“Non Conosco Auschwitz”. Politico scandalizza il Canada

Mondo

di Paolo Castellano

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Alex Johnstone, giovane promessa della politica del Partito Democratico canadese

Dopo le docce rinfrescanti ad Auschwitz e le guardie di sicurezza cecoslovacche che appuntano i numeri di identificazione sulle braccia dei bambini siriani, c’è un altro caso oltre oceano, precisamente in Canada, che rileva un problema molto serio: l’ignoranza della storia.

Martedì 22 settembre una candidata alle elezioni federali in Canada ha chiesto scusa per non aver riconosciuto Auschwitz in una fotografia di Facebook su cui ha anche ironizzato con frasi volgari a sfondo sessuale. La protagonista di questa brutta figura è Alex Johnstone, giovane promessa della politica del Partito Democratico canadese in piena campagna elettorale per le elezioni del 19 ottobre per il Parlamento nel sud-ovest dell’Ontario. E’ inoltre vice-presidente della Hamilton-Wentworth District School Board.

A scovare il post del 2008 sono stati i media canadesi che lo hanno subito divulgato suscitando ampio sdegno nell’opinione pubblica. Raggiunta dalla notizia il giovane politico ha cercato di discolparsi aggravando inconsapevolmente la propria situazione: “Bene, non conoscevo Auschwitz, almeno fino ad oggi – ha poi aggiunto – ma ho sentito parlare dei campi di concentramento”. Secondo la candidata la polemica  sarebbe stata innescata dagli avversari politici per gettarle del fango addosso con l’obiettivo di screditarla.

Le “poco plausibili” scuse hanno acceso il piccato commento di una giornalista del Toronto Sun, Michele Mandel, che due giorni dopo ha scritto in un suo articolo: “I miei bisnonni sono stati uccisi lì. I miei nonni, genitori, fratelli, sorelle, nipoti, tutti rinchiusi in Polonia, spinti in carri bestiame e consegnati alla piattaforma ferroviaria di Auschwitz. Da lì, sono stati infine condotti nelle camere a gas che erano una tappa della soluzione finale nazista per liberare l’Europa dai suoi ebrei, erano una parte degli 8 mila ebrei che ogni giorno venivano uccisi nella fabbrica della morte. La loro fuga fu bloccata da guardie armate e da un recinto di filo spinato elettrificato.
Ti darò una lezione di base, se sei un politico, un supervisore scolastico o semplicemente un giovane assistente sociale: Non scherzare su Auschwitz. E se colta in flagrante, non peggiorare la situazione insistendo sul fatto che non conoscevi nulla di esso, che non hai mai sentito parlare del famigerato campo di sterminio”.

Sulla vicenda è intervenuto anche Avi Benlolo, presidente del Friends of Simon Weisenthal Centre for Holocaust Studies, venuto a conoscenza dello scandalo dopo Yom Kippur, il giorno più sacro del calendario ebraico.

“E’ certamente molto inquietante che qualcuno nella sua posizione istituzionale sia talmente ignorante da non conoscere Auschwitz e l’iconografia di quel recinto”, ha detto in un’intervista. “È una fatto sbalorditivo – ha poi aggiunto – per un membro del consiglio scolastico e candidato federale manifestare così tanta ignoranza circa il simbolo più famoso del genocidio  più pianificato nella storia umana. Dovrebbe essere un campanello d’allarme per tutti i genitori e gli educatori in questa provincia. Dobbiamo trasformare questo spiacevole fatto in un’opportunità: se qualcuno è ignorante, cerchiamo di educarlo.”

Avi Benlolo ha quindi invitato Johnstone a unirsi al suo viaggio annuale in visita ad Auschwitz il 13 ottobre.

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