Naqba, masse arabe sui confini di Israele

Mondo

di Avi Shalom

Dopo aver seguito alla televisione il progressivo risveglio delle masse arabe mediorientali, Israele ha ricevuto un primo assaggio diretto del fenomeno quando masse di dimostranti arabi hanno cercato di forzare i suoi confini a Gaza, nel Libano meridionale, nelle alture del Golan, in Giordania e in Cisgiordania.

L’appuntamento –  preannunciato con dovizia di particolari su internet – era stato fissato per il 15 maggio 2011, 63° anniversario della costituzione dello stato di Israele. Quella che i palestinesi chiamano la Naqba, il disastro.

Eppure, per molti versi, Israele si e’ fatto sorprendere. Le sue forze erano concentrate in Cisgiordania, la sua polizia dispiegata sull’intero territorio nazionale, in particolare a Gerusalemme. Ma l’Autorita’ nazionale palestinese ha contenuto le proteste.

Invece le masse arabe hanno cercato di abbattere i confini. A Gaza, mille dimostranti hanno superato i posti di blocco di Hamas e si sono avventati sul valico di Erez, provocando ingenti danni materiali. Bilancio: decine di feriti, e un morto (in un episodio laterale).

In Alta Galilea, gli abitanti di Avivim hanno visto migliaia di sostenitori dei palestinesi e degli Hezbollah radunarsi nel vicino villaggio sciita di Marun al-Ras (Libano sud) per poi lanciarsi sui reticolati di confine. L’esercito libanese ha sparato, ma non ha fermato la folla. Poi anche l’esercito israeliano ha sparato. Il bilancio è tra i sei e i dieci morti oltre a decine di feriti.

Quindi e’ stata la volta delle alture del Golan, solitamente tranquille. Ma nel Medio Oriente che cambia (e in particolare nella Siria in fiamme, dove il presidente Bashar Assad ha disperato bisogno di distrarre la attenzione dell’opinione pubblica interna), tutto e’ possibile. Un migliaio di dimostranti, giunti da Damasco, si e’ aperto un varco a sassate superando un manipolo di stupefatti soldati israeliani. Qui si calcola che ci siano stati quattro morti e, ancora, decine di feriti (fra cui soldati israeliani).

Per il premier Benyamin Netanyahu la lezione da trarre da questi episodi e’ che i palestinesi che celebrano la Giornata della Naqba si oppongono, nella sostanza, alla stessa esistenza dello Stato di Israele, non solo alla occupazione dei Territori. La settimana prossima sara’ da Barack Obama e gli fara’ presente che l’accordo politico di Abu Mazen con Hamas – che ieri ha auspicato la ‘fine del progetto sionista in Palestina’ – non promette niente di buono.

D’altra parte le immagini delle dimostrazioni sui confini di Israele hanno elettrizzato gli spettatori delle televisioni arabe. In futuro, dicono gli analisti, ci potrebbero essere altre marce popolari sui confini di Israele. Forse e’ l’inizio di una nuova intifada.