drone iraniano

I droni di Hezbollah e le armi di Hamas minacciano Israele dal Libano

Mondo

di Francesco Paolo La Bionda
Hezbollah avrebbe accumulato una flotta di 2000 UAV (sigla che indica tutti i velivoli senza pilota compresi i droni), utilizzabili sia per missioni di ricognizione sia per attacchi contro obiettivi in Israele. Lo ha rivelato un report dell’ALMA Research and Education Center, centro studi geopolitico israeliano.

Il gruppo terrorista libanese ha iniziato a utilizzare i primi UAV negli anni Novanta e ha già utilizzato droni d’attacco sia in Siria, dove combatte tuttora per sostenere il regime di Assad, sia contro le forze armate israeliane durante la guerra di quindici anni fa in Libano.

Cresce la minaccia aerea di Hezbollah

Secondo lo studio di ALMA, la milizia sciita ha inoltre tentato più volte di infiltrare i suoi droni nello spazio aereo dello Stato ebraico, incluso un episodio del 2012 in cui un UAV è stato lanciato dalle acque del Mediterraneo ed è riuscito a raggiungere il deserto del Negev prima che l’aviazione militare di Gerusalemme lo abbattesse.

L’aumento della capacità offensiva aerea di Hezbollah è merito soprattutto del regime iraniano, suo protettore, che già nel 2013 aveva fornito oltre 200 velivoli al gruppo armato, inclusi modelli avanzati in uso all’esercito e ai pasdaran di Teheran. I miliziani libanesi hanno inoltre riconvertito dozzine di piccoli droni di fabbricazione cinese per utilizzarli come ricognitori fotografici o per portare e sganciare bombe.

Secondo quanto dichiarato dal ministro della Difesa israeliano Gantz a settembre scorso, gli iraniani addestrano gli uomini di Hezbollah e delle altre milizie sciite loro clienti nella fabbricazione e nel pilotaggio degli UAV sul proprio territorio, nella base di Kahasan vicina alla città di Isfashan. I veicoli vengono poi lanciati da piste aree presenti nei territori dove sono operativi i miliziani: secondo il report, Hezbollah ne avrebbe almeno due in Libano e altre in Siria.

Sempre secondo Gantz, l’Iran inoltre usa i droni per contrabbandare denaro, armi ed esplosivi dalla Siria ai terroristi palestinesi in Cisgiordania.

Hamas prepara la sua armata libanese

Non è solo Hezbollah, col supporto iraniano, a minacciare Israele dal Libano. Hamas ha una consolidata presenza nel territorio della repubblica araba, all’interno della comunità di centinaia di migliaia di palestinesi che vi risiedono. Lo scorso dieci dicembre, un deposito di armi dell’organizzazione terroristica è saltato in aria nel campo profughi di Burj Al Shimali, vicino alla città libanese di Tiro. Nell’esplosione è morto un ingegnere di Hamas, Hamza Ibrahim Shahine, il cui funerale si è trasformato in uno scontro armato con gli uomini armati dei rivali di Fatah.

Il deposito, situato in una moschea, era stato indicato due mesi prima da un altro report dell’ALMA come uno snodo centrale della produzione di armi di Hamas in Libano. La presenza del gruppo nel paese è malvista non solo dai fedeli ad Abu Mazen ma anche da Hezbollah, poiché Hamas agisce in modo indipendente e potrebbe innescare un nuovo scontro con Israele lanciando razzi dal confine per conto proprio.

Ciononostante, l’Iran ha supportato la crescita degli islamisti palestinesi in loco per moltiplicare la propria rete di milizie clienti e per poter avere un’alternativa da attivare contro lo Stato ebraico nei momenti in cui Hezbollah preferisce invece concentrarsi sui problemi domestici e sullo scenario siriano.

Il piano di Hamas per il Libano, secondo ALMA, sarebbe stato messo a punto nel 2018 e ha previsto la creazione di battaglioni da centinaia di effettivi, affiancati da un’unità d’élite di 130 uomini. In parallelo l’organizzazione progetta di realizzare razzi guidati da sistemi di precisioni GPS e con un raggio di 20 chilometri, con l’obiettivo di spararne un centinaio a ogni lancio in caso di conflitto.

Secondo il centro studi, per rispondere a questa nuova sfida Israele dovrà basare le proprie strategie su una visione di Hamas come singola entità presente a Gaza e in Libano, colpendo gli obiettivi nemici su entrambi i fronti anche quando l’attacco proverrà da un solo lato del confine.

(Foto: un drone iraniano)

 

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