Malmö dà il via a un progetto scolastico per combattere l’antisemitismo

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di Stefania Ilaria Milani

La città svedese di Malmo
La città svedese di Malmo

Finalmente, la città svedese di Malmö e la sua comunità ebraica hanno unito le forze e stanno prendendo seri provvedimenti contro l’antisemitismo lanciando un programma educativo nelle scuole.

Il progetto, finanziato dal Ministero per le Politiche Giovanili, è stato pensato al fine di educare e fornire a quasi 300 insegnanti e almeno 7.000 studenti  gli strumenti necessari (tra cui brevi video a misura di ragazzo/a ed esercizi mirati) per discutere sia di antisemitismo che di altre forme di razzismo. Fa parte di un ben più ampio sforzo nazionale denominato “Memories’ Legacy”, che è di recente sfociato in una mostra – un libro – un DVD basati su interviste a sopravvissuti della Shoah.

Ad esempio, in uno dei cortometraggi a disposizione dei docenti, un allievo ebreo racconta di come pur sentendosi orgoglioso della sua identità non avrebbe mai il coraggio di uscire di casa indossando un simbolo che la riveli, perché minerebbe la sua sicurezza personale.

«Basta. Dobbiamo parlare apertamente di antisemitismo e non nascondere la testa sotto la sabbia. – ha dichiarato Fredrik Sieradzki, che gestisce il Centro di Documentazione Ebraica locale – Se non lo facciamo noi, allora chi lo farà?» Ha inoltre aggiunto: «Dobbiamo combattere l’odio che gli ebrei sopportano ogni giorno. Gli stereotipi, i pregiudizi. Ecco perché abbiamo lanciato questa iniziativa! Stiamo anche cercando di dialogare con i nostri politici, oltre all’idea di offrire visite guidate gratuite all’interno della sinagoga o impegnarci in “camminate pubbliche con la kippah”.»

Anni fa l’ex sindaco di Malmö, Ilmar Reepalu, e la sua amministrazione furono aspramente criticati per non aver affrontato il problema, soprattutto in relazione alla presenza di una folta comunità musulmana cittadina.

“Media svedesi ci segnalarono che molti professori in classe celavano le proprie origini e il proprio credo. – spiega Sieradzki – Oggi, invece, speriamo che tutti loro scelgano di partecipare a questo fondamentale corso. In particolare, speriamo di raggiungere chi lavora nelle zone in cui una grossa fetta di popolazione ha radici mediorinetali. La palla, ora, passa nelle mani delle dirigenze scolastiche.»

Così Anders Rubin, assessore comunale: «Questioni come tolleranza e rispetto erano già parte della nostra missione di governo e diversi ispettori controllano che gli istituti soddisfino tali requisiti. Non sta certo a noi decidere chi prenderà parte a questo corso di formazione (che avrà inizio nel mese di ottobre) e non possiamo costringere nessuno. – precisa Rubin – Allo stesso tempo, però, è nostro dovere lavorarci su»

Malmö è la terza città più grande della Svezia e ha la peggiore reputazione del paese per incidenti antisemiti (vedi anche l’inchiesta del Bollettino sulla Svezia e gli ebrei). Le cause? Forse inciviltà, forse ignoranza. Gli effetti? Quotidiane denunce di minacce, intimidazioni e violenze fisico-psicologiche ricevute per il fatto di essere ebrei o perché associati allo stato di Israele.

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