11 settembre 2001, dieci anni dopo

Mondo

di Roberto Zadik

Nel decimo anniversario dell’11 settembre, il giorno in cui la storia d’America e dell’Occidente subì una svolta epocale, esistono ancora persone che ignorano quanto realmente accadde. Lo ignorano in quanto leggono e interpretano gli eventi secondo categorie mendaci e diffamatorie che attribuiscono agli ebrei  la responsabilità ultima dei fatti. Ci sono persone cioè che leggono – e  si ostinano a leggere –  l’11 settembre sulla base di categorie complottistiche e antigiudaiche tipiche dell’Ottocento più retrivo.

Per queste persone – antisemiti, antisionisti o semplicemente stupidi – il folle attacco alle Torri gemelle architettato da Al-Qaida sarebbe in realtà opera degli ebrei. Lo scorso 30 agosto, l’Anti-Deflamation League ha pubblicato un’inchiesta in cui riporta proprio una serie di fonti che, appunto, negano o stravolgono le dinamiche dell’11 settembre.

Ci sono siti internet e pagine di social networks vari, che parlano dell’11 settembre come di un “complotto ebraico”, di una strage messa a punto da una “lobby di petrolieri sionisti”. Alcuni sono convinti che dietro il crollo delle Torri gemelle ci sia il Mossad e una fantomatica lobby giudaico-massonica.
Basta navigare un pò in internet per trovare siti dai nomi inequivocabili come  “Jews behind 9/11” o  “Jews did 9/11”; e basta leggere certi profili Facebook per rendersi conto che dietro questi siti ci sono persone che ancora si nutrono di vecchi stereotipi complottisti e antisemiti. Un personaggio come Jim Fetzer per esempio,  professore di filosofia all’Università di Duluth, nel Minnesota, sostiene che “Israele beneficiò più di ogni altro Paese dell’11 settembre”; Alan Sabrosky, scrittore e consulente per gli affari internazionali del sito “Veterans today”, afferma che “i sionisti controllano l’opinione pubblica”. Alcuni poi sono convinti che Wolfowitz ed altri esponenti ebrei della vecchia amministrazione Bush “provocarono” il crollo delle Twin Towers e la morte di migliaia di persone, a vantaggio di Israele.

Per fortuna, si tratta dell’espressione di pochi, di piccoli gruppi che, accecati da pregiudizio e odio, hanno trovato nell’11 settembre l’ennesimo pretesto per diffondere i loro veleni.

Lasciando da parte per un momento le pericolose fantasticherie di chi trova comodo incolpare gli ebrei di ogni male, in questo decimo anniversario dell’11 settembre ci pare importante unirci al cordoglio americano, ricordare le vittime di quel folle attacco. Nel crollo delle Twin Towers persero la vita tremila persone; fra esse c’erano anche degli ebrei – 300, forse 400. E poco importa se su certi canali di informazione araba (per esempio “Al Anwar”, il network libanese vicino ad Hezbollah) qualcuno disse che quel giorno “stranamente nessun ebreo era andato a lavorare perché, guarda caso, proprio quel giorno erano malati”. Per tutte quelle tremila vittime, come per tutti noi, l’11 settembre 2001 doveva essere un giorno come tanti altri; invece cambiò la storia. Questo è chiaro a tutti ormai, salvo ai vari Fetzer e Sabrosky in giro per il mondo, per i quali il tempo sembra essersi fermato qualche secolo fa.

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