L’ambasciatore d’Israele a Berlino invita gli ebrei a fare l’aliyah

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di Ilaria Ester Ramazzotti

berlinoBERLINO – “Non invidio gli ebrei che vivono oggi in Europa e invito chiunque non si senta sicuro a causa dei recenti attacchi antisemiti ad andare in Israele in qualsiasi momento”, ha detto Yakov Hadas-Handelsman, ambasciatore di Israele in Germania. La dichiarazione, rilasciata il 22 febbraio al quotidiano Tagesspiegel, riecheggia le parole del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che la scorsa settimana ha esortato tutti gli ebrei d’Europa a considerare lo Stato d’Israele come la loro casa.

Nel corso del 2014 la Germania è stata teatro di una serie di episodi antisemiti violenti, tra cui l’incendio della sinagoga di Wuppertal, nel Nordreno-Vestfalia. Il tribunale locale, accogliendo la spiegazione fornita da tre palestinesi tedeschi arrestati per il fatto, secondo cui l’incendio doloso era stato “solo un modo per richiamare l’attenzione sul conflitto di Gaza”, ha condannato i tre responsabili a duecento ore di servizio sociale. In seguito, Hadas-Handelsman ha lodato Angela Merkel per aver chiarito che “non è normale che le sinagoghe e le scuole ebraiche abbiano bisogno della protezione della polizia”.

Secondo Josef Schuster, capo del Consiglio centrale degli ebrei in Germania, è naturale che Israele inviti gli ebrei a fare aliyh, ma ha detto al Jerusalem Post di non vedere alcun motivo particolare per prendere in considerazione la possibilità di emigrare dalla Germania, nonostante l’aumento del rischio di attacchi da parte di jihadisti “cresciuti in casa”. “L’antisemitismo è un fenomeno mondiale – ha aggiunto – e la vita in Israele, da ebreo, non è più sicura”.

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