Paul Auster a Erdogan: “In Israele nessuno finisce in carcere per quel che scrive”

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“A differenza che in Turchia, in Israele c’è la libertà di espressione” è questa la secca risposta di Paul Auster alle offese lanciategli dal primo ministro turco Tayyip Erdogan.

La polemica fra i due è sorta qualche giorno fa dopo che il celebre autore della “Trilogia di New York” ha dichiarato di voler andare in Israele ma non in Turchia a promuovere il suo nuovo romanzo, “Winter Journal”. Il motivo? Le decine di giornalisti e scrittori rinchiusi nelle carceri turche.

Dopo questa dichiarazione, Erdogan, senza usare mezzi ha termini, ha definito Auster “un uomo ignorante”. “Apparentemente Israele è un paese democratico, laico, un paese in cui la libertà di espressione, i diritti e le libertà individuali sono pieni – ha detto Erdogan aggiungendo subito dopo: “Che uomo ignorante”. “Questo gentiluomo non vede le repressioni e le violazioni di diritti che ci sono in Israele. La sua è una seria mancanza di rispetto verso la Turchia…”. E la decisione di visitare Israele “nonostante le bombe che fa piovere su Gaza” ha detto ancora Erdogan, è il segno che Auster utilizza per Israele e Turchia due pesi e due misure.

“Il primo ministro può pensare quel che vuole di Israele – ha scritto Auster in seguito – ma rimane il fatto che in Israele nessuno va in carcere per quel che pensa e scrive”.

“Ogni paese ha i suoi difetti ed è pressato da miriadi di problemi, inclusi i miei Stati Uniti ed inclusa la sua Turchia”, ha spiegato Auster osservando però per migliorare le condizioni di qualsiasi paese, la libertà di parola e di espressione senza censure o minacce di incarcerazione deve rimanere un sacro diritto di tutti gli uomini e le donne”.

Lo scorso mese il primo ministro turco Erdogan ha presentato come casi di diffamazione quelli del direttore del quotidiano Taref, Ahmet Altan, e del suo corrispondente, Perihan Magden, che avevano pubblicato articoli critici nei suoi confronti.

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