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Paesi Bassi: -25% di casi antisemiti nel 2020 ma molti non vengono denunciati

Mondo

di Paolo Castellano

Il 14 aprile il Centrum Informatie en Documentatie Israël (CIDI) ha pubblicato un rapporto sul numero di episodi antisemiti registrati nei Paesi Bassi nel 2020. In base al documento, gli incidenti sono diminuiti del 25% rispetto al 2019, ma il numero è ancora alto se paragonato alla media decennale.

Il CIDI ha registrato 135 episodi antisemiti nel 2020, nel 2019 erano stati 182. Tuttavia, il conteggio del 2020 è identico a quello del 2018 e il terzo più alto dal 2010. Il Centro ha spiegato che il calo degli atteggiamenti antisemiti potrebbe essere legato alla scarsità delle interazioni sociali causato dalla pandemia Covid-19 nel 2020 e alla poca fiducia nella polizia e nell’efficacia delle segnalazioni da parte degli ebrei olandesi.

«Molti episodi antisemiti non sono stati registrati e non sono entrati nel rapporto», ha sottolineato il CIDI, affermando che la condizione degli ebrei potrebbe essere più delicata.

Come riporta il Jerusalem Post, a gennaio 2020 un ebreo olandese è stato aggredito da un ex-collega con minacce di morte rivolte a lui e ai suoi figli, con frasi giudicate antisemite dal CIDI. Ma il cittadino ebreo non ha potuto sporgere denuncia a causa del comportamento della polizia che gli aveva comunicato che “non aveva senso” denunciare l’ex-collega. Così la vittima dell’attacco antisemita ha rinunciato alla denuncia.

Il CIDI ha inoltre accolto con favore la decisione del governo nel nominare  Eddo Verdoner, presidente del Central Jewish Board, come Coordinatore nazionale per la lotta all’antisemitismo.

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