L'Ayatollah Ali Khamenei

Ali Khamenei contro gli Accordi di Abramo. “È peccato normalizzare i rapporti con Israele”

Mondo

di Paolo Castellano

«Purtroppo alcuni governi hanno commesso grandi errori e hanno peccato nel normalizzare [i rapporti diplomatici] con il regime sionista usurpatore e oppressivo», ha dichiarato Ali Khamenei, il leader supremo dell’Iran, in un messaggio rilasciato il 24 ottobre.

«È un atto contro l’unità islamica, e devono tornare indietro e rimediare a questo grande errore», ha detto Khamenei, riferendosi a Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco e Sudan,  i paesi arabi che hanno firmato nel 2020 gli Accordi di Abramo. Questo riavvicinamento ha segnato un evento storico per il Medio Oriente dato che Israele aveva normalizzato i rapporti diplomatici soltanto con Egitto e Giordania.

Sin dalla rivoluzione islamica del 1979, il regime iraniano ha deciso di farsi portavoce della causa palestinese, minacciando e paragonando Israele a “un cancro da estirpare”.

«Se si raggiungesse un’unità musulmana, la questione palestinese verrebbe sicuramente risolta nei migliore dei modi», ha dichiarato Khamenei nella sua nuova invettiva politica. Lo riporta il Jerusalem Post.

Negli ultimi mesi, non sono mancate tensioni tra Teheran e Gerusalemme riguardo al programma nucleare iraniano rivolto alla costruzione di un arsenale bellico, e in precedenza l’Iran aveva accusato Israele di aver sabotato i suoi impianti nucleari.

Per fronteggiare la minaccia iraniana, il 18 ottobre Israele ha stanziato ulteriori fondi per preparare il proprio esercito a contenere la corsa agli armamenti dell’Iran. L’obiettivo è scongiurare un attacco atomico da parte del regime degli ayatollah.

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