La federazione calcistica di Israele firma un accordo con il CONMEBOL per partecipare alla Copa America

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di David Fiorentini
Dopo intense trattative, la federcalcio israeliana (IFA) ha firmato uno storico accordo di cooperazione con il CONMEBOL, la confederazione calcistica sudamericana.

Sotto l’egida del presidente della FIFA Gianni Infantino, il presidente IFA Moshe Zuares insieme al suo omologo Alejandro Dominguez hanno sancito un’apertura importantissima per lo sport israeliano.

Fin dalla sua nascita, il percorso calcistico di Israele è stato molto travagliato a causa delle forti pressioni politiche dei paesi confinanti. Debuttando nella Asian Football Confederation (AFC), ha vinto una Coppa d’Asia nel 1964 dopo due secondi posti nel 1956 e 1960. Tuttavia, a causa di rinnovate tensioni, fu estromessa dalla federazione asiatica nel 1974, e dopo una permanenza temporanea nella OFC, in Oceania, entrò a far parte della UEFA nel 1994. Nonostante non sia mai riuscita a qualificarsi agli Europei, Israele ha dimostrato una grande abilità competitiva, raggiungendo i playoff per Euro 2020 ed Euro 2024.

Per il momento, Israele non ha dato segnali di rottura con la UEFA, nella fattispecie l’accordo si limita ad estendere le collaborazioni tra nazionale mediterranea e la CONMEBOL nei programmi di formazione giovanile e arbitrale.

Tuttavia, il passo epocale fa già sognare gli appassionati. Da ormai alcune edizioni, la Coppa America invita a partecipare due nazionali del resto del mondo con una sorta di wild card, cioè un permesso che dà l’opportunità di partecipare a una competizione a una squadra celebre o storicamente rinomata senza che ne abbia il diritto secondo regolamento. Nel 2019 si sono unite alle 10 squadre del torneo anche Giappone e Qatar, mentre nel 2021 avrebbero dovuto giocare Australia e Qatar, la cui partenza però è stata annullata per via della pandemia.

“Questo è un momento particolarmente emozionante e storico, una svolta internazionale per l’Associazione Calcistica”, ha dichiarato Zuares in un comunicato stampa. “Abbiamo firmato un accordo di cooperazione con potenze giganti, campioni del mondo, paesi dove il calcio è un pilastro, una cultura.”

La potenziale partecipazione di Israele, non solo porterebbe una novità intrigante alla competizione, ma tramite il soft power dello sport rafforzerebbe la diplomazia nella regione.

Un pensiero condiviso dal presidente Dominguez, che durante la cerimonia ad Asunciòn in Paraguay ha osservato: “Durante la mia visita in Israele, ho imparato quanto amiate il gioco. Il calcio unisce le culture, indipendentemente dalla grande distanza geografica, e può contribuire alla pace.”