesto all’economista Vittorio Jucker
un’analisi del fenomeno.

Una cellula di dottori d’origine araba, in Gran Bretagna, stimata
tra 23 e 30 persone, sarebbe all’origine dei due recentissimi e
fortunosamente falliti tentativi di attacchi terroristici a Glasgow e
Londra. Gli attentati programmati dal gruppo di medici dovevano
coincidere con il secondo anniversario degli attentati alla
metropolitana di Londra che nel luglio 2005 hanno ucciso
cinquantacinque persone e ferito varie decine di innocenti
passeggeri. “Occorreranno oltre quindici anni per sradicare la
minaccia del terrorismo” ha dichiarato il neo ministro inglese per la
Sicurezza, l’ammiraglio Sir Allan West.
Come ormai avviene ogni volta, Al qu’aida, dai suoi nascondigli nell’ Afghanistan orientale ha rivendicato l’organizzazione, il coordinamento e la gestione degli attentati. Una specie di
franchaising del terrorismo a livello mondiale, ottenuto grazie al
“prestigio” acquisito dopo gli attentati nel Kenya, lo Yemen ed a New
York, che dà i suoi attestati di qualità un po’ a tutte le azioni che
insanguinano mezzo mondo. Le parole del ministro inglese sono sagge
nel senso che non esiste una soluzione rapida e definitiva del
problema posto dal terrorismo, fenomeno che è bene ricordare non è
affatto limitato al Medio Oriente ma si estende al Sud America, vari
paesi asiatici, tra cui Indonesia, Tailandia ed India e non sempre è
necessariamente connesso al radicalismo ed iper nazionalismo islamico.

Le origini del terrorismo moderno vanno indietro di alcune centinaia di
anni ed il fenomeno si è manifestato in paesi, popolazioni, religioni
e condizioni di vita assai diversificate. Si comincia dalle guerre di
religione francesi ed olandesi del Cinquecento, quando migliaia di
protestanti e cattolici furono assassinati al fine di terrorizzare i
“civili”. Si continua con l’America del Nord, all’epoca della guerra
d’indipendenza americana che portò al genocidio degli indiani da parte
dei ribelli ed alla fuga in Canada di decine di migliaia di
sostenitori dell’Inghilterra e si arriva alla rivoluzione francese. Il
terrorismo politico-nazionalista si ripresenta poi in altri paesi, e
circostanze, dall’attentato di Orsini contro Napoleone III a Parigi,
alle uccisioni dello zar e di numerosi politici russi; la guerra
d’Algeria dove sia francesi che algerini uccidono migliaia di civili,
il terrorismo politico di destra e sinistra in Italia per arrivare al
suo culmine tecnico ed organizzativo con la costituzione di
Al’qu’aida, una organizzazione che trae le sue origini dal
millenarismo Wahabita dell’Arabia Saudita, avviato nella seconda metà
degli anni Novanta.

In genere si tende a non differenziare tra le varie forme di
terrorismo; al momento tutto quel che avviene nel Medio Oriente ed in
particolare in Iraq viene imputato ad una unica fonte,
l’organizzazione creata dall’ingegner Osama Bin Ladeen e dai suoi
seguaci, tra cui figurano vari medici, ingegneri e tecnici. La
presenza di uomini di formazione tecnico scientifica appare, infatti, una delle caratteristiche più nuove del terrorismo d’ispirazione islamica ed é forse attribuibile proprio a fattori religiosi connessi alla diffidenza della cultura islamica nei confronti della cultura umanistica, fonte perenne di domande, dubbi ed incertezze che rende gli uomini meno propensi al terrorismo.

Ben diversa la base del terrorismo in altre aree del mondo arabo,
spesso gente mandata allo sbaraglio dai clan e capi tribù coinvolti
nella guerriglia in Palestina ed in Iraq che sfrutta sovente la
credulità dei giovani ed i bisogni economici delle famiglie di
appartenenza che vengono indennizzate per il sacrificio dei loro cari.

Difficile capire, in un contesto di guerra civile etnica e settaria
come quello iracheno, quali siano effettivamente i gruppi coinvolti e
responsabili della carneficina in atto. Sembra finito tuttavia,
invece, il terrorismo organizzato direttamente dagli Stati, che aveva
avuto un suo ruolo negli anni Ottanta e inizio dei Novanta. Il caso
più noto, ma certamente non l’unico, rimane quello dell’aereo Pan Am
fatto saltare da agenti libici sopra la Scozia. Al momento, da quanto
è dato capire, il coinvolgimento potrebbe essere limitato a spezzoni
più o meno deviati all’interno dei vari Stati e che operano in maniera
più o meno autonoma. Questo sembra essere il caso della Siria, ed
ancora di più del Pakistan, dove i servizi sono notoriamente attivi.
Si contano a migliaia le vittime del terrorismo e la parola fine appare
ancora lontana. La creazione di un Califfato, obiettivo dichiarato di
Al’qu’aida, appare per lo meno improbabile. Con il tempo potrebbero
contrarsi i bacini di reclutamento, i guerriglieri potrebbero perdere
fiducia e stancarsi e forse, anche se non sembra affatto facile, molte
delle cause interne ed esterne del terrorismo potrebbero trovare una
soluzione con complesse trattative tra le varie parti. Sembra
improbabile che il terrorismo possa essere distrutto dalla repressione
e occorrerà una enorme pazienza e saggezza da parte di tutti per
chiudere questo drammatico e sanguinoso preambolo del ventunesimo
secolo.

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