Francia: Libération attacca un suo giornalista per aver pubblicato il murale di alexSandro Palombo di Hitler con la kefiah palestinese

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di Maia Principe
L’opera, già da settimane ampiamente virale sui social e al centro di un intenso dibattito online, è stata condivisa dal giornalista di Libération Jean Quatremer, alimentando la polemica sui social francesi e provocando un ampio confronto politico, accuse incrociate tra esponenti della sinistra francese (fra cui l’eurodeputata Rima Hassan di LFI) e un comunicato ufficiale della redazione del quotidiano per prendere le distanze dal proprio storico corrispondente. 

Libération, una delle principali testate francesi, legata alla sinistra politica, è al centro di un acceso dibattito social dopo la diffusione di un comunicato della Società dei giornalisti e del personale (SJPL). Il comunicato interviene sulle recenti prese di posizione social di Jean Quatremer, storico corrispondente della testata da Bruxelles e una delle firme di riferimento del giornale sui temi dell’Unione europea e della politica internazionale.
Al centro della vicenda vi è la pubblicazione da parte del giornalista sui propri canali social dell’opera “Hate Never Dies” dell’artista italiano aleXsandro Palombo. L’opera, apparsa a Milano in più punti del percorso della manifestazione pro-Palestina, raffigura Adolf Hitler con una kefiah palestinese e una fascia con la scritta “hate”, ed è stata concepita dall’artista come una riflessione sull’antisemitismo contemporaneo e sulla normalizzazione dell’odio nel dibattito pubblico europeo.
Il lavoro si inserisce in una più ampia serie di interventi dell’artista dedicati alla memoria della Shoah, alle forme di antisemitismo contemporaneo e alla radicalizzazione del linguaggio politico nello spazio pubblico. Secondo Quatremer, l’opera di Palombo rappresenta una potente denuncia dell’antisemitismo contemporaneo e della sua capacità di infiltrarsi nel dibattito politico sotto forme diverse e talvolta mascherate, in particolare all’interno dei contesti militanti legati alla causa palestinese, in un contesto di aumento degli episodi di antisemitismo in Europa.
Jean Quatremer è da anni una delle voci giornalistiche francesi più esposte sul tema dell’antisemitismo e si è più volte schierato in prima linea contro la sua diffusione in Francia e in Europa. Il giornalista è inoltre oggetto di frequenti attacchi e minacce sui social, in particolare in relazione alle sue prese di posizione sul conflitto mediorientale e sulle dinamiche dell’attivismo politico. La diffusione dell’opera da parte del giornalista ha generato immediate reazioni critiche da parte di colleghi del quotidiano e di numerose figure politiche francesi, innescando un intenso dibattito.
Tra le prime prese di posizione figura quella della vicepresidente dell’Assemblea Nazionale, Nadège Abomangoli, esponente de La France Insoumise (LFI), che ha ripubblicato l’opera di Palombo rivolgendosi alla redazione di Libération: «Spero che Libération e l’intera redazione vedano il problema nei post del giornalista Jean Quatremer. Solidarietà ai giornalisti di questa redazione infangati dal loro collega». Il caso si è rapidamente ampliato sul piano politico.
Anche l’eurodeputata Rima Hassan franco-palestinese ha attaccato Quatramer, anch’essa esponente de La France Insoumise (LFI), figura già al centro del dibattito politico francese e oggetto di procedimenti giudiziari nel Paese, è stata rinviata a giudizio con l’accusa di apologia del terrorismo commessa online, con udienza fissata per il 7 luglio 2026 davanti al Tribunale correzionale di Parigi. Nel suo intervento, Hassan ha dichiarato: «Il giornalista Quatremer di Libération ha pubblicato questa immagine sui propri canali social. Il nazismo è una storia europea, non palestinese. È necessario ricordare a questo giornalista che Haim Arlosoroff, direttore politico dell’Agenzia Ebraica e figura del movimento sionismo, sosteneva negoziati con i nazisti. Il movimento sionismo era l’unica organizzazione ebraica autorizzata in Germania dai nazisti». Hassan ha inoltre annunciato l’intenzione di presentare una denuncia contro il giornalista in seguito ad alcune sue risposte su X nelle quali l’ha definita “Lady Gaza” e “Rima Hamas”.

