Il segreto del miracolo economico israeliano? Prova a indovinare…

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Un articolo di Ben Rooney pubblicato sul Wall Street Journal ci “rivela” il segreto del successo israeliano; ci spiega insomma che cosa c’è alla base di quell’intraprendenza che ha fatto sì che Israele venisse identificata come una “start-up nation”. A quanto pare dietro ogni successo, dietro ogni start-up di successo ci sarebbe una “Jewish Mom”, una mamma ebrea.

Israele è una start-up nation, ormai lo sanno tutti, lo dicono e lo ripetono tutti.

Le starts-up israeliane sono ovunque ed è ciò a cui la maggior parte degli israeliani aspira, ciò che la maggior parte di essi ormai sogna. Israele è il paese in cui negli ultimi anni sono nate più start-up al mondo, dopo gli Stati Uniti, tanto che “Start-up” per Israele è diventato ormai una specie di soprannome – e gli si attaglia perfettamente. La ragione è abbastanza semplice.  Israele è povera di risorse naturali, scrive Rooney, così ha dovuto creare la sua ricchezza da quel che ha più in abbondanza, la gente. Sono le persone che rendono unica l’IDF, così come i suoi servizi di intelligence in cui sono impegnati più di 8ooo  persone, fra uomini e donne. E poi, naturalmente c’è l’unicità dello spirito e della cultura israeliana. Alcuni la chiamano Chutzpah, che si può tradurre con impertinenza, sfrontatezza, ma anche con audacia o ancora più semplicemente con il rifiuto di fare quel che gli altri ci dicono di fare. Per alcuni si tratta di determinazione, di un’ammirevole dote di intraprendenza, per altri  di una straordinaria caparbietà.

Ovunque tu ti volti in Israele, quando pronunci la parola start-up,  c’è un solo nome che si sente ripetere, ed è quello di Yossi Vardi, il padre della “start-up culture” israeliana. In quarant’anni di attività imprenditoriale, Vardi ha sostenuto e aiutato la nascita di più di 60 aziende specializzate in vari ambiti tecnologici – dai software, all’energia, a internet e chi più ne ha più ne metta.

Scambiando due parole con la cameriera del bar dove è seduto insieme a Rooney, Vardi scopre che il sogno di questa giovane ragazza è quello di terminare i suoi studi universitari e poi lavorare nel campo del riconoscimento vocale.

Da dove arriva questa formidabile voglia di successo degli israeliani?, chiede Rooney a Vardi. “Viene dalla madri ebree. Noi abbiamo successo a causa del senso di colpa che tutti proviamo”. “Dalla nascita noi continuiamo a sentirci dire che dobbiamo essere migliori, che dobbiamo fare meglio. Alla fine siamo esausti e profondamente delusi da noi stessi”. “Sapete qual è la differenza fra una madre italiana ed una madre ebrea?”, chiede Vardi sorridendo. “La madre italiana  dice al figlio: mangia questa cosa altrimenti ti uccido. La madre ebrea invece dice: mangia questa cosa altrimenti mi uccido. Ecco qui il segreto del nostro successo”.