di Nina Prenda
L’apertura dell’ambasciata segue il riconoscimento ufficiale del Somaliland da parte di Israele, avvenuto nel dicembre scorso. Gerusalemme è stata il primo Stato al mondo a riconoscere formalmente l’indipendenza dell’ex territorio somalo, che si è separato unilateralmente dalla Somalia nel 1991 e da allora opera come entità autonoma, pur senza ottenere un ampio riconoscimento internazionale. (Foto: Il Presidente del Somaliland Abdirahman Mohamed Abdullahi (a sx) con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu)
Il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, e il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar hanno inaugurato lunedì 15 giugno la prima ambasciata del Somaliland a Gerusalemme, segnando una nuova tappa nel rafforzamento dei rapporti tra i due Paesi.
La missione diplomatica, situata nel parco tecnologico di Har Hotzvim, diventa l’ottava ambasciata straniera di alto livello presente nella città. La visita rappresenta inoltre il primo viaggio ufficiale all’estero di Abdullahi da quando ha assunto la presidenza.
L’apertura dell’ambasciata segue il riconoscimento ufficiale del Somaliland da parte di Israele, avvenuto nel dicembre scorso. Gerusalemme è stata il primo Stato al mondo a riconoscere formalmente l’indipendenza dell’ex territorio somalo, che si è separato unilateralmente dalla Somalia nel 1991 e da allora opera come entità autonoma, pur senza ottenere un ampio riconoscimento internazionale.
A guidare la nuova rappresentanza diplomatica sarà Mohamed Hagi, nominato a febbraio e considerato uno degli artefici dell’avvicinamento tra Israele e Somaliland. Hagi aveva presentato le proprie credenziali diplomatiche al presidente israeliano Isaac Herzog lo scorso marzo.
Nel corso della cerimonia, Sa’ar ha definito “storica” la decisione del Somaliland di aprire una sede diplomatica nella capitale israeliana. Il ministro ha inoltre rivelato che i contatti tra le due leadership erano iniziati mesi prima del riconoscimento ufficiale, attraverso incontri riservati tenuti nell’ottobre scorso.
“Sono orgoglioso di aver contribuito a scrivere le prime pagine della storia delle relazioni tra Israele e Somaliland”, ha dichiarato Sa’ar, esprimendo la convinzione che la cooperazione bilaterale continuerà a rafforzarsi nonostante le difficoltà e le pressioni internazionali.
Il riconoscimento israeliano del Somaliland ha infatti suscitato critiche da parte dell’Unione Africana e di numerosi Paesi a maggioranza musulmana, che hanno condannato sia la decisione di Israele sia l’apertura dell’ambasciata a Gerusalemme.
Anche Abdullahi ha sottolineato il valore simbolico dell’iniziativa durante un incontro con Herzog presso la residenza presidenziale. Il leader somalilandese ha ringraziato Israele per essere stato il primo Paese a riconoscere la sua nazione dopo oltre tre decenni di tentativi diplomatici.
“Israele ha preso parte a un momento che sarà ricordato nella storia diplomatica del Somaliland”, ha affermato il presidente. “Per 35 anni abbiamo chiesto alla comunità internazionale di essere riconosciuti. Israele è stato il primo a rispondere positivamente a questa richiesta”.
Da parte sua, Herzog ha evidenziato le sfide comuni affrontate dai due Paesi, citando la lotta all’estremismo, la ricerca della stabilità regionale e la tutela della sicurezza marittima nel Corno d’Africa e nel Medio Oriente.
L’avvicinamento tra Gerusalemme e Hargeisa si inserisce inoltre nel quadro di una più ampia strategia diplomatica regionale. Dopo il riconoscimento israeliano, Abdullahi ha annunciato l’intenzione del Somaliland di aderire agli Accordi di Abramo, il processo di normalizzazione avviato nel 2020 con la mediazione degli Stati Uniti.
Attualmente, oltre a Israele, nessun altro Stato membro delle Nazioni Unite riconosce ufficialmente il Somaliland come Paese indipendente.



