di Anna Balestrieri
A guidare la ripresa è la compagnia low cost ungherese Wizz Air, che dal 28 maggio ha riattivato i voli da e per Tel Aviv, diventando il primo grande vettore europeo a rientrare stabilmente sul mercato israeliano dopo l’ultima fase di interruzioni. A seguire sarà il gruppo Lufthansa, che ha annunciato una ripresa graduale delle operazioni. ITA Airways invece non ha dato annunci definitivi su una piena ripresa dell’operativo estivo.
Dopo mesi di sospensioni e continui rinvii dovuti alla situazione della sicurezza regionale, i collegamenti aerei tra Israele e l’Europa stanno gradualmente tornando alla normalità. A guidare la ripresa è la compagnia low cost ungherese Wizz Air, che dal 28 maggio ha riattivato i voli da e per Tel Aviv, diventando il primo grande vettore europeo a rientrare stabilmente sul mercato israeliano dopo l’ultima fase di interruzioni.
La decisione è arrivata in seguito all’aggiornamento delle raccomandazioni operative dell’Agenzia europea per la sicurezza aerea (EASA) e dopo consultazioni con le autorità aeronautiche e di sicurezza. Per Israele si tratta di un segnale importante: la presenza di Wizz Air rappresenta infatti una quota significativa del traffico europeo verso l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv.
Il ritorno del gruppo Lufthansa
A seguire sarà il gruppo Lufthansa, che ha annunciato una ripresa graduale delle operazioni. Austrian Airlines riaprirà i collegamenti dal 1° giugno, mentre Lufthansa e Swiss torneranno a volare verso Tel Aviv dal 1° luglio. Eurowings riprenderà invece le operazioni a metà luglio.
La scelta del colosso tedesco è particolarmente significativa perché rappresenta uno dei principali indicatori della fiducia del settore nella stabilizzazione della situazione operativa israeliana. Il gruppo ha infatti optato per un ritorno progressivo, monitorando costantemente l’evoluzione del quadro regionale.
Chi resta ancora in attesa
Non tutte le compagnie hanno però deciso di tornare immediatamente. Brussels Airlines ha confermato la sospensione dei voli almeno fino al 24 ottobre. British Airways ha rinviato il proprio ritorno fino al 1° agosto, mentre Iberia Express ha esteso la sospensione almeno fino al 27 luglio.
Anche la situazione di ITA Airways resta incerta. A metà maggio la compagnia italiana risultava ancora tra quelle che avevano mantenuto la sospensione dei collegamenti fino alla fine del mese, senza annunci definitivi su una piena ripresa dell’operativo estivo.
Più complesso il caso di Ryanair. La compagnia irlandese aveva già annunciato nei mesi scorsi che non avrebbe ripreso immediatamente i voli verso Tel Aviv, citando questioni legate agli slot aeroportuali e all’utilizzo del Terminal 1 dell’aeroporto Ben Gurion.
I vettori già operativi
Nel frattempo, alcuni collegamenti non si sono mai interrotti completamente o sono già stati ripristinati. Tra le compagnie che operano regolarmente verso Israele figurano Etihad Airways, flydubai, Ethiopian Airlines e Aegean Airlines. Questi vettori hanno contribuito a mantenere aperto il ponte aereo internazionale con Tel Aviv durante i mesi più difficili.
Un segnale per turismo ed economia
La riapertura delle rotte europee rappresenta molto più di una semplice notizia per il settore dell’aviazione. Dopo mesi in cui raggiungere Israele richiedeva spesso lunghe coincidenze o costosi itinerari alternativi, il ritorno delle principali compagnie europee favorisce la ripresa del turismo, dei viaggi d’affari e degli scambi economici tra Israele e il continente.
Per l’Italia il tema assume un’importanza particolare. Roma, Milano, Venezia, Napoli e altre città italiane rappresentano da anni alcuni dei principali mercati europei per il turismo israeliano e per i viaggiatori che mantengono rapporti familiari, culturali e professionali tra i due Paesi. Se il quadro della sicurezza continuerà a stabilizzarsi, l’estate 2026 potrebbe segnare il ritorno di una rete di collegamenti molto vicina a quella esistente prima delle più recenti interruzioni.



