I 5 consigli agli ebrei americani per aiutare i profughi siriani

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di Paolo Castellano

profughiGli ebrei sanno bene cosa significhi essere stranieri in un’altra terra, lo testimonia la loro storia recente e passata. E più di altri comprendono la condizione di disperazione di quelle migliaia di profughi che negli ultimi mesi sono fuggiti dalla Siria rischiando la vita intraprendendo i cosiddetti “viaggi della speranza” per riparare in uno stato europeo che offra loro un riparo e un’esistenza in pace.

Le comunità ebraiche europee stanno facendo la loro parte nell’accogliere questi flussi migratori, in particolare quella milanese che nell’ultimo periodo ha ospitato alcuni profughi all’interno del Memoriale della Shoah. E’ una lodevole iniziativa con un impatto sia pratico che morale. Un luogo della memoria che testimonia gli orrori subiti per contrastare quelli futuri senza dimenticare il passato. Una scelta oltre che civica anche educativa che trova imitatori in Germania.

In queste ultime settimane il sindaco di Dachau ha dato il via libera per accogliere un gruppo di profughi siriani all’interno di alcuni edifici del campo. Insomma una memoria che nel 2015 scuote le coscienze e si sublima in un aiuto umanitario. Il primo cittadino Florian Hartmann, come ha riportato Jta News, ha detto: “Questi sono i membri più deboli della società. Questo edificio è stato gravato dalla storia, ma ora può assumere un ruolo sociale utile”.

Dunque non solo ebrei europei ma anche ebrei americani hanno manifestato la volontà di aiutare i profughi siriani. Per questi ultimi, Shachar Zahavi direttore fondatore dell’IsraAid, ha stilato un elenco di 5 punti da rispettare per aiutare efficacemente questi bisognosi giunti su un continente molto distante dal loro. L’elenco è apparso sul sito Times of Israel questo mese.

Gli ebrei americani dovrebbero:

1 Non inviare cibo o vestiti: per ora in Europa non c’è questa necessità;

2 inviare una cinquantina di porta-bebè o donare una cifra per l’acquisto di essi: i migranti percorrono molti km a piedi con figli piccoli;

3 mettere a disposizione le proprie competenze personali per fare volontariato: un medico in vacanza potrebbe aiutare lo staff della Ong ;

4 mobilitare le autorità locali per ospitare profughi: si può sensibilizzare la propria cittadina proponendo di accogliere una quota di rifugiati;

5 l’ultimo punto intitolato “i soldi fanno girare il mondo”: è un invito rivolto agli americani ad essere generosi con le donazioni affinché l’associazione possa assistere al meglio i migranti in Europa.

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