L’opera raffigura Adolf Hitler mentre applaude, con una kefiah palestinese al collo e una fascia rossa al braccio con la scritta “HATE” (“ODIO”). Il primo murale è apparso nel punto di partenza della manifestazione, dove Hitler è ritratto a mezzo busto. L’immagine si ripete in altri punti del percorso della manifestazione, dove la figura compare anche a corpo intero, trasformandosi in una presenza visiva ricorrente nello spazio urbano al passaggio del corteo Pro Pal. L’intervento richiama i meccanismi della propaganda, della radicalizzazione e della normalizzazione dell’odio nel dibattito pubblico contemporaneo, invitando a una riflessione sui linguaggi estremi e sulle dinamiche di polarizzazione sociale.
Con questa nuova opera, Palombo affronta il tema della crescente normalizzazione dell’estremismo e dell’antisemitismo contemporaneo, denunciando il modo in cui propaganda, radicalizzazione ideologica e discorsi d’odio riescano sempre più a ottenere consenso sociale all’interno delle manifestazioni pro-Palestina e, più in generale, nello spazio pubblico europeo. La figura di Hitler diventa una metafora della legittimazione sociale di linguaggi e comportamenti che, secondo l’artista, stanno progressivamente tornando accettabili nell’Europa contemporanea. L’opera era apparsa in Piazza XXIV Maggio, Arco di Porta Ticinese, e in altri punti del percorso del corteo nazionale tra Corso di Porta Ticinese e Via Molino delle Armi.
La serie di opere è stata velocemente vandalizzata dai Pro Pal in poche ore.

L’intervento arriva pochi giorni dopo gli episodi avvenuti durante il corteo del 25 aprile a Milano, quando membri della Brigata Ebraica e cittadini ebrei italiani sono stati verbalmente attaccati, circondati e insultati con slogan antisemiti mentre partecipavano pacificamente alla manifestazione. Tra i cori uditi vi era anche “Siete solo saponette non finite”, una frase che richiama direttamente l’immaginario della Shoah e che è stata ampiamente condannata in tutta Italia. Secondo l’artista, quanto accaduto ha rappresentato “l’espulsione degli ebrei da una manifestazione storicamente democratica, inclusiva e antifascista”.
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