Le dichiarazioni dell’eurodeputata hanno però suscitato una forte ondata di critiche nel dibattito pubblico e politico francese, con particolare intensità sulla piattaforma X, dove la vicenda ha registrato un’elevata circolazione e un ampio livello di discussione. Numerosi commentatori, giornalisti e figure politiche sono intervenute a sostegno di Quatramer e hanno accusato l’eurodepuata di revisionismo storico, contestando la lettura degli eventi come distorsiva.
Nel dibattito è intervenuto anche il deputato e coordinatore nazionale de La France Insoumise, Manuel Bompard, che ha scritto: «Fino a dove arriverà la decadenza del giornalista di Libération Jean Quatremer?». Lo stesso Jean Quatremer ha replicato con una lunga dichiarazione difendendo la propria posizione: «È affascinante vedere quanta ostinazione c’è, alcuni si rifiutano di capire il senso del messaggio dell’artista italiano che condivide con me un valore fondamentale, la lotta senza tregua contro l’antisemitismo. In effetti quest’opera non identifica i palestinesi con i nazisti. Certo sono esistiti legami tra Al Husseini e Hitler, ci sono state divisioni arabe che hanno combattuto al fianco dei nazisti, ex nazisti hanno offerto il loro aiuto alla lotta dei Paesi arabi contro Israele e infine esiste una vicinanza ideologica tra Hamas e l’antisemitismo nazista. Ma la rivendicazione dei palestinesi a uno Stato entro i confini del 1948 è assolutamente legittima. Al contrario, affermo che i presunti difensori della causa palestinese qui da noi, quelli che diffondono un potente veleno antisemita, che cercano di impedire a scrittori, artisti e intellettuali ebrei di lavorare, e in questo modo armando la mano di chi attacca gli ebrei, sono dei neonazisti che snaturano la lotta per uno Stato palestinese. Sono loro che questa opera prende di mira, e che prendo di mira anch’io. Il vero antifascismo consiste nel combattere questa nuova peste bruna che si avvolge nelle kefiah».
Il giornalista ha aggiunto che un esempio di questa peste bruna sono i manifesti antisemiti tipici delle manifestazioni anti-israeliane, e ne pubblica uno in cui viene preso di mira Joann Starr, un noto fumettista francese ebreo, spesso bersaglio degli ambienti pro-Palestina più radicali. Quatremer lo cita per mostrare che l’ostilità non riguarda i palestinesi, ma l’antisemitismo travestito da attivismo.
Il confronto si è esteso in modo significativo sulla piattaforma X, dove il caso ha raggiunto ampia visibilità e la giornalista di Libération Emma Donada è intervenuta pubblicando diversi messaggi su X contro il suo collega Jean Quatremer, tra cui uno in cui scrive: «Il sedicente giornalista impegnato contro l’antisemitismo pubblica un’immagine con Hitler per insultare i palestinesi. La lotta contro l’antisemitismo non è questo e non lo sarà mai». Ai suoi interventi si sono aggiunti i messaggi pubblici di altri redattori del quotidiano, anch’essi critici nei confronti di Quatremer.

Il giornale contro il suo giornalista

Nel comunicato diffuso dai giornalisti di Libération si fa riferimento al fatto che la nota è stata redatta in seguito alla condivisione, da parte di Jean Quatremer, corrispondente da Bruxelles, di un disegno raffigurante Hitler sui social network. La SJPL precisa: «La Società dei giornalisti e del personale di Libération desidera far sapere che in nessun modo le attività di Jean Quatremer sui social network, né tantomeno i suoi interventi televisivi, rappresentano il punto di vista della redazione di Libération. Pur essendo legati alla pluralità delle opinioni all’interno del giornale, non approviamo né gli accostamenti impropri, né gli insulti, né la diffusione di informazioni false che non corrispondono ai valori e ai principi della nostra carta etica e gettano discredito sull’insieme del giornale. (Parigi, 31 maggio).
La diffusione del comunicato della redazione di Libération che prende le distanze dal proprio giornalista ha suscitato reazioni forti, per molti osservatori, un dibattito senza precedenti nella storia recente del quotidiano. Sulla piattaforma X, la vicenda ha generato un ampio volume di interventi, con numerosi utenti, giornalisti e commentatori che hanno espresso sostegno a Jean Quatremer e alla sua attività giornalistica, richiamando il tema della libertà di espressione e del diritto di informazione.
Parallelamente, altri hanno definito il comunicato interno del quotidiano un segnale di forte tensione tra la linea editoriale e una delle sue firme storiche schierate pubblicamente contro l’antisemitismo, evidenziando come il caso abbia rapidamente superato i confini di una semplice controversia social per trasformarsi in un più ampio dibattito sulla libertà del giornalismo e sui limiti del confronto pubblico in Francia.

aleXsandro Palombo, attraverso i propri canali e sulla piattaforma X, ha espresso sostegno a Jean Quatremer, da anni l’artista sviluppa una ricerca artistica incentrata su antisemitismo, diritti civili, memoria della Shoah e dinamiche di radicalizzazione contemporanea.