Il Portogallo riconosce i discendenti ebrei

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Dopo sei secoli, la penisola iberica rende onore agli ebrei espulsi alla fine del XV secolo. Dopo la Spagna, che ha approvato di recente una legge, ora è il Portogallo a riconoscere la propria cittadinanza ai discendenti degli ebrei che furono espulsi dal Paese nel 1497 e perseguitati durante l’Inquisizione, dal 1536.

Decine di migliaia di ebrei – fra cui molti che provenivano dalla Spagna, da dove erano stati cacciati nel 1492 – furono uccisi, costretti a convertirsi al cristianesimo o espulsi: molti di questi ultimi si trasferirono nelle colonie portoghesi o in altre città europee, principalmente ad Amsterdam.

Con la nuova legge, dunque, saranno molte le persone che potranno ottenere la cittadinanza portoghese, grazie anche ai numerosi documenti ancora conservati dalla comunità ebraica locale sulle famiglie di allora.

Ai circa 13 milioni di ebrei sparsi in tutto il mondo che si stima possano ottenere la cittadinanza spagnola, si aggiunge ora un numero importante di discendenti dei portoghesi.

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