Israele nomina il proprio ambasciatore in Somaliland

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di Davide Cucciati
Michael Lotem, finora inviato economico israeliano per l’Africa, ha già ricoperto incarichi diplomatici in Kenya, Azerbaijan e Kazakistan. In una prima fase opererà come ambasciatore non residente, formula che segnala una relazione ancora in fase di consolidamento, ma già politicamente rilevante.

Israele consolida la propria presenza diplomatica nel Corno d’Africa. Il Jerusalem Post del 26 aprile 2026 riferisce che il governo israeliano ha approvato la nomina di Michael Lotem come primo ambasciatore di Israele presso il Somaliland, territorio riconosciuto ufficialmente da Gerusalemme come Stato indipendente nel dicembre 2025.

Lotem, finora inviato economico israeliano per l’Africa, ha già ricoperto incarichi diplomatici in Kenya, Azerbaijan e Kazakistan. In una prima fase opererà come ambasciatore non residente, formula che segnala una relazione ancora in fase di consolidamento, ma già politicamente rilevante.

La decisione rappresenta un ulteriore passo dopo il riconoscimento israeliano del Somaliland. Come riportato da Reuters il 26 dicembre 2025, Israele è stato il primo Paese membro delle Nazioni Unite a riconoscere formalmente l’indipendenza del territorio, separatosi dalla Somalia nel 1991. La scelta ha provocato immediate proteste da parte di Mogadiscio e critiche di diversi attori regionali, tra cui Egitto e Turchia.

La rilevanza del Somaliland è anzitutto strategica: Rivista Italiana Difesa, in un’analisi del 23 febbraio 2026, osserva che la lunga costa sul Golfo di Aden, a ridosso dello stretto di Bab el-Mandeb, rende il territorio essenziale per il controllo dei traffici marittimi tra Oceano Indiano, Mar Rosso e Canale di Suez. Si tratta di uno dei principali snodi commerciali globali.

La crisi aperta dagli Houthi ha inoltre aumentato il valore dell’area: il blocco delle linee di navigazione e il quasi fermo del porto di Eilat hanno spinto Israele a cercare soluzioni più ampie, orientate a rafforzare capacità di sorveglianza e presenza tra Mar Rosso e Oceano Indiano. In questo quadro assume particolare rilievo il porto di Berbera: la città si trova a circa 550 chilometri in linea d’aria da Sana’a, capitale yemenita sotto controllo Houthi, una distanza che potrebbe offrire vantaggi logistici e operativi in eventuali scenari futuri.

Esiste anche una dimensione economica: Reuters, in un lancio del 3 febbraio 2026, ha ricordato che il presidente del Somaliland, Abdirahman Mohamed Abdullahi, ha indicato la possibilità di un accordo commerciale con Israele, citando cooperazione nei settori tecnologico, agricolo, energetico e minerario. Tra le risorse menzionate figurano litio, petrolio e gas.

Per il Somaliland, il rapporto con Israele offre una possibile sponda diplomatica nel lungo percorso verso il riconoscimento internazionale. Per Israele, la nomina di Lotem indica invece la volontà di trasformare il riconoscimento politico in una presenza più stabile nel Corno d’Africa, in un’area ormai decisiva per la sicurezza del Mar Rosso e per gli equilibri tra Africa orientale, Penisola Arabica e Oceano Indiano.