di Ilaria Myr
In un discorso intriso di ironia e attacchi diretti, il fondatore de La France Insoumise ha affermato che i ministri erano “sotto il controllo” del CRIF, definendo l’organizzazione “di estrema destra”. Ha inoltre coinvolto il sindaco del centro di Parigi, Ariel Weil, e il prefetto di polizia, accusandoli di aver ceduto a pressioni esterne.
Jean-Luc Mélenchon, leader del partito di estrema sinistra francese La France Insoumise, ha lanciato un attacco durissimo contro il CRIF (Conseil représentatif des institutions juives de France) e le autorità francesi in seguito al divieto della Fête de la Musique organizzata dal suo partito a Parigi.
Rivolgendosi ai suoi sostenitori, il leader de La France Insoumise ha denunciato una decisione che ha ritenuto ingiustificata e politicamente motivata. Secondo lui, il suo movimento aveva preso i provvedimenti necessari con diversi mesi di anticipo e aveva ripetutamente richiesto un confronto con la prefettura di polizia per garantire che l’evento potesse essere organizzato in condizioni di sicurezza adeguate.
Mélenchon ritiene che il divieto sia arrivato in seguito alle critiche di diversi leader politici e civici. In particolare, ha preso di mira Yonathan Arfi, presidente del CRIF, accusandolo di esercitare un’influenza eccessiva sui responsabili delle decisioni pubbliche.
In un discorso intriso di ironia e attacchi diretti, il fondatore de La France Insoumise ha affermato che i ministri erano “sotto il controllo” del CRIF, definendo l’organizzazione “di estrema destra”. Ha inoltre coinvolto il sindaco del centro di Parigi, Ariel Weil, e il prefetto di polizia, accusandoli di aver ceduto a pressioni esterne.
🔴 « LES MINISTRES SONT AUX ORDRES DU CRIF ! »
💥 MÉLENCHON PÈTE UN CÂBLE après l’interdiction de sa Fête de la Musique !
👉 Il accuse le préfet d’obéir secrètement aux « BANDES DE FANATIQUES COMMUNAUTARISTES » et à Ariel Weil.
💬 « On a demandé à pouvoir faire une Fête de… pic.twitter.com/IjnQRAQeOR
— Surmulot (@SurmulotsNews) June 18, 2026
Il candidato alla presidenza, alla sua terza candidatura, ha denunciato quello che considera un attacco alla libertà di espressione e di riunione. Ha sottolineato che il suo movimento aveva già organizzato diverse manifestazioni in Place de la République senza che si verificassero incidenti di rilievo.
Ecco quindi riproposta la solita e secolare accusa del “complotto giudaico”, che tante sofferenze ha creato nella Storia… Ma certo: è più facile accusare un’organizzazione ebraica di avere “troppo controllo” sulla prefettura e i Ministri, anziché chiedersi perché un evento organizzato dal suo partito sia considerato potenzialmente pericoloso dalla stessa prefettura… Ma, come si dice: niente di nuovo sotto il sole…



