Attentato di Burgas: i corpi delle vittime sono già in Israele

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A due giorni di distanza dall’attentato di Burgas, si sono fatte tante ipotesi, da quella del possibile attentatore, al mandante, alle dinamiche dell’attacco. Ciò che rimane certa è la morte di cinque giovani israeliani, dell’autista bulgaro dell’autobus e dell’attentatore suicida. Sette dunque ( e non otto, come era stato detto inizialmente) le vittime. Cinque gli israeliani uccisi: Itzik Kolengi e Amir Menashe, entrambi di 28 anni ed entrambi di Petah Tikva; Maor Harush, 25 anni, ed Elior Priess di 26, provenienti da Acco; Kochava Shriki, 44 anni, di Rishon Lezion. I loro corpi sono già stati riportati in Israele, e saranno sepolti oggi, 20 luglio nelle rispettive città di residenza.

Mariti e mogli, amici di lunga data, una donna incinta del primo figlio tanto cercato e atteso insieme al marito: tutti in viaggio per una vacanza di pochi giorni sul Mar Nero – per “staccare” dalla vita di tutti giorni, vedere nuovi posti, allontanarsi per un momento dalle tensioni quotidiane.

Itzik Kolengi e Amir Menashe erano insieme alle loro mogli. Ferite entrambe, hanno saputo solo al rientro in Israele della morte dei rispettivi mariti. Itzik Kolengi e la moglie Galit avevano avuto quattro mesi fa il loro primo figlio e avevano programmato questa vacanza di pochi giorni, come una nuova, breve, luna di miele, lasciando il piccolo a casa con i nonni.  Maor Harush e Elior Priess era amici d’infanzia, cresciuti insieme ad Acco. Anche Kochava Shriki era partita per una breve vacanza insieme al marito, forse per festeggiare quel primo figlio di cui era finalmente in attesa, dopo molti anni di tentativi frustrati. Per Kochava non c’è stato nulla da fare; mentre il marito Itzik è rimasto leggermente ferito.

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Alla vigilia dei giochi Olimpici di Londra dove il CIO – nonostante l’ampia mobilitazione della gente comune e delle istituzioni – si ostina a non voler concedere un minuto di silenzio in ricordo degli 11 atleti israeliani vittime dell’attentato di Monaco ’72 – Israele è di nuovo vittima del terrorismo internazionale. Otto turisti israeliani infatti sono rimasti uccisi in un attentato terroristico a Burgas, in Bulgaria. Tra i primi a diffondere la notizia, la TV israeliana (Channel 10) e il sito di informazione Ynet.com.

Alle 17.30 circa di mercoledì 18 luglio una forte esplosione ha colpito un autobus con a bordo 44 turisti israeliani appena atterrati all’aereoporto di Sarafovo. L’autobus si trovava ancora nei pressi del terminal dell’aereoporto.

I testimoni riferiscono di un attentatore suicida che sarebbe salito a bordo dell’autobus e poi si sarebbe fatto esplodere. Ma sulla dinamica dell’attentato si stanno facendo varie ipotesi. Il ministro degli esteri israeliano da questo punto di vista è il più cauto. Il suo portavoce infatti ha fatto sapere alla stampa che le cause dell’esplosione sono ancora ignote; anche il numero delle vittime e la loro nazionalità sarebbe ancora da confermare.  e non ha fornito né il numero delle vittime né confermato che siano tutte di nazionalità israeliana.

Secondo il premier Benjamin Netanyahu, invece dietro questo nuovo episodio di violenza contro cittadini israeliani, c’è Teheran. “Tutti gli indizi portano all’Iran” avrebbe detto infatti  il premier subito dopo aver ricevuto la notizia dell’attentato.

Il commissario europeo bulgaro per la cooperazione internazionale, Kristalina Georgieva, è stata la prima ad intervenire su quanto accaduto. La Georgieva si è detta scioccata dalla notizia dell’attentato di Burgas, in cui sono morte otto persone e molte sono rimaste ferite.

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