di Maia Principe
A fronte del peggioramento della situazione della sicurezza, Israele ha deciso di ridurre drasticamente il traffico aereo all’aeroporto Ben Gurion, il principale hub del Paese. El Al aveva cancellato voli per 28 destinazioni, mentre per le altre compagnie la ripresa è posticipata almeno fino ad aprile. Ma ci si aspettano cambiamenti a seconda dell’evoluzione del conflitto.
La guerra contro l’Iran sta continuando ad avere un impatto importante sui voli gestiti per e da Israele.
È di lunedì 23 marzo la notizia, riportata tra gli altri da i24news, che, a fronte del peggioramento della situazione della sicurezza, Israele ha deciso di ridurre drasticamente il traffico aereo all’aeroporto Ben Gurion, il principale hub del Paese situato nei pressi di Tel Aviv. Il ministro dei Trasporti Miri Regev ha annunciato l’entrata in vigore di nuove restrizioni a partire dal tardo pomeriggio di lunedì, su raccomandazione delle autorità di sicurezza.
Questa decisione arriva dopo i lanci di missili balistici iraniani che nel fine settimana hanno colpito il centro e il sud di Israele, causando diversi feriti e riaccendendo i timori di un’escalation nella regione. “Si tratta di una misura restrittiva, ma la protezione delle vite umane rimane la nostra priorità assoluta”, ha sottolineato Miri Regev, precisando che queste direttive potrebbero evolvere in qualsiasi momento in base alla valutazione della situazione di sicurezza.
Nonostante queste restrizioni, le autorità sottolineano gli sforzi già intrapresi per rimpatriare i cittadini israeliani. Dalla progressiva riapertura dell’aeroporto, circa 140.000 israeliani sono riusciti a rientrare nel Paese grazie a voli operati in particolare dalle compagnie El Al, Arkia, Israir e Air Haifa.
La compagnia di bandiera El Al aveva già annunciato settimana scorsa la cancellazione dei voli previsti per la settimana dal 21 al 27 marzo verso 28 destinazioni, fra cui Barcellona, Berlino, Belgrado, Boston, Marsiglia, Bucarest, Vienna, Venezia e Larnaca/Larnaka, sull’isola di Cipro.
Per le altre compagnie la ripresa è posticipata almeno fino ad aprile. Ma ci si aspettano cmabiamenti a seocnda dell’evoluzione del conflitto.
Wizz Air ha annunciato settimana scorsa che estenderà la cancellazione dei voli da e per l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv fino al 7 aprile, un giorno prima della fine delle festività di Pesach. La compagnia aerea aveva precedentemente sospeso i voli per Tel Aviv fino al 29 marzo. Mentre easyJet ha deciso di non operare presso l’aeroporto Ben-Gurion fino all’autunno.
British Airways, nel frattempo, ha posticipato la ripresa dei propri voli per Tel Aviv al 1° giugno, citando la “persistente incertezza della situazione in Medio Oriente e l’instabilità dello spazio aereo”. La compagnia aerea ha inoltre cancellato tutti i voli da e per Amman, Bahrein e Dubai.
Altre importanti compagnie aeree, tra cui il gruppo Lufthansa e compagnie statunitensi come Delta e United Airlines, hanno cancellato i voli per le prossime settimane. Al momento non è chiaro quando riprenderanno a operare sulla rotta.
Lo spazio aereo israeliano è chiuso alla maggior parte del traffico commerciale dal 28 febbraio, data di inizio degli attacchi congiunti con gli Stati Uniti contro l’Iran. All’inizio di questo mese, l’aeroporto Ben Gurion ha riaperto gradualmente a un numero limitato di voli in arrivo operati dalle compagnie aeree israeliane El Al, Arkia, Israir e Air Haifa per rimpatriare oltre 100.000 israeliani bloccati all’estero. La compagnia di bandiera El Al ha dichiarato di operare attualmente solo il 20% del suo normale programma di voli a causa della situazione di sicurezza.



