Israele-Grecia, maxi accordo da 3,5 miliardi per la difesa aerea di Atene

Mondo

di Nina Prenda
L’intesa, denominata “Achilles Shield”, prevede la fornitura ad Atene di diversi sistemi di produzione israeliana, tra cui David’s Sling e SPYDER, sviluppati da Rafael, e BARAK MX, prodotto da Israel Aerospace Industries (IAI). Nella stessa giornata è stato firmato anche un accordo separato, del valore di 26 milioni di euro, per la vendita alla Grecia dei sistemi anti-drone Drone Dome di Rafael.

La notizia emersa a luglio scorso è adesso ufficiale: lunedì 1° settembre Israele e Grecia hanno firmato un enorme accordo da 3,5 miliardi di dollari, in quello che il ministero della Difesa israeliano ha definito il più grande contratto per l’export della difesa mai concluso tra i due Paesi e uno dei maggiori nella storia di Israele.

L’intesa, denominata “Achilles Shield”, prevede la fornitura ad Atene di diversi sistemi di produzione israeliana, tra cui David’s Sling e SPYDER, sviluppati da Rafael, e BARAK MX, prodotto da Israel Aerospace Industries (IAI).

Secondo il ministero della Difesa israeliano, si tratta della prima volta in cui Israele fornisce a un Paese straniero una rete di difesa integrata in grado di fronteggiare un’ampia gamma di minacce, dai missili balistici ai droni.

L’accordo è stato firmato a Tel Aviv dal direttore generale del ministero della Difesa israeliano, Amir Baram, e dal suo omologo greco, Ioannis Bouras. “In base all’accordo, Israele costruirà in Grecia una rete di difesa aerea completa e multilivello, basata interamente su sistemi di produzione israeliana e sulla vasta esperienza operativa acquisita dall’establishment della difesa israeliano durante la guerra”, ha dichiarato il ministero.

L’intesa prevede inoltre un rafforzamento della cooperazione tra le industrie della difesa dei due Paesi, compreso il trasferimento di conoscenze e tecnologie all’industria greca.

Nella stessa giornata è stato firmato anche un accordo separato, del valore di 26 milioni di euro, per la vendita alla Grecia dei sistemi anti-drone Drone Dome di Rafael.

“Questo progetto rappresenta un’altra pietra miliare nella cooperazione in materia di difesa tra Israele e Grecia, un partner strategico chiave nel Mediterraneo orientale”, ha affermato il ministero israeliano. “La scelta della Grecia di adottare la tecnologia israeliana come spina dorsale del suo più ambizioso programma di sviluppo della difesa aerea dell’ultimo decennio riflette la profondità della fiducia costruita tra i due Paesi”.

Una cooperazione sempre più stretta

L’accordo si inserisce in una cooperazione militare e strategica sempre più stretta tra Atene e Gerusalemme. I due Paesi gestiscono un centro di addestramento aereo in Grecia, conducono ogni anno esercitazioni militari congiunte e collaborano nei settori della lotta ai droni e della sicurezza informatica.

Nel 2025 la Grecia ha inoltre acquistato 36 sistemi di artiglieria missilistica di produzione israeliana per circa 739 milioni di dollari.

La nuova intesa arriva in un momento di crescenti tensioni tra Israele e Turchia, legate soprattutto alla crescente influenza di Ankara in Siria. La Turchia rappresenta da decenni il principale rivale strategico della Grecia e il rafforzamento delle capacità di difesa aerea di Atene si inserisce anche nel più ampio sforzo greco di consolidare la propria posizione nel Mediterraneo orientale.

Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha spiegato che la decisione di approfondire la cooperazione militare con la Grecia è stata presa durante la sua più recente visita nel Paese.

“Israele e Grecia condividono interessi strategici e affrontano sfide regionali comuni”, ha dichiarato Katz. “In un momento in cui attori con ambizioni egemoniche cercano di espandere la propria influenza e minare la stabilità della regione, Israele e Grecia continueranno ad approfondire la cooperazione nel settore della difesa e sul piano strategico e agiranno con determinazione per preservare la stabilità e tutelare la propria sicurezza e i propri interessi comuni”.

Un riferimento, quello agli “attori con ambizioni egemoniche”, interpretato come rivolto alla Turchia.

Per Baram, l’accordo rappresenta anche un tassello della strategia israeliana per rafforzare il settore nazionale della difesa attraverso l’espansione delle esportazioni.

“I rapporti da governo a governo su questa scala sono più di vittorie diplomatiche ed economiche: guidano l’espansione delle linee di produzione israeliane, permettono di accumulare scorte e rafforzano l’indipendenza del Paese in materia di munizioni”, ha dichiarato.